Maltempo, la situazione agricola in ogni Regione

Le associazioni di categoria contano i danni mentre gli amministratori cominciano a riparare

In questa giornata di tregua dal maltempo, le associazioni agricole stanno facendo il punto della situazione sui danni provocati nel settore primario dalla neve, che ha ricoperto di bianco gran parte della penisola italiana come non accadeva almeno dal 1985. Al centro-nord, soprattutto in Romagna e Marche, la neve ha raggiunto addirittura il metro e mezzo, e ha smesso di cadere oggi, dopo una settimana ininterrotta. Il problema e che tra questa notte e sabato ne è atteso almeno un altro mezzo metro: i danni per il settore agricolo saranno molto ingenti. Ma vediamo la situazione delle singole Regioni più colpite, analizzando il meteo, i danni e i provvedimenti adottati.

EMILIA-ROMAGNA. Grande preoccupazione per i danni alle produzioni zootecniche e agricole: la Regione sta contando i danni, che toccano già i dieci milioni di euro, e ha fissato per il 16 febbraio un incontro col ministro dell’agricoltura Mario Catania. Dichiara Tiberio Rabboni, assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna: «Il presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto al governo una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle entrate, Inps e Inail. Le rilevazioni attualmente in corso sul territorio regionale, e in particolare sulla Romagna – più gravemente colpita -, serviranno a delimitare le aree ai fini del riconoscimento ministeriale dell’eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale per il ripristino dei fabbricati rurali (abitazioni, stalle, fienili, ricoveri attrezzi) danneggiati o distrutti. Inoltre, la Regione sta provvedendo insieme ai Consorzi di difesa operanti in Emilia-Romagna a verificare l’effettiva situazione della campagna assicurativa che al momento non è ancora stata avviata. Infatti, la norma nazionale stabilisce che per i danni risultanti assicurabili all’interno del Piano assicurativo agricolo nazionale non possono essere attivati gli interventi compensativi. Se ci dovessero essere danni ingenti alle produzioni in conseguenza delle basse temperature, l’accertamento dell’assenza temporale dell’ombrello assicurativo dovrà costituire per il Ministero elemento di attivazione degli interventi compensativi e delle agevolazioni sul pagamento dei contributi previdenziali».

MARCHE. I danni che l’emergenza neve sta causando all’agricoltura marchigiana sono molto ingenti: una prima stima dela Regione parla di oltre quindici milioni di euro. Presto verrà formalizzata una richiesta di ‘stato di calamità naturale in agricoltura’, in modo da poter accedere al Fondo nazionale e ripristinare le infrastrutture compromesse, ed evitare così la richiesta di ‘stato di emergenza’ che invece farebbe ricadere i costi sui cittadini (come prevede il decreto Milleproroghe). Spiega l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Petrini: «Il settore agricolo è stato devastato in tutto il territorio: il secondo duro colpo in meno di un anno, dopo l’alluvione del marzo 2011. Saremo a fianco degli agricoltori che dimostrano determinazione e competenza, per tornare, nel più breve tempo possibile, alla normalità». A Roccafluvione (AP) la zootecnia è uno dei comparti più danneggiati dall’emergenza, con crolli di stalle, scarsità di foraggi e perdita di produzione. Petrini ha invitato le associazioni di categoria a comunicare le più dettagliate informazioni sullo stato dei danni e sulle zone colpite. Crollo di stalle, serre e capannoni, con animali uccisi e latte perso a causa dell’impossibilità di conferirlo alle centrali: questi i problemi riscontrati soprattutto nel Maceratese e nell’Anconetano, mentre nelle province di Ascoli Piceno e Fermo si sono registrati gravi problemi soprattutto agli allevamenti ovini, con animali morti, elevate percentuali di aborti (fino all’80%) e crollo della produzione di latte. Gravi danni a frutta e verdura anche nella provincia di Pesaro-Urbino. La neve, intanto, anche oggi continua a scendere abbondantemente.

PIEMONTE. Alle abbondanti nevicate sono seguite le gelate: il 7 febbraio sono stati registrati -14 °C. Ma anche con queste condizioni di estremo disagio, al Centro Agro Alimentare di Torino vengono garantite tutte le funzionalità logistiche e di approvvigionamento dei prodotti, seppure con qualche inevitabile rallentamento. Per quanto riguarda i prezzi, si segnala una sostanziale stabilità per quel che riguarda sia la frutta sia la verdura.

