Blog - Agrinotizie

Bring to the table win-win survival strategies to ensure proactive domination. At the end of the day, going forward, a new normal that has evolved from generation.
AgrinotizieGiugno 20, 2022
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La scarsità di precipitazioni in atto da molti mesi, legata al riscaldamento globale di causa antropica, preoccupa per i danni all’agricoltura. «Credo sia inevitabile dichiarare uno stato di crisi rispetto alla siccità», ha dichiarato il ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli. «Abbiamo intere aree del paese ed europee che non vedono pioggia da mesi».

Secondo Coldiretti, i danni causati dalla siccità ammonterebbero a circa due miliardi di euro: il 28% del territorio nazionale è a rischio desertificazione e «sta affrontando una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del sud ma anche quelle del nord, dove la grande sete assedia città e campagne, con autobotti e razionamenti in case, orti e giardini, i fiumi in secca, i laghi svuotati e i campi arsi», afferma l’associazione.

A preoccupare, precisa la Coldiretti, è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano, che fa segnare quest’anno un calo del 15% delle rese alla raccolta, ma in «gravissima difficoltà» ci sono anche girasole, mais e cereali, oltre ai pascoli ormai secchi per l’alimentazione animale nonché gli ortaggi e gli alberi da frutto. A cambiare nelle campagne sono state anche le scelte di coltivazione, con un calo stimato di 10mila ettari delle semine di riso, che ha bisogno di troppa acqua.

Preoccupa infine la mancanza del foraggio per l’alimentazione degli animali, dato che l’assenza di precipitazioni ha ridotto le rese, in alcune zone, di circa un terzo. Il caldo delle ultime settimane sta mettendo in sofferenza anche gli animali nelle fattorie, dove le mucche, a causa delle elevate temperature, stanno producendo per lo stress fino al 10% di latte in meno.

AgrinotizieGiugno 7, 2022
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Un decalogo che coinvolge imprese agricole e consumatori per accelerare la transizione ecologica nel settore agricolo, applicando le norme della legge sull’agricoltura biologica e nello stesso tempo fornire al nostro paese una “riserva strategica agricola” che permetta di fronteggiare le crisi alimentari. Lo hanno presentato le associazioni Aiab, AssoBio, Associazione per l’agricoltura biodinamica e FederBio, che puntano a concretizzare gli obiettivi stabiliti dalla legge approvata lo scorso marzo, in un momento in cui saranno messi in campo 3 miliardi di euro per favorire lo sviluppo del bio grazie ai finanziamenti del Pnrr e al Fondo per il biologico del Piano strategico della Pac. «Risorse che dovranno essere spese bene, in maniera programmata e integrata, per garantire la crescita del settore» spiegano le associazioni, nel ricordare che «ogni anno in Italia chiudono 30 mila aziende agricole; un dato che conferma che in molti casi l’agricoltura convenzionale non è in grado di garantire un reddito adeguato agli agricoltori».

Secondo le associazioni «con il biologico, che cura la fertilità della terra, valorizza la qualità dei prodotti e del territorio rilanciando circuiti locali di produzione e consumo, una parte di questi agricoltori potrebbe rimanere in campo, assicurando una riserva strategica di cibo. Esattamente come per le rinnovabili, il biologico è la strada per sostenere le crisi internazionali come quella del conflitto in Ucraina, puntando su sistemi di produzione più indipendenti da input esterni e più resilienti e allo stesso tempo in grado di prendere con decisione la strada della transizione ecologica».

