Agricoltura, si dimette il ministro De Girolamo

La crisi di governo aperta da Berlusconi ha determinato l\'ennesimo stato di incertezza per il comparto agricolo italiano.

L’avventura del ministro Nunzia De Girolamo (nella foto) è durata poco più di 150 giorni. Nella tarda serata di ieri, il ministro delle politiche agricole ha ufficializzato le sue dimissioni, già annunciate lo scorso fine settimana in seguito al diktat di Silvio Berlusconi. L’ex premier ha infatti chiesto le dimissioni di tutti e cinque i ministri del Pdl (oltre alla De Girolamo ci sono Alfano, Lorenzin, Lupi e Quagliarello) per aprire la crisi di governo in seguito al rifiuto, da parte del governo Letta, di impedire la decadenza dello stesso Berlusconi a causa della sua condanna giudiziaria.

Impossibile giudicare il breve operato della De Girolamo come ministro delle politiche agricole, anche perché nella sua carriera non aveva mai ricoperto ruoli lavorativi nel settore agricolo. L’unico suo merito è stato quello di avere abolito l’Imu in agricoltura – che era tra le promesse elettorali del Pdl.

Negli ultimi anni, il dicastero alle politiche agricole ha visto un susseguirsi di ministri durati appena pochi mesi: durante l’ultimo governo Berlusconi (maggio 2008-novembre 2011) se ne sono alternati ben tre, ovvero Luca Zaia (poi passato alla carica di governatore del Veneto), Giancarlo Galan (passato al ministero della cultura dopo che quest’ultimo era stato lasciato libero da Sandro Bondi) e Francesco Saverio Romano (in carica fino alla caduta del governo Berlusconi, seppure già il presidente della repubblica Napolitano avesse espresso dubbi sulla sua nomina a causa delle indagini per concorso esterno in associazione mafiosa). In seguito, con il governo Monti, il ruolo di ministro dell’agricoltura è stato ricoperto da Mario Catania da novembre 2011 ad aprile 2013: in questo caso si trattava di una figura competente ed esperta, ma anch’essa durata troppo poco tempo per riuscire ad attuare le necessarie riforme strutturali di cui il settore agricolo italiano necessita.

Oggi, con le dimissioni della De Girolamo si apre un nuovo punto di domanda per l’agricoltura, che da svariati anni non gode più di un ministro in grado di mantenere la sua carica per cinque anni di governo. Si tratta di un fattore di debolezza che senza dubbio influisce sulle difficoltà dell’agricoltura italiana. Nel caso della De Girolamo, poi, il fatto è ancora più grave poiché le sue dimissioni sono state presentate per mettere gli interessi di un solo uomo davanti a quelli di un intero settore economico come quello agricolo, nonché dell’Italia tutta.

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