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Semina in asciutta del riso, e l'ambiente sorride

Una tecnica che sta prendendo sempre più piede per ridurre notevolmente i costi e rispettare l'ambiente

agricoltura

Negli ultimi 15 anni è esplosa la coltivazione in asciutta del riso, una pratica che oltre a far risparmiare le aziende garantisce un minore impatto ambientale grazie al basso consumo d'acqua, alla ridotta spesa energetica e all'assenza di malerbe contro cui lottare: dei vantaggi che piacciono soprattutto agli agricoltori biologici.

La preparazione del terreno di risaia può avvenire in due modi:

  • Metodo convenzionale, con eventuale livellatura preventiva tramite lame a controllo laser, prima dell'aratura e dell'erpicatura;
  • Metodo alternativo, con tecniche di minima lavorazione e semina su sodo.

Il secondo metodo, sempre più utilizzato, richiede l'utilizzo di seminatrici a distribuzione meccanica dotate di organi per la lavorazione superficiale o per la deposizione diretta del seme sul terreno. Quest'ultima soluzione è particolarmente adatta al terreno livellato preventivamente con lama a controllo laser, poiché abbina la minima lavorazione alla semina, riducendo notevolmente i tempi di lavoro e l'attrezzatura utilizzata (il che si traduce in risparmio di denaro). In questo caso è però importante interrare i residui della coltura precedente (meglio se nello strato superficiale), in modo da favorire la loro veloce umidificazione e aumentare la sostanza organica sul suolo. Inoltre è consigliato operare con erpici a disco, soprattutto se si lavora con seminatrici senza apparati per la lavorazione del terreno. Per chi lavora su terreno spianato di recente, infine, è meglio affinare lo strato superficiale (già compattato dai numerosi passaggi della livellatrice laser) con degli erpici a denti elastici.

Il metodo della semina in asciutta è vantaggioso anche nella rotazione annuale con altre colture (frumento, soia e mais); anche se gli elevati costi per la sistemazione del terreno portano a prediligere la ripetizione della coltura per almeno tre anni, se non cinque.

Infine, la semina in asciutta su terreno sodo aiuta anche la lotta contro il riso crodo, in quanto limita lo sminuzzamento del terreno alla fila di deposizione dei semi: a questo scopo basta entrare in campo una ventina di giorni dopo il diserbo, senza bisogno di ulteriori interventi.

Alla semina in asciutta, che avviene su file parallele con il seme interrato a 2 o 3 centimetri di profondità, sono adatte tutte le varietà japonica di risone, con particolare efficacia su quelle a ciclo breve, come la Drago, e sui risi super fini, come il Sant'Andrea e il Volano. Ottime performance anche dal pregiato Carnaroli, che resiste bene alle basse temperature.

Dopo circa 20-30 giorni dalla semina in asciutta - quando le plantule di riso hanno 3 o 4 foglie - si può passare alla sommersione permanente della risaia o all'irrigazione turnata (come già si fa per il mais), allagando la risaia appena prima di un possibile stress idrico. Così, la semina in asciutta può dare risultati identici a quello della semina tradizionale; sempre che sia sostenuta da irrigazioni tempestive e da una buona lotta alle infestanti.

I vantaggi della semina in asciutta stanno tutti nelle riduzioni: meno acqua (ne è richiesta un quinto rispetto alla semina convenzionale); meno emissione combinata in atmosfera di vapore acqueo e di gas provocati dalla fermentazione; meno zanzare e insetti simili; meno nitrati e diserbanti nella falda; meno manutenzione degli argini. Inoltre, le macchine agricole ringrazieranno: non operando su terreno allagato, gli organi (soprattutto interni) si corrodono meno; inoltre i trasferimenti saranno più facili, poiché si terranno su pneumatici anziché sulle ruote in ferro a puntoni richieste dalle risaie allagate, che obbligano allo spostamento su rimorchi e trattori appositamente dedicati.

Alex Giuzio, 01/03/2012