Le dieci proposte sull’agricoltura biologica

  1. Filiere di “Made in Italy Bio” fondate sul giusto prezzo per agricoltori e consumatori.
  2. Fiscalità ambientale e crediti di imposta per i costi di certificazione per abbattere i prezzi al consumatore senza costi aggiuntivi per le imprese.
  3. Distretti biologici per favorire sistemi locali di produzione e consumo e valorizzare il territorio rurale a partire dalle aree interne e dalle aree naturali protette.
  4. Incentivazione delle imprese agricole che integrano attività agricole, zootecniche e forestali, capaci di favorire la biodiversità e chiudere il ciclo dei nutrienti
  5. Ricerca, innovazione, formazione e consulenza per supportare gli agricoltori e i territori nella transizione al bio.
  6. Sviluppo della ristorazione collettiva attraverso organizzazioni di prodotto e strumenti adeguati d’informazione e consulenza.
  7. Comunicazione e campagne d’informazione ai cittadini per conoscere i valori del bio e favorire l’aumento dei consumi di biologico.
  8. Innovazione digitale e piattaforma di tracciabilità unica in favore di consumatore.
  9. Semplificazione burocratica. È l’agricoltore che non inquina a dover sostenere il costo della dimostrazione, sia in termini di tempo che di soldi.
  10. Obbligo del biologico in aree protette ed Efa.
AgrinotizieMaggio 30, 2022
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L’agricoltura 4.0 potrebbe aiutare l’umanità a rendere le coltivazioni e la zootecnia più sostenibili e resilienti, soprattutto in questi tempi di carenza di materie prime dovute a siccità e guerra. Ma la tecnologia dei sensori IoT su cui si basa l’agricoltura 4.0 funziona veramente solo in un contesto politico che riduca le diseguaglianze, mentre invece la povertà estrema nel mondo sta continuando inesorabilmente ad aumentare.

Con la guerra del pane che è il vero incubo dei nostri tempi, a causa del conflitto tra Russia e Ucraina che insieme rappresentano il 12% delle calorie scambiate a livello commerciale globale, in Italia nessuno sa quanto siano pieni i silos perché mancano sensori IoT. Invece, l’agricoltura 4.0 potrebbe aiutarci a essere al corrente delle nostre riserve alimentari, ma soprattutto intanto a rendere coltivazioni e zootecnia più sostenibili, resilienti e monitorabili.

Ma la tecnologia, come detto, non basta. Infatti, la digitalizzazione funziona veramente solo in un contesto politico che riduca le diseguaglianze, in aumento dopo pandemia, lockdown, inflazione galoppante e guerra nel cuore dell’Europa. Del resto, viviamo in un contesto in cui già il caro bollette e il rincaro a doppia cifra degli alimenti di prima necessità spingono i ceti medio-bassi verso la soglia della povertà. Davanti a questa situazione, la tecnologia diventa purtroppo del tutto inutile, e per questo è necessario che i governi agiscano per salvare la popolazione dalla fame.

AgrinotizieMaggio 17, 2022
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Un contributo di 5 milioni di euro sarà assegnato dal ministero delle politiche agricole alla Fao per la realizzazione di progetti inseriti nella Food Coalition, di cui 3 milioni per finanziare iniziative a supporto dei sistemi agricoli e alimentari colpiti dalla crisi pandemica anche attraverso programmi di gemellaggio e 2 milioni in favore del settore agricolo in Ucraina. Lo ha annunciato il ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli al G7 Agricoltura a Stoccarda, in continuità con il lavoro della presidenza italiana del G20 e degli impegni assunti nel corso della Ministeriale Agricoltura di Firenze.

Patuanelli ha poi introdotto il tema della sostenibilità ambientale, alla luce dell’esperienza italiana del G7 agricoltura del 2017 e il suo legame con l’attuale focus sulla trasformazione verso i sistemi alimentari sostenibili. Il ministro ha sottolineato come sia necessario porre rimedio alla crisi climatica, tutelando l’ambiente e la biodiversità, senza consumare suolo né sprecare le risorse naturali e preservare i sistemi di produzione locali legati al territorio, investendo sulle pratiche agricole benefiche per l’ambiente. Il ministro ha poi illustrato ai membri del G7 le azioni messe in atto dall’Italia in materia di gestione del rischio, con l’introduzione della sperimentazione, per l’annualità 2022, del nuovo Fondo Mutualistico Nazionale, a copertura dei danni alle produzioni agricole causati da eventi avversi di natura catastrofale. È emersa anche la necessità di condividere le rispettive esperienze tra paesi dell’Ue in materia di meccanismi di incentivazione, per remunerare le pratiche agricole e forestali che favoriscono l’assorbimento di carbonio.

