Nasce l’alternativa sana agli ogm

La tecnica Mas permette di trasmettere determinati caratteri senza toccare il Dna.

Arrivano i pomodori che allungano la vita. La ricerca biotech ha sviluppato una varietà dell’ortaggio con un contenuto di licopene, una sostanza antiossidante che previene tumori e cardiopatie, di 50 volte superiore rispetto ad un pomodoro normale. La tecnica utilizzata per creare questo nuovo prodotto si chiama "Marker assisted selection" (Mas), e accelera di 15 volte i tempi della natura, ma senza oltrepassare i limiti della specie introducendo Dna estraneo, come invece avviene negli ogm. Non a caso, infatti, il prodotto è stato sviluppato a Pozzuoli, in Italia, paese in cui gli ogm sono praticamente proibiti anche perchè, in perfetta linea con la media europea, tre persone su quattro sono contrarie a questa tecnica (almeno secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro).

E pensare che in America non si fa nemmeno caso se nel proprio piatto sia presente un cibo naturale o geneticamente modificato. Sarà che gli italiani preferiscono non produrre cibo anonimo in un mondo già parecchio omologato, o sarà che essi ancora vedono gli ogm come prodotti minacciosi per la salute, ma l’avversità contro i cibi transgenici è ormai consolidata, tanto che il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan non è mai riuscito a far approvare le sue linee guida sulla coesistenza tra coltivazioni tradizionali e biotech, ma si è anzi trovato davanti a chi chiedeva un’Italia completamente ogm-free.

La soluzione arriva allora da ricerche avanzate come quella effettuata a Pozzuoli: se chi produce ogm altera il patrimonio genetico di frutta e verdura, chi adotta la tecnica Mas si limita ad assistere dei naturali processi di fecondazione. Qualcosa di molto simile ai tradizionali "incroci" tra piante che gli agricoltori praticano già da migliaia di anni, per far riprodurre soltanto le piante che hanno una resa migliore. Con il Mas è possibile mappare la sequenza genetica delle specie per individuare quelle che presentano un determinato carattere (ad esempio, maggiore resistenza alla siccità), in modo da trasmettere questo carattere a tutte le piante tramite impollinazione tradizionale, ma un po’ accelerata in laboratorio, per creare cinque o sei generazioni che alla fine presenteranno il carattere desiderato. Il tutto senza toccare minimamente il dna delle piante, e con costi molto più ridotti rispetto agli ogm. La strada italiana ed europea verso una nuova ricerca scientifica agroalimentare è finalmente aperta.

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