Escherichia coli, dall’Ue 210 milioni di rimborso

Il Mipaaf utilizzerà i fondi di Bruxelles per ritirare i prodotti ortofrutticoli invenduti e risarcire gli agricoltori.

Mentre dalla Francia arrivano spaventose notizie di sette bambini colpiti da un nuovo ceppo del batterio Escherichia coli ritrovato negli hamburger, la Commissione europea ha finalmente dato il via al regime di aiuti necessario a risarcire gli agricoltori, duramente colpiti dal calo dei consumi sull’onda di terrore del virus che ha colpito i consumatori da ormai un mese.

Tra falsi allarmi sui cetrioli o sui germogli di soia, infatti, le persone comuni, prese dalla paura, non ci stanno capendo più niente, e hanno deciso di smettere di acquistare frutta e verdura. E così, il ministro delle politiche agricole Francesco Saverio Romano ha annunciato ieri di avere firmato il decreto legge che avvia il ritiro dal mercato dei prodotti interessati dalla crisi: nel dettaglio, cetrioli, insalate, zucchine, peperoni, pomodori e indivie, tutti alimenti entrati più o meno nel mirino delle autorità sanitarie come presunti colpevoli della diffusione di Escherichia coli, ma poi scagionati.

"Non si tratta di un sequestro di prodotti a rischio o di una misura per prevenire i problemi di salute – ha specificato Romano – bensì di un aiuto economico per i produttori ortofrutticoli italiani danneggiati dalle mancate vendite dei prodotti oggetto di panico". In sostanza, il Mipaaf utilizzerà i fondi messi a disposizione dall’Ue all’Italia: la cifra totale erogata da Bruxelles ammonta a 210 milioni di euro, ma ancora non sono state comunicate le cifre suddivise Stato per Stato. Tali fondi saranno utilizzati dal ministero per risarcire gli agricoltori a seguito del ritiro dei suddetti prodotti, che a detta di Romano non si riescono più a vendere.

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