Speciale grano duro: prezzi in rialzo

Ma il Messico è in prima linea per sopperire alla carenza delle scorte globali.

di Sergio Pitzalis

Negli Usa il rialzo delle ultime settimane dei prezzi a termine di cereali e semi di soia sta confermando la previsione di aver testato il minimo dell’anno a inizio ottobre. È ancora presto per dire se tale supporto rappresenti il prezzo più basso dell’anno; in ogni modo l’allungo messo a segno è comunque significativo.

Speciale grano duro

Oggi partiamo dalle ultime notizie sul grano duro. Il principale produttore al mondo è il Canada, seguito da Italia e Turchia. Ebbene, giunge dal Nord America la notizia che il premio che riceveranno i coltivatori di grano duro per quest’anno sarà molto più alto degli ultimi anni. La motivazione va ricercata sulle scorte in forte diminuzione, non solo in Canada ma anche dagli altri paesi produttori.

Il Ministero dell’agricoltura del Canada ha fatto sapere di alzare i prezzi del rimborso del grano duro nazionale di ben 20 dollari la tonnellata, portando il prezzo ufficiale tra 255 e 285 dollari per tonnellata. Per gli agricoltori canadesi di grano tenero, invece, il prezzo del rimborso è previsto tra 190 e 220 dollari per tonnellata.

In effetti, quest’anno la tendenza del prezzo del duro, non solo canadese ma anche italiana, è rimasta su prezzi elevati rispetto al forte calo registrato da tutti gli altri cereali e dai semi di soia. Interessante è stata la dichiarazione del ministro canadese, il quale, pur confermando un lieve calo dei prezzi di cereali e soia, prevede un aumento sostanziale del prezzo del duro nazionale per una domanda interna ed esterna in forte crescita.

Nel complesso, si parla di scorte internazionali in calo di ben 200.000 tonnellate, per colpa del maltempo: la prima neve già arrivata e la troppa pioggia persistente stanno disturbando la mietitura del grano duro in Canada.

Secondo gli ultimi dati Ismea, la produzione italiana di grano duro si attesta sui 4,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 2% circa rispetto al 2013, cosi come i terreni dedicati a tale cereale sono previsti in leggero aumento.

Sui mercati esteri, secondo il Consiglio Internazionale dei Cereali, sarà ancora una volta il Messico a offrire il suo grano duro per sopperire alla domanda globale. Certo, sentir parlare di Messico per coprire le carenze internazionali di duro a noi suona strano! Nonostante le difficoltà climatiche che hanno avuto i nostri agricoltori, la produzione è stata comunque in crescita, almeno sui livelli dello scorso anno, e la forte domanda internazionale di duro potrebbe essere un’occasione per incrementare, nei prossimi anni, anche le nostre esportazioni.

Mercato internazionale

Alla fine della giornata di venerdì, molti operatori del settore hanno visto ritracciare il prezzo a termine dei cereali e della soia in modo deciso. Niente di eccezionale, ma visto come avevano aperto i mercati, la cosa ha lasciato un attimo perplessi. Subito si sono rincorse le voci più disparate sulle possibile cause, tutte provenienti dai mercati del fisico: si è quindi iniziato a parlare di una possibile riduzione del grano primaverile russo del 15-20% a causa del clima troppo piovoso.

Qualcuno ha invece indicato come causa il possibile acquisto da parte degli Stati Uniti di mais proveniente dall’Unione Europea. Un evento che pesa sui prezzi a termine dei prodotti agricoli Usa. Qualche analista, infine, ha ricordato la prossima scadenza tecnica del contratto con consegna novembre della soybean americana. Quando ci avviciniamo alle scadenze tecniche dei contratti a termine, è normale avere movimenti di prezzo così improvvisi.

Secondo noi, le motivazioni della repentina inversione di tendenza sono da ricercate esclusivamente sul comportamento dei fondi d’investimento e degli operatori finanziari. In queste settimane avevamo segnalato l’interesse del mondo finanziario per le materie agricole: ogni qual volta si raggiunge un livello idoneo, si liquidano parti delle posizioni in portafoglio.

Mercato europeo

Il Ministero dell’agricoltura dell’Ucraina parla d’impegno per i cereali invernali pari a 7,5 milioni di ettari, di cui 6,2 milioni destinati a grano. L’agenzia APK stima che circa il 5% delle colture nella regione di Donetsk, dove si combatte, non vedrà la raccolta dei suoi prodotti, insieme a circa il 25% della superficie intorno alla regione di Lugansk. Stesse percentuali di non raccolto saranno previste per il girasole.

Dalla Russia si conferma la previsione sulle esportazioni di ottobre di grano tenero pari a 3,5 milioni di tonnellate, contro una precedente stima di 3,3 milioni. Il dato rappresenta un record per il mese di ottobre. Le preoccupazioni di cui accennavamo sopra sono effettivamente legate alla semina del grano russo in fase di completamento: infatti, un’ondata di freddo tagliente nei prossimi giorni, con temperature previste in forte discesa nelle regioni meridionali del paese, potrebbe causare gravi danni. Le colture interessate non hanno ancora raggiunto lo stadio di sviluppo in cui possono affrontare queste temperature, e questo sarebbe un problema per gli agricoltori di quelle zone.

Infine, l’agenzia Crop Cast ha alzato le loro previsioni per il raccolto di grano Ue di 2,5 milioni di tonnellate rispetto alla settimana scorsa, così come ha aumentato la produzione di mais di 2.1 milioni di tonnellate e di orzo europeo. Da gennaio prossimo, con il via definitivo del nuovo raccolto, sarà possibile entrare nel dettaglio previsionale anche sui nostri prodotti; un primo studio potrà dare indicazioni di lungo termine utili sia ai nostri operatori agricoli sia ai commerciali del settore.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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