Usa, a rischio i fondi per l’agricoltura

Dopo la decisione del Congresso di tagliare i fondi statali, il New York Times ha invitato a cominciare dall\'agricoltura

L’agricoltura statunitense rischia di vedersi tagliare notevolmente i fondi statali, che ogni anno arrivano fino a trenta miliardi di dollari. Il Congresso deli Stati Uniti, infatti, ha recentemente annunciato di voler tagliare notevolmente il bilancio statale, ma non ha ancora reso noti i settori sui quali intende operare. Nel caso ascoltasse il consiglio del New York Times, tuttavia, sarebbe proprio il settore agricolo il primo a subire le conseguenze dei tagli decisi dal Congresso: il celebre quotidiano americano, infatti, ha preso spunto dalla notizia per suggerire di cominciare a tagliare i fondi destinati al settore agricolo, che ogni anno «vanno dai dieci ai trenta miliardi di dollari, destinati soprattutto ai grandi produttori agricoli, e da loro utilizzati per distorcere i prezzi della produzione agroalimentare, gonfiare quelli dei terreni e aumentare la produzione in modo eccessivo».

Questo, almeno, secondo il lungo editoriale pubblicato sul New York Times il 15 gennaio scorso, che si è scagliato contro «i cinque miliardi di dollari in pagamenti diretti assegnati agli agricoltori indipendentemente da che cosa coltivino, sempre che decidano di coltivare qualcosa; i sette miliardi elargiti quando il prezzo di un prodotto scende sotto un livello prefissato; i quattro miliardi pagati nel caso di raccolti scarsi e gli altri quattro di sovvenzioni destinate alla sottoscrizione di assicurazioni sui raccolti che portano a premi più elevati, tanto per citare le cifre maggiori», che però non sono le uniche.

«Ma la lobby agricola non è per niente preoccupata – prosegue l’editoriale del Nyt – dato che, la scorsa settimana, l’FBF (Farm Bureau Federation) ha votato perchè la prossima legge agraria, prevista per il 2012, continui a tutelare gli agricoltori tramite una "rete di sicurezza" composta da pagamenti diretti, contibuti per le assicurazioni e assistenza al commercio. La lobby agricola, infatti, ha molti amici al Congresso, sia repubblicani che democratici, primo fra tutti il presidente della Commissione agricoltura alla Camera Frank Lukas, che ha già vinto sei volte il premio "Friend of the Farm Bureau"». Fin qui le critiche possono sembrare legittime, ma è la conclusione dell’editoriale a sembrare un po’ drastica: «Continuare ad assecondare la lobby agricola significa non tenere conto della realtà economica del paese e dei veri bisogni dei consumatori americani».

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