Infine, per quanto riguarda i mercati, Patuanelli ha ribadito l’importanza che riveste l’analisi dell’Osce sull’impatto della guerra nell’agricoltura, al fine di assicurare la trasparenza dei mercati e la circolazione di informazioni corrette e la necessità che questo lavoro continui per poter disporre di elementi e dati per contrastare la diffusione di messaggi fuorvianti che possono generare fenomeni speculativi.

AgrinotizieMaggio 11, 2022
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«Questa crisi delle materie prime e di alcune speculazioni alle quali stiamo assistendo pesa sull’agricoltura più del covid». Lo ha sottolineato dal ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli in apertura dell’audizione informale sul Piano strategico nazionale (Psn) alla luce delle osservazioni tecniche della Commissione europea. «Osservazioni che nonostante siano arrivate a fine marzo – ha lamentato Patuanelli – non tengono assolutamente conto, in una paginetta di rilievi ad ampio spettro e spesso ripetitive, della contingenza, dal rialzo dei costi energetici e delle materie prime al conflitto in corso in Ucraina».

«Ciò non significa che il Psn non possa essere toccato – ha precisato il ministro – ma va sottolineato che è espressione di un difficilissimo equilibrio raggiunto tra esigenze contrapposte al tavolo di partenariato».

«Missione del comparto è produrre cibo e avere un’agricoltura a minore impatto ambientale», ha concluso Patuanelli. «Tutti gli strumenti messi in campo dal Psn contribuiscono alla transizione ecologica, che riteniamo un’opportunità e una leva di competitività. Nostra idea è arrivare a una proposta definitiva il 31 luglio, per poi avere tutti i tempi di confronto per un testo che va approvato entro il 31 dicembre».

AgrinotizieMaggio 2, 2022
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Nonostante la crisi legata al covid-19, la Smart Agriculture continua a crescere. Secondo le stime realizzate dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, presentate alla fiera Macfrut in programma dal 4 al 6 maggio, il mercato dell’agricoltura 4.0 in Italia passa dai 540 milioni di euro di fatturato del primo semestre del 2020 a 1,6 miliardi nel 2021, ovvero un +196%.

L’incremento è guidato dalla spesa per macchine e attrezzature agricole connesse, pari al 47% del mercato e in aumento del +17%, seguita da quella per sistemi di monitoraggio e controllo applicabili a mezzi e attrezzature agricole post vendita (35%). Tra le soluzioni tecnologiche più utilizzate si trovano i software gestionali per le imprese agricole, seguiti dai sistemi di monitoraggio e controllo delle macchine agricole e la crescente adozione dei sistemi di supporto alle decisioni. La tracciabilità alimentare resta uno dei temi più promettenti, che guida la scelta dei consumatori in un’ottica di trasparenza e sicurezza delle produzioni. La trasformazione digitale è destinata a subire nei prossimi anni una maggiore accelerazione per effetto dell’ulteriore sviluppo delle tecnologie e soprattutto della crescente interconnessione tra di esse.

I dati incoraggianti dell’Osservatorio non devono distogliere però dai limiti incontrati in questi anni dalla diffusione delle tecnologie: è necessario sviluppare la cultura digitale e la fiducia nelle potenzialità delle tecnologie a disposizione, elementi che devono essere costruiti tramite iniziative dimostrative, una formazione capillare e il confronto costante tra sviluppatori ed utenti. Non a caso le tecnologie avanzate di supporto sono una delle quattro componenti fondamentali del sistema Akis (Agricolture Konowledge and Innovation System) che va delineandosi all’interno della nuova Pac, assieme a ricerca e sperimentazione, consulenza/divulgazione e formazione professionale, sottolineando quindi la necessità di integrare tra loro queste componenti.

«Quella che viene presentata in fiera a Macfrut – commenta Alvaro Crociani, direttore di Ri.Nova – è una parte importante delle tecnologie attualmente presenti sul mercato, possibili di essere mostrate in una grande area indoor. Le necessità dimostrative richiedono un’estensione che può avere una sua continuità presso aziende agricole specializzate, dove le tecnologie possono essere esposte lungo tutto l’arco dell’anno; è il caso questo delle Demofarm, interpretate da Ri.Nova come evoluzione delle aziende sperimentali, recentemente implementate a livello di network europei e che dovranno assumere un ruolo sempre più strategico come catalizzatori dell’innovazione, sia dal punto di vista della diffusione che della validazione dell’efficacia, all’interno del sistema Akis».

