Mercato cereali, poche speranze di rialzi

L\'unico dato positivo è la ripresa degli scambi alla borsa merci di Bologna

di Sergio Pitzalis

Diversi lettori mi chiedevano a inizio mese se era più conveniente vendere subito il proprio grano oppure attendere, nella speranza di una ripresa sostanziale dei prezzi internazionali e interni. Come dicevo allora, e come ribadisco adesso, le speranze per una crescita importante dei nostri prezzi sono veramente poche, almeno fino a quando la tendenza dei prodotti agricoli sarà condizionata dai mercati a termine di Francia, Russia e Stati Uniti. L’unico dato positivo, se vogliamo, è la ripresa degli scambi di tutti i tipi di grano alla borsa merci di Bologna: il frumento tenero di produzione nazionale n° 1 – Speciali di forza – p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1%, prot. 13% viene scambiato tra i 220 e i 224 euro/tonnellata, in linea con la scorsa settimana, mentre risultano leggermente in calo gli altri tipi di frumento.

In crescita appare il grano duro produzione Nord e Centro, mentre crollano letteralmente il prezzo del mais di ben 8 euro/tonnellata quello di produzione nazionale, e di 4 euro/tonnellata il mais internazionale.

In effetti il granoturco, insieme alla soia, è stato al centro dell’attenzione per tutta la settimana. I dati di venerdì sui mercati parlano di un andamento del raccolto migliore del previsto specie negli Stati Uniti, con un clima ideale per l’impollinazione del mais. Le rese per ettaro si preannunciano in forte crescita, e tutto questo condiziona inesorabilmente anche il prezzo del grano tenero Usa.

Il fatto che la stagione stia procedendo bene in America del Nord non è la sola condizione che sta preoccupando gli operatori del settore. Come se non bastasse, le notizie provenienti dall’Europa, con la Russia e soprattutto l’Ucraina pronte a immettere sul mercato un quantitativo superiore allo scorso anno di mais e grano tenero, preoccupa non poco il primo esportatore di cereali al mondo.

Dicevamo del grano tenero, stavolta più seguace che trascinatore del prezzo sui mercati di Chicago. A questo punto si guardano quelle notizie che potranno invertire la tendenze, ormai note, e che sono:

  • la Cina e le sue prossime mosse
  • l’orientamento dei maggiori importatori di grano, tra cui l’Egitto e tutta la fascia dei paesi del Nord Africa.

In ogni caso, la concorrenza quest’anno appare molto forte anche per gli agricoltori Usa. Intanto le ultime notizie danno una resa per ettaro del grano tenero in Usa pari a 44,9 bushel, in linea con lo scorso anno.

Continuano le analisi delle varie agenzie di consulenza agricola: questa settimana tocca ai tedeschi della Pro-Agro a vedere il raccolto in Ucraina in aumento da 20,7 milioni di tonnellate contro i 15 milioni dello scorso anno. Pertanto le esportazioni sono previste in crescita del 29%.

Infine, giungono alcune preoccupazioni dal raccolto 2013/2014 dal Brasile, circa alcuni danni che possono aver subito dal gelo di queste settimane. Senza dubbio sono campanelli di allarme, ma è ancora poca cosa per condizionare i prezzi internazionali dei cereali.

Commento tecnico: concludiamo con un breve commento di tipo tecnico ripreso dal report della settimana (disponibile in versione integrale cliccando qui): «…sotto l’aspetto tecnico, il future wheat si trova ancora legato al supporto primario di 6,50 dollari per bushel, livello fondamentale per una prossima ripresa dei prezzi».

Future wheat: Venerdì sera il contratto sul wheat con scadenza settembre 2013 chiudeva a 6 dollari e 47 cent, mentre il contratto consegna dicembre 2013 chiudeva a 6 dollari e 58 cent. Il corn con scadenza settembre 2013 chiudeva a 4 dollari e 90 cent, mentre la consegna dicembre 2013 chiudeva a 4 dollari e 73 cent. Intanto per acquistare una tonnellata di grano tenero Usa occorrono circa 310 euro più i costi di spedizione.

Grano tenero nazionale n.1 Speciali di forzap.s. 81 kg/hl,c.e.1%, prot.13,8%: Alla borsa merci di Bologna, alla data del 25 luglio, il prezzo del nostro grano tenero Speciali di forza n.1 è stato fissato tra 220 e 224 euro/tonnellata. Il grano francese, il Milling Wheat, come ormai sappiamo, segue in modo diretto gli sbalzi registrati dai mercati internazionali, con particolare riferimento al mercato a termine Usa. Il prezzo del contratto con consegna novembre 2013 ha chiuso venerdì a 188,00 euro/tonnellata.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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