Cereali: raccolti record e prezzi bassi

Continua la tendenza negativa dei prezzi dei cereali, a causa delle elevate quantità raccolte

di Sergio Pitzalis

Quest’anno per gli agricoltori americani sembrano non finire mai le difficoltà in termini retributivi. Oltre alla produzione record di cereali e soia, a livello interno e mondiale si va ad aggiungere il rafforzamento del dollaro US nei confronti delle principali monete estere. Un dollaro forte frena le esportazioni dagli Stati Uniti, rendendo meno competitivi i cereali e semi di soia scambiati in dollari.

Per il momento il prezzo del grano Usa rimane intorno ai 4 dollari e 60 cent, supporto primario capace di arrestarne il ribasso. Pur non cambiando l’attuale contesto ribassista dei prezzi agricoli internazionali, emergono già all’orizzonte alcuni punti che potrebbero modificarne l’andamento nel corso dei prossimi mesi.

Mercato internazionale

Frumento

Continua la tendenza negativa dei prezzi alla luce dei dati ufficiali che settimanalmente escono e confermano sempre più i raccolti record di grano e soprattutto di mais e soia. Come sappiamo il mercato dei prodotti agricoli, fino a pochi anni fa, trovava il suo equilibrio con l’andamento dai mercati Statunitensi, dal Sud America e dall’Australia. Erano loro i responsabili delle variazioni di prezzo sulle principali borse merci. Tutto ciò è stato destabilizzato dall’offerta sempre più ricca e concorrenziale da parte della Russia e soprattutto dell’Ucraina, arrivando in pochi anni a essere tra i maggiori esportatori internazionali. Oggi ogni tipo di previsione deve tener conto di questa nuova situazione internazionale, consapevoli del fatto che ogni variazione geo-politica in quest’area può avere effetti imprevisti sui prezzi dei prodotti agricoli.

Intanto l’Iran ha acquistato 400 mila tonnellate di grano dall’Unione Europea, rafforzandone le forti esportazioni già elevate dello scorso anno. Taiwan ha acquistato 80 mila tonnellate di grano dagli Stati Uniti, mentre la Corea del Sud ha acquistato 36 mila tonnellate di frumento destinato alla macinazione dall’Australia.

Infine, è iniziata prima del previsto la raccolta di grano nel sud dell’Australia, viste le buone condizioni dei raccolti.

Mais

Rimane il mercato più debole tra i cereali. I dati ufficiali continuano a parlare di raccolti record in tutti i principali paesi produttori. Un elemento di debolezza così forte da temere di trascinare il prezzo degli altri cereali ancora più in basso degli attuali livelli.

L’agenzia MDA alza la stima per il raccolto di mais degli Stati Uniti nel 2014 a 79 milioni di bushel, in aumento rispetto alla stima precedente, portando così il totale mondiale a 14,5-15,0 miliardi di bushel. La USDA rimane ferma sui rendimenti di mais a 171,7 bushel per acro. L’agenzia Linn Group fissa il raccolto a 14,881 miliardi di bushel, rispetto ai 14.671 milioni nel mese di settembre. Secondo l’agenzia la stima rimane a 176,9 dai 174,65 bushel per acro del mese scorso.

Soia

La soia è, tra i prodotti agricoli, il più a rischio di gelate negli Stati Uniti. Sono le regioni del nord a risentire maggiormente di questo clima così rigido capace di rallentarne il raccolto. In ogni caso, ci sono agenzie come la Linn Group che continuano a parlare di un raccolto molto più grande rispetto a quanto previsto dall’USDA il mese scorso. La stima, sempre secondo l’agenzia Linn Group, parla di una resa pari a 48,6 bushel per acro.

Raccolti record di soia sono previsti anche in Argentina e Brasile. Per l’Argentina si parla di 58,7 milioni di tonnellate di soia, mentre in Brasile di addirittura di 95 milioni di tonnellate di semi di soia, record assoluto di tutti i tempi.

Mercato europeo

Buone notizie per la Francia in questa settimana. L’ultima asta di grano tenero da parte dell’agenzia egiziana Gasc ha confermato l’acquisto di grano francese, riuscendo a battere la concorrenza dei paesi del Mar Nero. Si parla di una quantità di grano da importare pari a 120.000 tonnellate di frumento tenero al prezzo medio inferiore alla precedente offerta di settembre, che era di 241,20 dollari la tonnellata.

Senza dubbio il prezzo minimo raggiunto dal Milling Wheat francese ha reso possibile la competizione con le offerte dell’est. Infatti, a parte il trasporto, il prezzo battuto in questa gara è stato di 178 euro la tonnellata. Inutili sono state le “riflessioni” da parte dei paesi del Mar Nero sulla qualità di grano francese offerto, a detta delle autorità russe e ucraine nettamente inferiore rispetto al loro.

Il Milling Wheat, in effetti, si presenta sui mercati con una qualità insolitamente scarsa, dovuto alle eccessive piogge primaverili. Evidentemente l’Egitto ha preferito risparmiare sul prezzo a scapito di una qualità inferiore rispetto alla media di mercato. Gli Stati Uniti, vincitori della penultima gara d’acquisto egiziana, stavolta non hanno partecipato.

Tuttavia, il problema principale per gli operatori francesi rimane essenzialmente logistico. La necessità di liberare spazio per l’eccezionale raccolto di mais che si sta sempre più prefigurando a livelli record, richiede la vendere di più grano possibile all’estero, a scapito di un prezzo più basso della media del mercato.

Il Ministero dell’agricoltura russo conferma il raggiungimento dell’87,4% della superficie prevista per il suo raccolto di cereali, pari a 99 milioni di tonnellate, di cui 58,6 milioni di tonnellate di grano. La semina del grano invernale per il 2015 in Russia si sta già avvicinando al 75%, ben sopra dell’avanzamento dello scorso anno. Sempre il Ministero dell’agricoltura russo dice che il raccolto di mais è arrivato a 5,5 milioni di tonnellate, mentre in Ucraina si dice di aver raccolto 6,7 milioni. L’agenzia del Ministero ucraino insiste sul fatto che la produzione raggiungerà di nuovo i 30 milioni di tonnellate, anche se molti analisti la ritengono troppo ottimistica: un livello adeguato per quest’anno pare sia i 25-27 milioni di tonnellate. La produzione dello scorso anno è stata pari al 30,9 milioni.

Dopo i primi sei mesi di analisi, abbiamo rilevato interessanti interazioni tra i prezzi dei cereali italiani e quelli esteri. Già adesso possiamo affermare come mais e semi di soia si allineino in modo soddisfacente ai prezzi internazionali, anche se la soia nazionale non è stata scambiata nelle nostre borse merci per un lungo periodo. Da gennaio prossimo, con il via definitivo del nuovo raccolto, entreremo nel dettaglio previsionale anche sui nostri prodotti; un primo studio potrà dare indicazioni di lungo termine utili sia ai nostri operatori sia ai commerciali del settore. Per saperne di più, clicca qui.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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