Agricoltura, clima positivo per i cereali

In tutta Europa, il caldo sta aiutando i produttori di cereali a recuperare la situazione eccessivamente bagnata di inizio marzo.

di Sergio Pitzalis

I dati usciti il 31 marzo scorso da parte del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda) non hanno registrato sorprese particolari. Come vedremo meglio nel dettaglio, emerge una sostanziale conferma sull’andamento dei mercati fisici dei cereali. A circa tre mesi dall’inizio dei raccolti, le indicazioni su produzione e scorte finali rimangono positive, sia per i cereali sia per i semi oleosi. I mercati a termine, invece, rimangono soggetti a tutti quei fattori esterni, come la crisi tra Russia e Ucraina, pronti a caratterizzarne la tendenza.

Mercato internazionale

Gli agricoltori americani sono preoccupati per la poca acqua caduta in quest’ultimo periodo. In queste condizioni, la minaccia dei parassiti legata alla siccità rimane ben presente. A oggi il 32% del frumento invernale seminato in Kansas è ritenuto di qualità "buono" o "eccellente". In Texas, l’11% del grano invernale è valutato buono o eccellente, grazie soprattutto alle recenti precipitazioni. Infine, in Oklahoma solo il 17% del grano invernale è ritenuto di qualità buono o ottimo, rimanendo ampie zone ancora in difficoltà.

La siccità, oltre a privare direttamente le piantine di grano dell’umidità necessaria, impedisce l’assorbimento di fertilizzanti azotati e incoraggia la diffusione di parassiti. In ogni caso, l’Usda parla di impegni sottoscritti sulle esportazioni Usa pari al 95% delle previsioni iniziali per il periodo 2013/14. La media degli ultimi 5 anni, in questo periodo, è stata del 98%.

L’Usda conferma anche per il 2014/15 una produzione di grano invernale Usa pari a 1.616 miliardi di bushel, con un incremento di 82 milioni di bushel rispetto allo scorso anno. Infine, la resa per acro per il 2014/15 del frumento invernale Usa è stimato a 46,5 rispetto ai 47,4 bushel/acro di un anno fa.

Il mais, intanto, torna a testare i 5 dollari per bushel grazie alla sostenuta ripresa dei contratti di fornitura verso la Cina, anche se non mancano i problemi tra i due paesi. Alcune agenzie riferiscono di una rinuncia delle autorità cinesi a causa di una partita di mais con contenuto Ogm non approvato. A ogni modo, gli impegni totali statunitensi sul mais sono vicini agli obiettivi previsti dall’Usda per la stagione in corso. Sempre la Usda informa che il raccolto di mais brasiliano rimane stimato a 68,0 milioni di tonnellate, contro una stima precedente di 65,45 milioni, mentre il raccolto di mais argentino è visto in aumento a 23.0 milioni di tonnellate contro la precedente stima di 22,6 milioni. Infine, l’agenzia Amis della Fao ha aumentato la previsione mondiale per il 2013/14 di colture di mais di 4 milioni di tonnellate, testando così il nuovo record di 1.010 milioni di tonnellate.

Intanto negli Stati Uniti aumenta la domanda interna di soia. La Usda parla di un raccolto di soia brasiliana a 86,75 milioni di tonnellate contro una precedente stima di 88,8 milioni. In Argentina si prevede un raccolto di soia in crescita di appena 0,5 milioni di tonnellate a fronte di un complessivo 54,5 milioni. L’agenzia Amis della Fao ha tagliato le previsioni per il raccolto di soia globale nel 2013/14 di 2 milioni di tonnellate rispetto al mese scorso. Le ragioni sono da ricercare principalmente nelle condizioni meteorologiche sfavorevoli che incidono sul raccolto in Brasile. L’agenzia MDA CropCast vede invece un forte aumento di produzione di soia per il 2014/15. Secondo i loro studi, l’incremento di soia nel mondo può raggiungere l’8%. La produzione può toccare il 12% in più negli Stati Uniti, il 10,8% in Brasile, il 12,5% in India e il 6,5% in Paraguay. Il dato più eclatante, sempre secondo MDA, riguarda il consumo stimato di soia, dove la domanda cinese può ampiamente contenere tutte queste eccedenze di produzione mondiali.

Mercato europeo

Il Milling Wheat francese, intanto, seguendo le mosse del wheat Usa, cala leggermente dai massimi recenti e si attesta sui 205 euro la tonnellata. Un livello di prezzo interessante, in grado di sorreggere nuovi cali. In Russia però le condizioni sui raccolti sono buone nella maggior parte delle regioni; tuttavia, alcuni campi del sud potrebbero essere stati colpiti dal gelo registrato i primi di marzo. Il raccolto è per lo più in fase di crescita vegetativa, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, a causa di un clima nel complesso caldo e fuori stagione. Anche in Ucraina le condizioni rimangono favorevoli: qui qualche preoccupazione è solo data da un terreno troppo asciutto. In ogni caso, le colture invernali hanno ripreso la crescita vegetativa nella maggior parte delle regioni.

Nel complesso, le prospettive dell’Unione europea sono promettenti. Il clima sta aiutando gli agricoltori europei, portando caldo e giusta umidità. Buoni gli stati di avanzamento dei raccolti in Europa occidentale e centrale. Il periodo asciutto verificato a inizio marzo ha migliorato la situazione eccessivamente bagnata che aveva colpito diverse regioni, tra cui l’Italia, garantendo condizioni favorevoli per la semina di cereali primaverili.

Maggiori problemi si registrano ancora in Repubblica Ceca, Bulgaria e a sud-est della Germania, dove si archivia uno degli inverni più secchi degli ultimi anni.

Terminiamo con un’importante nota tecnica rilasciata dall’agenzia francese Agritel. In Ucraina, secondo Agritel, quest’anno la scelta di molti agricoltori è stata quella di seminare orzo primaverile, poiché richiede una "bassa manutenzione" rispetto a colture più complesse e soprattutto costose come possono essere il mais e la soia.

Mercato italiano

Sul fronte interno, è ancora fermo il prezzo del nostro grano tenero tipo n° 4 – buono mercantile – p.s. 76/77 kg/hl, c.e. 2%. Alla Borsa Merci di Bologna, in quest’ultima settimana il prezzo per tonnellata non è stato scambiato, rimanendo fermo tra 201 e 206 euro la tonnellata.

Stabile anche il grano duro:

  • Borsa merci di Bologna. L’oscillazione settimanale è ferma tra 263 e 267 euro/tonnellata per la qualità Nord – Buono Mercantile – rinfusa partenza p.s.76/77 kg/hl,c.e.1,5+1,5%, bianc.50/60%, volp.12%, prot. 12% (produzione nazionale 2013).
  • Borsa merci di Foggia. L’oscillazione settimanale è stata tra 280 a 285 euro/tonnellata per la qualità Buono Mercantile (peso min. Kg. 78 per hl; umidità 12%; spezzati max 6%; farinosi 1-2%; bianconati dal 26% al 35%; nulli 0,50%; volpati, max 4%); contenuto proteico min. 11,5%.
  • Borsa di Milano (contratto consegna maggio 2014). L’ultimo prezzo trattato è stato di 264 euro per contratto. Trattasi del nuovo strumento a termine sul grano duro, emesso dalla borsa di Milano ma con volumi ancora non sufficienti per decretarne una propria autonomia.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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