Pomodoro da industria, calano le superfici

Pubblichiamo un ampio studio del Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia sulla campagna 2013

Sono in calo del 12,8% (4.289 ettari in meno) le superfici effettive coltivate a pomodoro nel Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia. Il Distretto – l’organizzazione interprofessionale che rappresenta, con le ultime adesioni, oltre il 99% del pomodoro da industria del Nord Italia – ha comunicato ufficialmente i dati sulle superfici effettive coltivate a pomodoro al 30 giugno 2013.

Per la campagna 2013 le superfici effettive, coltivate dalle Op associate all’Oi, risultano essere pari a 29.175 ettari, rispetto ai 33.464 del 2012. Diminuito anche il numero dei produttori delle Op (- 217 produttori pari all’11,3% passando dai 1.912 del 2012 ai 1.695 di quest’anno), mentre resta sostanzialmente invariata la dimensione media per produttore (17,21 ettari nel 2013 a fronte dei 17,50 del 2012).

Il calo delle superfici effettive, in linea con le previsioni avanzate dal Distretto in occasione della comunicazione di giugno sulle superfici contrattate, è dovuto all’azione programmatoria e di controllo esercitata dal Distretto per regolare la produzione, ma è stato inevitabilmente acuito dalle complesse condizioni climatiche, visto il perdurare del maltempo con una primavera particolarmente piovosa, che ha ritardato e reso molto difficili le fasi di preparazione dei terreni e i trapianti, e la distruzione delle coltivazioni su centinaia di ettari coltivati nelle province di Cremona, Mantova e Reggio Emilia causata da una pesante grandinata dei giorni scorsi.

Un ulteriore elemento di aleatorietà, inoltre, sarà l’andamento climatico di settembre, visto lo spostamento in avanti delle raccolte di almeno una quindicina di giorni e le prospettive di una maturazione del 60% del prodotto a settembre; una situazione del tutto diversa rispetto agli anni scorsi, quando a settembre in campo c’era il 35-40% del prodotto.

Superfici effettive distinte per regione

Il calo maggiore in termini assoluti ha riguardato l’Emilia-Romagna, regione maggiormente vocata alla coltivazione del pomodoro (è qui che si produce il 70,93% del pomodoro del Nord Italia), dove si è passati dai 22.144 ettari di superfici effettive del 2012 ai 20.015 di quest’anno (-2.129 ettari, pari al -9,62%). In Lombardia (dove si produce il 19,33% del pomodoro del Nord Italia) il calo è avvenuto dai 6.507 ettari del 2012 ai 5.453 del 2013 (-1.054, pari al -16,20%), mentre in Veneto (regione in cui è coltivato il 5,95% del pomodoro del Nord Italia) il calo è stato di 580 ettari (dai 2.259 del 2012 ai 1.679 del 2013- con una variazione percentuale di -25,66%). Infine in Piemonte (da cui arriva il 3,79% del pomodoro del Nord Italia) si è avuto il calo percentuale più consistente, pari al -31,49%, per il passaggio dai 1.562 ettari del 2012 ai 1.070 del 2013 (-492 ettari).

Di seguito, si riporta la tabella riassuntiva relativa alle superfici effettive coltivate a pomodoro distinte per regione e per anno e, successivamente, distinte anche per provincia e per anno (clicca sull’immagine per ingrandirla).

Superfici distinte per tipologia di prodotto

Per quanto concerne la distinzione della tipologia di prodotto nel Distretto del pomodoro del Nord Italia, emerge che il 94,9% delle superfici effettive (27.692 ettari) è coltivato con la tipologia tondo, il 3,4% (978 ettari) con il tondo bio, l’1% (305 ettari) con il lungo, lo 0,5 % (136 ettari) con il lungo bio e lo 0,2% (64 ettari) con il pomodorino. È pari invece al 96,2% del totale la produzione integrata (28.061 ettari) e al 3,8% la produzione bio (1.114 ettari).

Lieve crescita percentuale del biologico

Dall’analisi delle superfici effettive del Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia, per la campagna 2013 emerge una lieve crescita in termini percentuali delle superfici a biologico che rappresentano il 3,8% delle produzioni totali, rispetto al 3,5% dello scorso anno con la quota destinata a questo tipo di produzione che si è mantenuta sostanzialmente invariata: 1.114 ettari quest’anno, rispetto ai 1.166 dello scorso anno.

Il commento del Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia

A margine dell’ultimo comitato di Distretto, durante il quale sono stati presentati e analizzati i dati delle superfici effettive, il presidente Pier Luigi Ferrari ha ricordato l’impegno profuso dall’Oi. «Il Distretto – ha dichiarato Ferrari – resta in prima fila per la valorizzazione di un settore strategico per l’economia italiana. Proprio per questo motivo ci aspettiamo dai rappresentati delle istituzioni, in primis quelli a noi più vicine come gli amministratori regionali, un comportamento maggiormente responsabile nell’affrontare determinate tematiche, vedi l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione, legate all’attività di produzione e trasformazione del pomodoro, un’attività che sostiene l’economia del nostro Paese creando occasioni di lavoro per un’intera filiera portando il marchio del Made in Italy di qualità nel mondo. Auspichiamo che gli indirizzi politici siano coerenti con questa nostra visione».

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