‘Vendemmia, in Sud Italia allarmismi ingiustificati’

I maggiori produttori vinicoli del Mezzogiorno si ribellano alle distorsioni mediatiche: \'Solo lievi difficoltà, ma nessun disastro\'

PALERMO – È un allarmismo ingiustificato. Sarà una vendemmia buona, forse un po’ scarica, come avviene fisiologicamente nelle annate più siccitose, ma non è quel disastro annunciato da alcune aree della viticoltura italiana e rilanciato, in questi giorni, dai media. Questi atteggiamenti liquidatori e un po’ sbrigativi hanno sollevato non poche perplessità soprattutto tra i produttori del Sud Italia, preoccupati che possa passare un messaggio errato e poco veritiero sulla vendemmia in corso.

In Campania Lucio Mastroberardino, presidente dell’Unione Italiana Vini e storico produttore della regione, sottolinea il fatto che «per fortuna l’Italia è lunga: Napoli dista 500 chilometri da Bologna ma anche da Reggio Calabria. È una generalizzazione che cozza con lo stato attuale dei vigneti e la vendemmia è partita regolarmente con qualche piccolo anticipo; insomma non ci discostiamo da quanto normalmente avviene alle nostre latitudini. Siamo abituati ad affrontare questo stato di cose».

Dalla Sicilia si fa sentire Antonio Rallo, presidente della Doc Sicilia e titolare di Donnafugata, che richiama tutti al buon senso e invita a verificare direttamente sul campo quanto stia avvenendo: «In Sicilia la vendemmia è già partita da due settimane, con le uve bianche e le varietà più precoci. Nulla di anomalo da registrare, abbiamo anticipato di qualche giorno la vendemmia e abbiamo una piccola riduzione delle quantità rispetto allo scorso anno. Per le uve a bacca rossa è ancora presto per dare una previsione qualitativa attendibile, ma tutto sta procedendo normalmente: i vigneti stanno bene e, solo dove è stato necessario, i produttori hanno evitato i rischi di stress idrico con le irrigazioni. E poi le rese per ettaro in Sicilia sono tra le più basse in Italia, con meno grappoli sulle piante e più equilibrio vegeto-produttivo, anche per le annate più calde. La maturazione aromatica e fenolica delle uve è sostanzialmente in linea con gli standard qualitativi attesi dalle nostre cantine. Sarà una vendemmia naturalmente “solare”, ma non c’è nulla che possa giustificare un giudizio negativo sulla vendemmia 2012. Sono esagerazioni speculari a quelle che siamo abituati a sentire ogni anno, anche quando si annunciano improbabili vendemmie del secolo».

Vito Varvaro, presidente delle Cantine Settesoli, la più importante azienda cooperativa del Mezzogiorno che vende milioni di bottiglie nel mondo coi marchi Settesoli e Mandrarossa, conferma che in Sicilia la vendemmia si sta svolgendo con assoluta regolarità e all’insegna della qualità. «Venite a Menfi, venite a visitare i vigneti ed assistere alla raccolta delle uve. Si scoprirà un territorio viticolo di tradizione tra i più organizzati e presidiati del Paese. Una rete di oltre 1600 viticoltori, piccoli proprietari con una estensione media di circa tre ettari, abituati a curare con dedizione e attenzione estrema la vigna, soprattutto nelle fasi pre-vendemmiali. La comunità di viticoltori di Settesoli, grazie al sistema di irrigazione utilizzato e alle tecniche culturali adottate, assicura che la qualità delle uve prodotte sia sempre coerente con il valore enologico espresso dal nostro territorio. La vendemmia 2012 non si discosterà affatto da quei parametri di qualità e, certamente, darà vita a vini in grado di vincere le sfide sui mercati».

A chi chiama in causa gli effetti “disastrosi” delle mutazioni del clima risponde – sempre dalla Sicilia – Dario Cartabellotta, direttore dell’assessorato all’agricoltura e dell’Irvos, l’istituto regionale dei vini e degli oli di Sicilia, richiamando il dato “strutturale” se non addirittura “caratteriale” dell’ambiente viticolo siciliano e della ricorrenza delle annate siccitose. «Se parlate con i produttori del nisseno, dell’agro di Agrigento e della provincia di Ragusa, capirete che hanno sempre convissuto con questi aspetti climatici, almeno nelle zone più estreme. Le selezioni clonali condotte in questi anni sui vitigni della nostra tradizione e la razionalizzazione del vigneto siciliano hanno di molto attenuato gli effetti della stagione secca». Il direttore Cartabellotta ci tiene anche a sottolineare che «gli habitat viticoli della Sicilia e delle sue isole minori si differenziano moltissimo da zona a zona, e la vendemmia nella regione arriva sino a ottobre inoltrato con quella sull’Etna. È davvero pernicioso limitarsi d osservare ciò che avviene oltre la linea Gotica per propinarla erga omnes come un dato generale. Rassegniamoci, i processi che guidano alla qualità faranno sempre più produrre di meno».

In Puglia si registra un calo di produzione stimato su un -20% rispetto all’anno scorso, ma il dato è ancora parziale e non omogeneo. Luigi Rubino, presidente del Consorzio Puglia Best Wine e produttore dell’area di Brindisi, è netto nel “bocciare” questi giudizi affrettati: «Stiamo vendemmiando le uve bianche secondo il calendario prestabilito. Ci sono stati anticipi di maturazione nei vigneti più interni, ma nel resto della penisola salentina, nelle zone più vicine al mare, siamo stati regolari. Le uve sono sane, i grappoli un po’ più piccoli ma di ottimo livello qualitativo. Le rese basse per pianta ci hanno aiutato a mitigare i picchi di caldo che, comunque, sono stati gestiti normalmente secondo le procedure abituali. Sui rossi dobbiamo attendere ancora, ma tutto fa presagire un ottimo livello qualitativo, che speriamo di poter preservare sino alla raccolta delle uve. L’Italia del vino di qualità ha nel Salento un punto di riferimento significativo. Il Sud, e la Puglia in particolare, è oggi parte importante di questo tessuto produttivo di pregio».

In Sardegna, nei territori viticoli d’elezione di una regione piccola per il numero di bottiglie prodotte ma in costante crescita qualitativa, l’andamento climatico è stato pressoché simile alle ultime due annate, con precipitazioni regolari e temperature che nei mesi di giugno e luglio hanno potuto godere del Maestrale, con una mitigazione del caldo e ottime escursione termiche tra giorno e notte. «Queste condizioni – spiega Giulio Corti dell’azienda Mesa, marchio importante del Sulcis cagliaritano – hanno consentito al vigneto di respirare e di definire un profilo sanitario delle uve davvero importante. Noi inizieremo la vendemmia o nel prossimo fine settimana e non oltre l’inizio della prossima, l’osservazione dei vigneti ci conferma una previsione più che interessante e siamo certi che sarà una vendemmia assolutamente invidiabile, soprattutto per alcune varietà come il Vermentino e il Carigliano. È una vendemmia regolare anche per quanto riguarda la quantità che, da noi, è ovviamente orientata su basse rese per pianta. No, non vedo disastri all’orizzonte».

Ferdinando Calaciura (ufficio stampa Irvos)

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