Terremoto, la forza degli agricoltori che fanno da sé

In Emilia ci si prestano gli attrezzi e si innalzano stalle temporanee. In attesa del ripristino delle strutture idrauliche.

Evitare a tutti i costi il fermo produttivo. Questo è l’obiettivo degli agricoltori emiliani colpiti da uno sciame di terremoti che ha causato danni per oltre 500 milioni di euro nel solo settore agricolo (vedi notizia). Gli agricoltori emiliani sanno che, se si interrompe la filiera del latte o della frutta, i rischi sono la perdita di contratti e commesse e l’uscita dai tradizionali canali distributivi. E questo è uno scenario che la florida agricoltura emiliana non si può permettere.

Ecco perché gli agricoltori non si arrendono nemmeno davanti alle loro aziende danneggiate, ai magazzini crollati e ai terreni fratturati, per non parlare dei vergognosi atti di sciacallaggio e dei tentativi di speculare sui prezzi. Il lavoro degli agricoltori emiliani continua come al solito, anzi più del solito perché c’è tanto da recuperare. E per superare le difficoltà, l’ingegno usato è tanto: d’altronde gli emiliani-romagnoli sono maestri nell’arte di arrangiarsi. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) segnala ad esempio come gli agricoltori si stiano prestando a vicenda gli attrezzi e i concimi rimasti, e gli allevatori stiano innalzando stalle temporanee per il bestiame che non ha più un tetto.

La richiesta, nel frattempo, è una sola: meno oneri burocratici per facilitare gli sforzi di ripresa, e tempi rapidi per le misure di sostegno al settore. Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, lo ha detto chiaramente nella lettera aperta che abbiamo pubblicato lo scorso 30 maggio (vedi qui): «Non basta far slittare la data di giugno dell’Imu. Chiediamo la cancellazione di tutti i contributi fiscali dove la terra continua a tremare».

L’Emilia-Romagna vale da sola il 10% del Pil agricolo, e le misure vanno prese immediatamente. Pare infatti che la Regione stia giocando d’anticipo sullo Stato, studiando strategie per stanziare immediatamente un fondo "ponte" basato su anticipazioni bancarie (vedi notizia).

Ripristinare la sicurezza idraulica e attrezzare nuovi centri di stoccaggio e di lavorazione per la raccolta sarebbe già un enorme passo avanti: la stagione delle ciliegie è in corso, e a inizio luglio comincerà quella delle albicocche, delle pesche e nettarine. Il tempo per salvarle è poco, ma c’è.

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