Maltempo, gli agricoltori aiutano a spalare la neve

Coldiretti stima cento milioni di euro di danni per il settore primario, ma mobilita diecimila trattori per aiutare a liberare le strade

Campi irreparabilmente danneggiati, alimenti marciti in magazzino e trattori al lavoro per spalare la neve che ha sommerso mezza Italia. L’ondata di grave maltempo che ha colpito la nostra penisola nell’ultima settimana si è accanita soprattutto contro gli agricoltori. Già il taglio di energia elettrica deciso dall’Enel nei giorni scorsi per 160 mila utenze sparse tra Lazio, Abruzzo, Molise e Campania ha penalizzato le aziende agricole che hanno bisogno di riscaldare le serre e le stalle. Ma le nevicate non accennano a smettere, e soprattutto in Romagna e Marche, ricoperte da oltre un metro e mezzo di neve, i danni si fanno sempre più ingenti.

Questo l’allarmante bollettino diffuso ieri da Coldiretti: «Le forniture di verdure e altri prodotti deperibili hanno subìto un taglio del 30% nelle regioni interessate dal maltempo. Le consegne procedono a macchia di leopardo sul territorio nazionale, e in alcuni paesi isolati i negozi sono addirittura chiusi o gli scaffali completamente vuoti. Infatti, lavorano a rilento lungo tutta la penisola i mercati generali all’ingrosso di frutta e verdura, da Roma a Milano, dove si trovano i prodotti locali ma mancano quelli che devono subire lunghi trasporti, mentre le basse temperature e il gelo danneggiano il prodotto scaricato e frenano gli acquirenti. Anche per questo, i prezzi alla produzione e all’ingrosso sono al momento stabili, ma si temono speculazioni al dettaglio come purtroppo è già avvenuto in situazioni simili. Il danno per la filiera agroalimentare ammonta già a cento milioni di euro non solo per le difficoltà nei trasporti – che hanno già impedito la consegna di oltre centomila tonnellate di frutta, verdura, uova, latte fresco e altri prodotti deperibili – ma anche perché le piante cedono sotto il peso della neve. Inoltre, si registra una impennata nei costi di riscaldamento delle serre, e il gelo sta bruciando le verdure invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli, e se continuerà così, a morire saranno anche viti e ulivi, con danni incalcolabili destinati a durare nel tempo. Almeno due milioni di mucche e maiali nelle stalle isolate rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi; ma in alcuni casi a cedere sono le stesse stalle, le serre o le strutture agricole sotto il peso della neve».

Senza poter lavorare nella loro azienda, gli agricoltori di tutta Italia si sono mobilitati per aiutare i più bisognosi: i vivaisti si stanno occupando della messa in sicurezza delle piante a rischio crollo, mentre diecimila trattori allertati da Coldiretti hanno cominciato ieri a collaborare con i propri Comuni di riferimento per liberare le strade dalla neve e spargervi il sale antigelo.

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