Agricoltura, e’ allarme gelo per campi e stalle

Cavoli, cicorie, radicchi, broccoli e carciofi le coltivazioni più a rischio. Senza contare le ghiacciate degli abbeveratoi e un nuovo blocco dei tir.

Dopo quasi sei mesi di siccità, ora per l’agricoltura è arrivato l’allarme gelo. Un brusco cambio di temperatura ha provocato notevoli gelate nei campi di tutta la penisola (soprattutto al centro-nord, dove nevica da 36 ore). Le previsioni del tempo avevano allertato su questa situazione, e se queste non bastavano, c’era la tradizione a ricordarlo: il 29, il 30 e il 31 gennaio sono i cosiddetti ‘giorni della merla‘, ovvero, secondo una leggenda popolare, i giorni più freddi dell’anno. E il 2012 non ha certo tradito le aspettative.

Coldiretti informa sulle coltivazioni più a rischio: «In pericolo sono soprattutto le coltivazioni invernali a campo aperto, come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchi e broccoli. E se la temperatura dovesse rimanere a lungo sotto i dieci gradi, a soffrire sarebbero anche gli ulivi e le viti, oltre ad alcune fruttifere». Anche gli allevatori non se la spassano: «Il gelo ghiaccia gli abbeveratoi e mette a rischio le mucche che devono dissetarsi. Nelle stalle con le mucche da latte, gli allevatori sono costretti a svuotare completamente le condutture degli abbeveratoi per evitare che gelino e si spacchino; oppure lasciano sempre un filo d’acqua in modo che il passaggio costante scongiuri la formazione di ghiaccio. Le mucche adulte non soffrono tanto per il freddo, mentre i vitellini bisogna tenerli su paglia ben asciutta e al riparo dai venti. Per quanto riguarda le strutture, invece, il problema principale riguarda le condutture d’acqua per gli abbeveratoi, che vengono svuotate oppure lasciate sempre aperte in modo che non ghiaccino», conclude Coldiretti.

Confagricoltura è molto preoccupata anche per il rincaro bollette e per un nuovo blocco dei trasporti, dopo lo sciopero che ha già messo in ginocchio il settore: «Gli agricoltori devono ricorrere massicciamente al riscaldamento delle serre e delle stalle (per suini e avicoli), con gli impianti al massimo e costantemente accesi per evitare che gelino le tubature. Con il gasolio a costi record – il suo aumento ha superato i 250 milioni di euro in un anno -, questo è un ulteriore salasso per le imprese agricole; ed ora i conti in rosso rischiano di aggravarsi ulteriormente». La neve non deve preoccupare, anzi: «Da un certo punto di vista, la neve è positiva perché le medie stagionali stavano ingannando le piante, che ‘sentivano’ già l’arrivo della primavera. A creare problemi sono le irregolarità dell’andamento climatico, come le gelate improvvise». Infine, riguardo ai trasporti, Confagricoltura lamenta le «ripercussioni che si hanno con il divieto di circolazione temporaneo dei Tir nel Centro-Nord, le autostrade in tilt, le strade impraticabili, e comunque con gli inevitabili rallentamenti nella viabilità. Un’altra crisi dei trasporti non ci voleva proprio: già lo sciopero dei tir è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro».

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