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Mercati agricoli, la Cina mette in crisi l'occidente

Ogni mossa del paese asiatico incide sui prezzi dei cereali, anche in controtendenza. Si delinea un nuovo asset anti Usa.

agricoltura

di Sergio Pitzalis

Ciò che sta avvenendo sui mercati agricoli internazionali merita un nuovo approfondimento. Gli scenari mondiali oggi cambiano a una velocità impressionante ed è necessario rimanere informati per capire quali riflessi possono avere anche sul nostro mercato.

La stagione in corso sarà ricordata come una delle peggiori per le esportazioni di cereali e soia da parte degli agricoltori americani. Nell’ultima settimana i prezzi a termine sono velocemente rientrati nella fascia più bassa dell’anno e difficilmente nel corso delle prossime settimane potranno tornare a livelli più alti.

Al centro di tutto ancora una volta vi è la Cina. Essendo tra i maggiori acquirenti di materie prime agricole, ecco che ogni sua mossa commerciale pesa in modo determinante su tutto il complesso meccanismo dei prezzi a termine. Prendiamo ad esempio il calo del future sulla soia americana scambiato alla borsa di Chicago. L’ultimo prezzo battuto venerdì scorso è stato di 9 dollari e 53 cent per bushel, registrando così un calo dell’8% solo in questo mese. Le motivazioni di tale cedimento non sono certo provenienti dai mercati del fisico: qui addirittura stiamo andando contro tendenza, poiché le difficoltà climatiche legate alla siccità in Europa e alla troppa umidità negli Usa facevano pensare a un rialzo dei prezzi e non a un calo così marcato. Ebbene la Cina, la scorsa settimana, ha annunciato la cancellazione di un ordine di 200 mila tonnellate del vecchio raccolto di soia. Non che questa quantità faccia la differenza per gli Stati Uniti, ma lancia un ennesimo segnale verso gli esportatoti statunitensi.

Il problema è che le richieste di soia a marchio Usa da parte della Cina, per la stagione 2015/2016, sono in calo preoccupante e continuo rispetto agli ultimi sei anni. Mai, come quest’anno, le richieste cinesi erano state così basse. Il primo pensiero va allo stato dell'economia cinese messo sotto esame in queste settimane. Lo Shanghai Composite Index ha chiuso il mese con un calo del 15% rispetto a inizio luglio, registrando così il più grande ribasso da agosto 2009.

Oltre alla crisi della borsa cinese, l’elemento di novità è la conferma ufficiale della richiesta crescente di soia brasiliana e argentina da parte della stessa Cina. Le valute di Brasile e Argentina sono deboli e consentono un risparmio non indifferente verso i loro prodotti. Tra l’altro, dal 2014 la domanda cinese di soia sudamericana è cresciuta in modo consistente e calata verso gli Usa. Non pensiamo che tutta la domanda cinese, crisi a parte, possa essere soddisfatta dai paesi sudamericani, ma la quantità di soia Usa sarà ridotta in modo consistente.

La Cina, quindi, è l'ago della bilancia negli scambi internazionali, non solo per la soia, ma anche per il mais e in parte per il frumento. L’impressione è che il nuovo asse commerciale composto da Cina, Russia, India e Brasile stia iniziando a muovere i primi passi cerando di penalizzare i prodotti Usa e occidentali. La questione entrerà nel vivo nel corso dei prossimi mesi, ma attenzione: tutte queste considerazioni sono possibili solo in presenza di raccolti record, come avvenuto in questi ultimi anni. Che cosa accadrà alla Cina e agli altri paesi produttori nel caso in cui si presentassero drastici fenomeni climatici come ad esempio “El Nino”, tali da ridurre pesantemente l’offerta di cereali e soia a livello mondiale? E se gli Stati Uniti riuscissero a confermare il loro quantitativo esportabile, a quale prezzo collocherebbero i loro prodotti sui mercati esteri?

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

Agrinotizie.com, 03/08/2015