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Pomodoro, accordo raggiunto: 86 euro/ton

Il prezzo è di due euro maggiore rispetto all'anno precedente. I commenti delle organizzazioni agricole

agricoltura

È stato finalmente raggiunto l'accordo quadro per il pomodoro tra le organizzazioni dei produttori e i rappresentanti dell'industria di trasformazione del nord Italia. Dopo lunghe trattative che hanno già generato un notevole calo produttivo, nel tardo pomeriggio di lunedì, a Parma, il prezzo base del pomodoro da industria è stato fissato in 86 euro a tonnellata, servizi inclusi (che incidono per circa un euro a tonnellata). Nel 2012 il prezzo ammontava a 84 euro a tonnellata.

L'accordo consentirà ai produttori del nord Italia di contare sulle stesse condizioni di mercato, e in particolare su un incremento del prezzo finale corrisposto di circa il 5%, a riconoscimento del forte aumento dei costi di produzione che già nel 2012 ha notevolmente diminuito la redditività per le imprese agricole.

Tra gli elementi dell'intesa figurano inoltre una diminuzione delle penalità legate a eventuali difetti del prodotto, la conferma dell'obbligo del rispetto dei disciplinari di produzione integrata e l'introduzione dei tempi massimi di pagamento previsti dall'articolo 62 del decreto liberalizzazioni.

L'accordo siglato per il nord Italia potrà ora influenzare, oltre che le posizioni dell'industria, le scelte delle imprese agricole meridionali, visto che nel sud Italia ancora non è stato raggiunto alcun accordo.

Di seguito riportiamo i commenti delle principali organizzazioni agricole e dell'industria.

Confederazione italiana agricoltori: «L'accordo raggiunto è positivo e migliorativo rispetto alla precedente campagna, sia come prezzo che come tabella, anche se non copre per intero i costi di produzione dei produttori agricoli. Unico aspetto negativo, i tempi lunghi della trattativa. Adesso c'è da recuperare almeno un paio di settimane di ritardo nei trapianti; un ritardo che porterà non poche difficoltà in campagna, anche perché si rischia di non riuscire a programmare al meglio la scalarità produttiva. In ogni caso, ora si può mettere in moto una campagna incerta sino all'ultimo e ricompattare una delle più importanti filiere agricole e industriali italiane. Sul pomodoro da industria, l'Italia è leader in Europa e seconda nel mondo solo agli Stati Uniti».

Mauro Tonello, vicepresidente Coldiretti: «Si è arrivati ancora una volta in ritardo e, nonostante questo, non si è stati capaci di realizzare quella rivoluzione necessaria per la trasparenza del contratto. È stato fatto solo un timido mezzo passo in avanti rispetto all'anno scorso, ma non si è stati capaci di eliminare tutti quei tecnicismi che riducono il prezzo concordato da 85 euro a 83,50. Purtroppo, si continua a sopravvalutare gli aspetti positivi e sottovalutare quelli negativi, che alla fine prevalgono, riducendo la retribuzione agli agricoltori. Se vogliamo veramente realizzare un vero interesse di filiera, è bene che ci si metta immediatamente al tavolo per definire come strutturare un contratto efficace trasparente per tutti i soggetti che operano nel settore».

Confagricoltura Emilia-Romagna: «Il lungo ed estenuante percorso seguito dalle rappresentanze, per giungere a un accordo sul prezzo che non copre neanche i costi produttivi e modifica nuovamente i parametri qualitativi, manifesta in maniera inequivocabile che il modello di contrattazione attuale nel suo complesso va rivisto radicalmente. Non è più accettabile arrivare ogni anno in prossimità dei trapianti senza un accordo siglato. Dobbiamo essere tutti consapevoli che, per affermarsi sui mercati internazionali, bisogna operare in maniera unitaria e strategica all'interno della filiera: nessuna industria può operare senza la disponibilità del pomodoro italiano. È pertanto necessario rafforzare il sistema di filiera del pomodoro da industria e valorizzare di fatto le produzioni nazionali. Questa ennesima esperienza deve condurre alla definizione di nuovi modelli di contrattazione partendo dagli strumenti di confronto già a disposizione, primo fra tutti l'interprofessione».

Pier Luigi Ferrari, presidente dell'OI Distretto del Pomodoro da Industria Nord Italia: «È con soddisfazione che apprendo l'esito favorevole del raggiungimento dell'intesa per il contratto quadro d'area nord Italia per l'anno 2013, frutto dell'impegno degli operatori della filiera. Compito dell'OI è provvedere alla predisposizione degli strumenti operativi per la campagna, nell'interesse della filiera per mantenere l'alta qualità del prodotto e per migliorare la competitività verso gli altri territori produttivi. L'industria, sottoscrivendo tale accordo, intende tenere unita la filiera e dare continuità e certezza di programmazione agli agricoltori. Lunedì 22 aprile si terrà a Parma l'assemblea dei soci dell'OI, nella quale verranno esposti i risultati della concertazione sulle linee strategiche di coordinamento di filiera».

Tiberio Rabboni, assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna: «Esprimo soddisfazione per l’intesa, faticosamente raggiunta, tra agricoltori e industriali sul prezzo del pomodoro 2013. Non tutte le aspettative hanno trovato accoglimento. Tuttavia, se si considerano le distanze iniziali, le difficoltà economiche che gravano su entrambe le componenti produttive, il calo dei consumi e la crescente concorrenza extra-Ue, l'esito è positivo perché offre a tutti la certezza di un contratto e di un prezzo minimo. La filiera del pomodoro, vera eccellenza emiliana, può dunque affrontare compatta la nuova campagna. Mi auguro che per il 2014 si possa giungere a un contratto migliorativo e anticipato nei tempi».

Agrinotizie.com, 18/04/2013