‘Emergenze fitosanitarie, urge sistema di tutela’

Vernocchi (Fedagri) anticipa l\'esito del summit tra ministeri agricoli europei tenutosi ieri a Madrid

Si è tenuto ieri a Madrid un vertice tra i ministeri dell’agricoltura di Italia, Francia e Spagna per discutere dei problemi fitosanitari che stanno colpendo le coltivazioni arboree e non di tutta Europa. Le conclusioni del vertice saranno esposte oggi al Gruppo misto ortofrutta, ma Davide Vernocchi, presidente del settore ortofrutticolo di Fedagri-Confcooperative, che ha partecipato al summit insieme a Roberto Cherubini, Cesare Petricca e Domenico Zonetti del Mipaaf, ha anticipato su Freshplaza l’esito dell’incontro: «Per prima cosa è stata fatta un’analisi degli organismi nocivi emergenti nei vari Paesi. Che ora si chiama Xylella, ma prima è stata la batteriosi del kiwi e, anche, il Citrus Black Spot (CBS) degli agrumi. Tutte patologie arrivate in Europa attraverso il commercio globale dei materiali vegetali e di moltiplicazione: la Xylella dal Costarica, il batterio Psa dall’Asia e il CBS dal Sudafrica».

«La conclusione è stata unanime: manca un sistema comunitario capace di prevenire in modo efficace e, soprattutto, di intervenire in maniera reattiva nei confronti di queste emergenze», ha dichiarato Vernocchi.

«Un secondo punto della discussione ha poi riguardato l’utilizzo di prodotti fitosanitari come da regolamento 1107/2009. In particolare, per colture orfane o minori (art. 51), cioè tutte quelle coltivazioni per le quali, non interessando superfici importanti, non sono registrati principi attivi specifici; ma si è parlato anche del mutuo riconoscimento che permetterà di ragionare sulla possibile registrazione di principi attivi già in uso in Stati membri facenti parte della stessa fascia climatica (art. 40) e degli usi eccezionali, l’autorizzazione in deroga di una serie di prodotti per ragioni di emergenza fitosanitaria (art. 53). L’intenzione è quella di armonizzare l’applicazione della normativa sui prodotti fitosanitari nei Paesi membri e promuovere un coordinamento, oltre che migliorare i tempi di risposta in casi di emergenza. Dobbiamo evitare fenomeni di concorrenza sleale circa l’utilizzo dei principi attivi, come si è verificato nel caso dei Nematodi sulle orticole, della Drosophila suzukii e della batteriosi del kiwi».

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