Tabacco italiano salvato dalle multinazionali

Quattro importanti accordi stretti dal Mipaaf hanno stabilizzato il settore che rischiava una crisi nera.

La riduzione del sostegno comunitario avvenuta nel 2004 ha messo in ginocchio il settore del tabacco italiano, già in crisi a causa delle campagne antifumo che stanno determinando un calo del consumo di questa coltivazione. Ma fortunatamente per le aziende, la primavera e l’estate del 2011 sono state due ottime stagioni per il tabacchicoltori, grazie ad alcuni accordi positivi stretti con le manifatture che operano nella penisola.

Sono state quattro le intese raggiunte al Mipaaf nel settore del tabacco a partire dalla primavera, e ciò può bastare per garantire all’Italia di mantenere il proprio primato europeo con 90 mila tonnellate annue di produzione. L’ultimo accordo, in particolare, è stato firmato lo scorso 25 luglio dal ministro Romano e Manifatture sigaro toscano, e consiste in un protocollo di intesa sull’acquisto di tabacco italiano per i prossimi tre anni. Il Mipaaf dovrà vigilare sulla filiera produttiva del tabacco e sostenerne il miglioramento qualitativo, mentre Manifatture sigaro toscano dovrà acquistare almeno 5100 tonnellate di tabacco nel triennio 2011-2013. Si pensi che la Mst nel 2010 ha acquistato 1786 tonnellate di tabacco italiano, con una crescita del +40% rispetto al 2006 che ha permesso di coltivare 750 ettari di tabacco destinati a questa azienda contro i 588 del 2006.

Per quanto riguarda i tre accordi precedenti, andando a ritroso, poco prima della firma con la Mst il Mipaaf aveva stretto un accordo di programma con il Japan tobacco international per 21 mila tonnellate in tre anni e con la British american tobacco Italia per 7 mila tonnellate in due anni, mentre ad aprile c’era stata l’intesa con la Philip Morris Italia. Il settore del tabacco italiano, insomma, sembra finalmente avere raggiunto la stabilità grazie a questi accordi stretti dal ministro Romano dopo che le organizzazioni agricole e la filiera del tabacco avevano chiesto a gran voce di stringere intese con le multinazionali per salvare il settore (gli accordi precedenti erano scaduti nel 2009). I 60 mila lavoratori delle 5700 aziende italiane di tabacco hanno ringraziato.

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