AgrinotizieAprile 26, 2022
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L’arrivo della pioggia ha salvato l’Italia dagli incendi che stavano devastando i boschi e dalla siccità che rischiava di compromettere i raccolti necessari a garantire le forniture alimentari al paese in un momento in cui si registrano speculazioni, accaparramenti e blocco dei commerci a causa della guerra in Ucraina. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla perturbazione che nei giorni scorsi ha attraversato tutta la penisola, in un anno con precipitazioni più che dimezzate al nord Italia mentre a livello mondiale è scattato l’allarme per l’estensione del ghiaccio marino in Antartide che ha segnato un nuovo record minimo scendendo per la prima volta sotto i 2 milioni di chilometri.

«In Italia l’arrivo delle precipitazioni è importante con l’avvio delle semine primaverili – sottolinea la Coldiretti – per salvare oltre il 30% della produzione agricola nazionale fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento che si trovano nella pianura padana, dove il fiume Po fa registrare un livello idrometrico di -3,4 metri al Ponte della Becca, ma pesanti anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 28% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti».

«La siccità, che distrugge le coltivazioni e favorisce i roghi, è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana – rileva la Coldiretti – con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. I cambiamenti climatici hanno modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni, anche se l’Italia resta un paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto».

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie Coldiretti ha elaborato e proposto insieme ad Anbi un progetto concreto immediatamente cantierabile: si tratta di un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. «Il progetto – spiega la Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di realizzare laghetti, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione».

AgrinotizieAprile 10, 2022
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«Un impatto sulle emissioni di gas serra l’agricoltura ce l’ha, ma possiamo cambiare paradigma e far sì che il suo ruolo diventi attivo». Lo ha detto il ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli rivolgendosi ai ministri europei durante l’ultima riunione del Consiglio Ue. In riferimento alla guerra in Ucraina, ha detto Patuanelli, «pensare di modificare strutturalmente l’approccio al contributo che l’agricoltura può dare in termini di riduzione dell’impatto ambientale sarebbe sbagliato; abbiamo un’emergenza ma non dobbiamo dimenticare il futuro».

I ministri si sono confrontati sul ruolo di agricoltura e foreste nell’obiettivo Ue di neutralità climatica, come proposta dal nuovo regolamento sul tema, noto con l’acronimo Lulucf. Patuanelli ha sottolineato il sostegno dell’Italia a parti essenziali della riforma, come «la necessità di armonizzare il meccanismo di contabilizzazione e certificazione» delle emissioni, «tenere in considerazione gli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi avversi in rapporto agli sforzi» di riduzione delle emissioni «che ogni Stato membro dovrà affrontare» e la proposta di integrare i settori di agricoltura e foreste, oggi separati, in un unico sistema di contabilizzazione delle emissioni, che porterebbe i due settori alla neutralità climatica già nel 2035.

AgrinotizieAprile 4, 2022
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Un’altra misura straordinaria per consentire l’aumento delle produzioni agricole a causa della crisi degli approvvigionamenti dovuto alla guerra Russia-Ucraina. Dopo il via libera dei giorni scorsi alla messa a coltura delle aree Efa e delle superfici a riposo, la Commissione europea ha deliberato una deroga per consentire il mancato rispetto della diversificazione delle colture, che è tra gli obblighi previsti dal greening dell’ultima Pac.

La diversificazione prevede che i terreni a riposo siano una coltura e quindi contribuiscano al rispetto delle due o tre colture previste dal greening, ma Bruxelles ha deciso di derogare a questo obbligo: di conseguenza, i terreni a riposo e le aree Efa sono considerati una coltura distinta e quindi si possono coltivare senza vincoli. Al momento, la deroga vale solo per la domanda Pac 2022.


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