De Girolamo: ‘Via l’Imu dai terreni agricoli’

Lo ha affermato alla sua prima intervista da ministro delle politiche agricole

Impegno massimo per non compiere «passi falsi» nei negoziati in corso a Bruxelles sulla nuova Politica agricola comune. E, sul fronte interno, maggiore compattezza degli operatori del settore anche per far azione comune contro l’illegalità, in modo che non ci sia «mai più Gomorra nella nostra agricoltura». Questi i paletti programamtici fissati dal neo ministro delle politiche agricole, Nunzia De Girolamo (nella foto), nella sua prima intervista dall’assunzione della carica, rilasciata al Sole 24 Ore.

«L’Imu rischia di distruggere il comparto e va eliminata subito», afferma De Girolamo, 37 anni e seconda donna della storia (dopo Adriana Poli Bordone) a guidare il dicastero di XX settembre. «Il terreno agricolo – argomenta – è la nostra fabbrica, stiamo tassando un mezzo di produzione e non una rendita. Sono per l’abolizione sulla prima casa e anche sui terreni agricoli e sui fabbricati agricoli strumentali».

L’altra questione cruciale per tutte le imprese e in particolare per quelle del comparto che il ministro intende affrontare subito è quella dell’accesso al credito. «Un problema urgente – sottolinea De Girolamo – come dimostrano anche dati recenti che ci dicono che negli ultimi 5 anni il credito agrario ha subito un’erosione media annua di 6 punti percentuali».

In vista del prossimo consiglio agricolo a Bruxelles, il 13 e il 14 maggio, De Girolamo assicura il massimo impegno. «È fondamentale – aggiunge in vista del suo primo banco di prova europeo – che l’Italia riesca a fare squadra, che si riesca a mettere a frutto tutto il lavoro che è stato fatto finora a Bruxelles, evitando di fare dei passi falsi proprio in questo momento».

Sul piano interno, il ministro delle politiche agricole riconosce una buona compattezza del mondo agricolo italiano capace di esprimere delle posizione omogenee, come sulla riforma della Pac. Ciononostante, la De Girolamo invita gli agricoltori a organizzarsi in modo efficace, a presentarsi uniti sul mercato per evitare di essere in balia della frammentazione. Maggiore unità che il ministro auspica soprattutto al Sud, dove c’è anche un vero problema di legalità.

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