Mercato cereali, spunti idonei per vendere grano

Questa settimana i future sono in rialzo a causa dei problemi sui raccolti in Argentina e Russia.

di Sergio Pitzalis

Le voci di possibili problemi sui raccolti di grano in Argentina e Russia, di cui accennavamo la settimana scorsa, sono alla base del rialzo dei prezzi dei future americani di questa settimana. In realtà, dal punto di vista tecnico, si tratta di una normale ricopertura da parte dei fondi americani. Adesso si possono creare spunti operativi idonei per vendere grano.

Vediamo quali sono state le novità della settimana sul mercato fisico internazionale dei cereali. Stasera il Dipartimento dell’agricoltura americano (Usda) renderà noti i dati sulle scorte e sulla produzione di grano. La scommessa degli Hedge Fund è proprio questa: un calo sia delle scorte sia della produzione 2013-2014. In questa fase di mercato, è corretto parlare di ipotetiche fasce di quantitativi e non ancora di precise indicazioni. La prima ipotesi parla di scorte pari a 1,913 milioni di bushel e comunque un dato compreso tra 1,819-2010 milioni di bushel affinché il dato sia considerato ottimale. Sempre l’Usda riferirà anche sull’avanzamento della produzione di grano 2013/2014 negli Stati Uniti: l’ipotesi è di 2,108 milioni di bushel, all’interno di un range compreso tra 2,016 e 2,137 milioni di bushel. Per il mercato statunitense si parla così di possibili ritorni di acquisti da parte della Cina e del Brasile.

Anche il frumento invernale in Russia e Ucraina pare abbia dei problemi a causa delle persistenti piogge che ne frenano la semina. Il Buenos Aires Cereal Exchange ha detto che il 22% della superficie del grano argentino è in cattive condizioni.

Vediamo quali sono state le novità della settimana sul mercato fisico europeo. Il rialzo dei prezzi a termine del frumento Usa innesca effetti positivi anche sui listini europei. È soprattutto il frumento francese a risentire positivamente delle circostanze, riportandosi sopra i 190 euro/tonnellata. Intanto le nostre esportazioni continuano a buon ritmo: Bruxelles ha emesso altre 436 mila tonnellate di possibili nuove esportazioni di grano tenero la scorsa settimana, portando così il dato complessivo a 6,2 milioni di tonnellate. L’avanzamento nel 2012 era fermo a 3,3 milioni di tonnellate, con un dato finale di esportazioni pari a 22,2 milioni sul raccolto 2012/2013. Con questo ritmo di esportazioni si parla di una proiezione finale pari a circa 23 milioni di tonnellate.

Anche Agritel lancia l’allarme sui cereali di Russia e Ucraina a causa delle persistenti piogge di questo mese. Il ritardo accumulato in questi paesi inizia a essere pesante, rallentando così anche la semina sul nuovo raccolto 2014. In Russia la raccolta di grano è attualmente sotto il 75%, innescando ritardi anche sulla nuova semina. Pare così che le zone seminate siano ferme 7,4 milioni di ettari contro gli 11 milioni dello scorso anno. Stesso discorso per l’Ucraina, dove le piogge costanti hanno fermato a circa 2 milioni di ettari le nuove semine contro i previsti 7 milioni di ettari di frumento invernale. Questo dato è confermato anche dall’Associazione agricoltori ucraini. Secondo Agritel, molto si giocherà sugli incentivi che gli agricoltori riceveranno per seminare frumento o mais. Solo così i loro prezzi potranno essere competitivi anche il prossimo anno rispetto ai cereali Usa.

Diamo uno sguardo adesso al prezzo del nostro grano tenero tipo n° 1 – speciali di forza (p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1%, prot. 13%) scambiato alla Borsa Merci di Bologna: in quest’ultima settimana il prezzo per tonnellata è rimasto fermo. L’oscillazione settimanale è stata tra 226 e 230 euro la tonnellata.

In calo invece il grano duro sulle principali borse italiane:

  • Borsa merci di Bologna. L’oscillazione settimanale è stata tra 267 e 272 euro/tonnellata per la qualità Nord – Fino (rinfusa partenza p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1+1%, bianc. 30/35%, volp.10%, prot. 12,5%).
  • Borsa merci di Foggia. L’oscillazione settimanale è stata tra 245 a 250 euro/tonnellata per la qualità Fino (peso Kg 80 per hl; umidità 12%, spezzati max 6%; farinosi 1%, bianconati fino al 25%; nulli 0,50%,).
  • Borsa Milano (contratto consegna dicembre 2013). L’ultimo prezzo trattato è stato di 266 euro per contratto. Trattasi del nuovo strumento a termine sul grano duro, emesso dalla borsa di Milano ma con volumi ancora non sufficienti per decretarne una propria autonomia.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

Un commento

  • Dolores

    Giugno 16, 2020 at 2:09 pm

    Buon pomeriggio, ho letto con molta.attenzione un vs articolo circa i cereali. Mi dareste delle dritte sulla vendita del grano? Tra un po’ dovremmo tagliarlo…Grazie

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