Riforma Pac

L\'Ue vuole cambiare i criteri per distribuire gli aiuti, favorendo i paesi dell\'est europeo

L’agricoltura italiana è in allarme: se la crisi economica ha già colpito duramente il settore, ora la riforma dei premi Pac potrebbe affondarlo completamente. In Unione Europea, infatti, si sta pensando di destinare i contributi per il settore agricolo ad una più larga cerchia di Stati; l’Italia vedrebbe dunque venire meno i propri consistenti aiuti, in vista di un maggiore equilibrio verso i paesi dell’est europeo. La riforma entrerebbe in vigore a partire dal 2013, ma è dal 17 novembre prossimo che in Commissione si cominceranno a presentare le prime proposte, che secondo le prime indiscrezioni saranno orientate a privilegiare i nuovi Stati membri dell’Europa a 27, per l’appunto quelli centrali e orientali.

Il budget complessivo verrà deciso solo il prossimo anno (l’ultimo ammontava a 54 miliardi di euro), ma quel che si sa è che l’Italia rischia di avere molto meno dei sei miliardi che ogni anno arrivavano da Bruxelles. La prima bozza della proposta, infatti, sottolinea la necessità di un maggiore equilibrio fra gli Stati membri, da raggiungere tramite un nuovo criterio di erogazione degli aiuti.

Basta, dunque, con la produzione storica come base per la distribuzione dei contributi: la bozza della Commissione propone invece un aiuto minimo uguale per tutti, al quale andrebbe sommato un premio da calcolare in base a parametri ambientali (come ad esempio gli svantaggi naturali) e ad altri elementi ancora da definire. Fra questi ultimi potrebbe tornare l’incentivazione della produttività agricola, che era stato eliminato dalla riforma del 2003, generando situazioni paradossali: la Corte dei Conti dell’Unione Europea ha infatti rilevato come gli aiuti Pac, senza quest’ultimo principio, siano finiti anche a campi da golf, circoli di equitazione e persino scarpate ferroviarie. Insomma, anche un terreno incolto poteva avere delle rendite finanziarie.

Principali beneficiari degli aiuti Pac
Stato Miliardi di euro % sul totale
Francia 9,28 18,06%
Spagna 6,90 12,69%
Germania 6,71 12,34%
Italia 5,81 10,69%
Regno Unito 4,14 7,61%
Polonia 3,26 5,99%
Grecia 2,98 5,49%
Irlanda 1,74 3,20%
Romania 1,50 2,77%
Portogallo 1,31 2,41%
Austria 1,26 2,32%

Fonte: Mipaaf sui dati della Commissione Europea

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