Mercato cereali, si sposta l’asse mondiale

Il grano francese cresce sempre di più e diventa un nuovo punto di riferimento di fianco a quello Usa.

di Sergio Pitzalis

Prima di passare alla consueta rassegna delle più importanti notizie della settimana sui mercati dei cereali, è doveroso interrogarsi su cosa stia accadendo ai mercati agricoli internazionali e quali potranno essere gli sviluppi futuri. Per fare questo, dobbiamo partire dall’andamento del grano tenero francese, il quale negli ultimi mesi è cresciuto in media di ben 15/20 euro la tonnellata. Ora il contratto future sul milling wheat con consegna gennaio 2014 quota 210,25 euro/tonnellata contro i 185 euro/tonnellata di settembre. Il fatto non sarebbe di per sé eccezionale, ma se confrontato con l’andamento del wheat Usa, rimasto fermo sugli stessi livelli, la questione diventa interessante.

Diciamo subito che le difficoltà degli agricoltori americani in termini di esportazioni di frumento sono ormai note da tempo. I motivi sono essenzialmente due:

  1. I raccolti record consentono di coprire ampiamente la domanda di frumento a livello internazionale e inevitabilmente indeboliscono i prezzi sui mercati.
  2. La concorrenza estera è sempre più agguerrita; offrendo prodotti di qualità a prezzi scontati. In tal senso, ci sono paesi come Ucraina, Brasile, Argentina, Romania, India e la stessa UE-28 saliti in termini di offerta di grano esportabile in modo impressionante rispetto a solo pochi anni orsono.

Se consideriamo che fino a poco tempo fa il mercato agricolo Usa era il primo esportatore di grano in assoluto, si capisce come la tendenza dei prezzi statunitensi era fondamentale per tutti gli scambi agricoli. La più importante borsa merci degli Stati Uniti, quella di Chicago, si muoveva essenzialmente sulle voci dei propri mercati fisici; mentre adesso gli addetti ai lavori dovranno tenere in considerazione anche fattori esterni, che finora incidevano in modo secondario sui propri contratti future. Seguiremo gli sviluppi e i riflessi sui nostri prezzi interni nel corso dei prossimi mesi.

Prezzi cereali: mercato europeo

In quest’ottava il dato della Fao rappresenta la notizia più importante del momento. La sua natura ribassista per i mercati nasce dal fatto di prevedere in aumento il raccolto mondiale di grano nel 2013, portandolo al record di 711 milioni di tonnellate dai 708 milioni di tonnellate precedenti e con una crescita del 7,7%, rispetto allo scorso anno.

Nel complesso il raccolto mondiale di cereali è stato stimato sul massimo storico di quasi 2,5 miliardi di tonnellate (compresi il riso lavorato), in crescita del +8,4% rispetto a un anno fa e del +6% rispetto al precedente record raggiunto nel 2011. Sono state previste scorte finali pari a 68 milioni di tonnellate, ovvero il 13,4%, in più rispetto a un mese fa. Da ricordare come questi calcoli siano stati formulati utilizzando previsioni prudenti sia sul grano canadese sia sul frumento australiano.

Infine, sono confermate anche da parte della Fao le proiezioni sul raccolto europeo, adesso fermo a 143,3 milioni di tonnellate e del tutto simile alla previsione da parte della Usda (il dipartimento Usa dell’agricoltura), confermando così il 7,3% in più rispetto a un anno fa.

Prezzi cereali: mercato italiano

Sul fronte interno notiamo un leggero rialzo del prezzo del nostro grano tenero tipo n° 1 – speciali di forza (p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1%, prot. 13%) scambiato alla Borsa Merci di Bologna: in quest’ultima settimana il prezzo per tonnellata è oscillato tra 241 e 245 euro la tonnellata.

In aumento anche il grano duro sulle principali borse italiane:

  • Borsa merci di Bologna. L’oscillazione settimanale è stata tra 267 e 272 euro/tonnellata per la qualità Nord – Fino – rinfusa partenza p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1+1%, bianc. 30/35%, volp.10%, prot. 12,5% (produzione nazionale 2013).
  • Borsa merci di Foggia. L’oscillazione settimanale è stata tra 252 a 257 euro/tonnellata per la qualità Fino (peso Kg 80 per hl; umidità 12%, spezzati max 6%; farinosi 1%, bianconati fino al 25%; nulli 0,50%,).
  • Borsa Milano (contratto consegna marzo 2014). L’ultimo prezzo trattato è stato di 258 euro per contratto. Trattasi del nuovo strumento a termine sul grano duro, emesso dalla borsa di Milano ma con volumi ancora non sufficienti per decretarne una propria autonomia.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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