LAZIO. Queste le dichiarazioni dell’assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli: «Stanno arrivando le prime segnalazioni all’account dedicato, emergenza_agricoltura_lazio@regione.lazio.it, attivato per ricevere informazioni in tempo reale dagli agricoltori. Abbiamo predisposto e diffuso alle rappresentanze sindacali e al mondo della cooperazione la modulistica necessaria per le segnalazioni di emergenza, e continuiamo il lavoro di monitoraggio costante sull’evolversi della situazione, soprattutto nelle aree più colpite dal maltempo. L’assessorato ha predisposto un supplemento del quantitativo di carburante agricolo agevolato, pari al 60%, in favore di tutte le imprese agricole del Lazio che stanno fronteggiando maggiori consumi per contrastare il forte gelo di questi giorni. Ringrazio sentitamente tutti gli agricoltori che in questi giorni hanno messo a disposizione dei Comuni in difficoltà mezzi e risorse proprie». Inoltre, come riporta La Repubblica Roma, per ora nei mercati non mancano frutta e verdura. Il Car di Guidonia avverte che «i problemi potrebbero esserci nel weekend, con i prodotti laziali che scarseggiano a causa delle gelate: di broccoletti e zucchine romanesche, ad esempio, ne arrivano meno e hanno prezzi più alti». L’osservatorio KlikkaPromo.it segnala rincari tra il 15 e il 20 % su alcuni prodotti come zucchine, melanzane e mele; mentre Franco Gioacchini, presidente Upvad (l’associazione dei venditori al dettaglio nelle aree pubbliche), assicura che è tutto sotto controllo: «Nei principali mercati rionali come Val Melaina, Testaccio, Trionfale, i prodotti non mancano e non si sta facendo alcuno sciacallaggio sui prezzi, che sono rimasti stabili ed in linea con la stagione. Certamente non possiamo negare che c’è stato un problema di rifornimento dei banchi tra venerdì e sabato, ma il tutto è ampiamente giustificato dalla situazione di emergenza meteorologica che si è verificata a Roma e nel resto d’Italia». Contro chi ha approfittato dell’emergenza per aumentare i prezzi, l’assessore al commercio di Roma Davide Bordoni ha annunciato controlli a tappeto e ha invitato la popolazione a segnalare i ‘furbetti’.

VENETO. Al contrario di altre Regioni più organizzate, il Veneto si è difeso bene contro le gelate: gli scaffali dei supermercati sono sempre stati riforniti, e i prezzi pressoché invariati. Dunque, niente spese d’assalto per riempire i carrelli in via emergenziale, come è accaduto in altre località. Qualche difficoltà è stata registrata solo nelle zone più periferiche. L’ispettore di Veronamercato Damiano Carpi ha assicura al quotidiano L’Arena: «Al momento nessun problema: i prodotti arrivano e i magazzini sono colmi. I rifornimenti viaggiano su gomma, ma non hanno incontrato disagi tali da non riuscire a raggiungere la meta; anzi, la fatica maggiore l’hanno fatta i camionisti provenienti dall’estero». Qualche disdetta o ritardo sono stati segnalati nelle consegne dei prodotti in arrivo dal Sud, ma non è stato un problema particolarmente grave. Qualche difficoltà è stata però segnalata da Coldiretti riguardo il radicchio di Chioggia: oltre il 65% della sua produzione è rimasta sotterrata da diversi centimetri di ghiaccio. Se mele e kiwi, raccolti prima delle nevicate, si sono salvati, per il radicchio era prevista proprio in questi giorni la raccolta su oltre 300 ettari di campi. «Li raccoglieremo, ma solo per portarli in discarica» ha annunciato affranto Silvano Bugno di Coldiretti Chioggia. Le piantine avrebbero dovuto essere trapiantate per ottenere un raccolto pronto per la metà di aprile, ma il ghiaccio impedirà questa operazione: il radicchio, motore trainante dell’economia veneta, conta già 2 milioni di euro di perdite.

PUGLIA. La Coldiretti regionale segnala un danno di quasi venti milioni di euro, pari al 5% del Pil (Prodotto interno lordo) agricolo e di 4 decimi del Pil dell’intera economia della Regione Puglia: Coldiretti ha chiesto la dichiarazione di Stato di calamità naturale. Dichiara il presidente Piero Salcuni: «Purtroppo, permangono condizioni di elevato e incombente rischio. Decine di imprenditori stanno collaborando in queste ore con l’Unità di crisi, istituita presso la Prefettura di Foggia, per liberare le aziende dalla neve e per la messa in sicurezza degli alberi che sotto il peso della neve crollano sulle strade, con danni a persone e automezzi. Si tratta dell’ennesimo duro colpo al settore, dopo lo sciopero degli autotrasportatori rientrato solo qualche giorno fa. La straordinaria ondata di maltempo, con forti e incessanti nevicate sulle province di Foggia, Bari e Taranto e le piogge battenti sulle province di Brindisi e Lecce, ha causato gravi disagi a carico delle popolazioni nelle aree rurali e danni ingenti alle colture autunno-vernine e agli allevamenti. In particolare, gli allevamenti avicoli della provincia di Foggia sono al collasso, a causa dell’interruzione dei collegamenti stradali e delle dune di neve alte fino a 4 metri che hanno isolato le aziende, rendendo impossibile l’approvvigionamento di mangimi e di carburante per il riscaldamento degli impianti. Risulta distrutto il 50% degli ortaggi autunno–vernini, quali cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli. Tutto ciò che poteva essere raccolto giace sui campi, perché i collegamenti interrotti determinano l’impossibilità al trasporto della merce. Nelle province di Bari, Brindisi e Lecce la situazione rischia di aggravarsi a causa degli allagamenti, dovuti alle piogge persistenti che interessano le suddette aree da più di 96 ore. Sono schizzati i costi per il riscaldamento delle serre, aumentati del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso mentre, in decine di stalle isolate, mucche, pecore e maiali rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi».

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