Grano tenero, raggiunto il target finale

I contratti Usa si stanno avvicinando alla chiusura. In Europa è sempre più influente il frumento francese.

di Sergio Pitzalis

4 dollari Usa e 25 cent per bushel: è questo il target finale del grano tenero americano cui gli analisti danno credito. La chiusura di venerdì a 5 dollari e 25 cent per bushel del contratto di settembre, avvenuta dopo gli ultimi dati migliori delle attese, avvicina il prezzo alla zona finale. Ora, se molti convergono sulla vicinanza al minimo finale, sulla tempistica e sulla forza del suo recupero le opinioni sono divergenti e ciò va a influire anche sulla dinamica dei prezzi dei nostri prodotti agricoli.

Mercato internazionale

Frumento

I dati di venerdì sulla domanda e offerta di cereali e soia hanno confermato ancora una volta una tendenza dei raccolti migliore delle attese. Stiamo parlando di attese a livello globale, e non di singole nazioni. Per il frumento le attese sono per un aumento di 930 mila tonnellate, portando il totale delle scorte mondiali a 189 milioni. I problemi per gli agricoltori statunitensi sono adesso di due tipi: il primo di carattere internazionale, con offerte di grano tenero dai paesi concorrenti come Ucraina, Russia, Europa. tra le più alte degli ultimi anni. Il secondo problema è interno: nonostante tutte le difficoltà con la siccità registrata ad aprile, gli Stati Uniti si presentano con un raccolto eccezionale e sopra ogni previsione.

Soia

Stessa sorte per la soia: l’Usda (il dipartimento agricoltura degli Stati Uniti) ha sorpreso gli investitori alzando la sua stima sulle scorte finali degli Stati Uniti e ancora una volta battendo le attese del mercato. Secondo la Usda la stima della produzione per il 2014/2015 rimane in linea con le precedenti previsioni, ma migliorano le esportazioni e il consumo interno di soia grazie alla possibilità di raggiungere un raccolto record. L’unico neo, per la soia Usa, arriva dalla notizia del taglio delle esportazioni verso la Cina, ma in questo momento nessuna notizia di norma rialzista sembra infastidire i venditori. Fino a quando i prezzi di cereali e soia non avranno trovato una sua collocazione idonea al mercato attuale, molte delle notizie di norma rialziste non saranno considerate sufficienti.

Mais

Stessa musica anche per il mais: la stima sulle scorte finali per gli Stati Uniti alla fine del 2014/2015 potrà essere superiore alle attese, in questo caso soprattutto grazie al ridotto consumo di granoturco per uso interno. Per il mais le stime di produzione ed esportazioni rimangono invece confermate alle precedenti previsioni, anche se molti si attendevano una crescita, viste le ottime condizioni climatiche degli ultimi mesi. In ogni modo, a livello mondiale per il mais non ci sono problemi di scorte, viste in aumento grazie alla stima per un ottimo raccolto in Cina e in Brasile.

L’organizzazione internazionale della Fao, la Ocse, ha stimato il raccolto di grano mondiale nel 2014/2015 superiore ai dati della Usda, a 710,5 milioni di tonnellate, parlando di un dato sopra la media degli ultimi tre anni di ben 18,4 milioni.

Mercato europeo

Per il milling wheat francese, un primo target da seguire è adesso 173,50 euro/tonnellata, equivalente al minimo fatto registrare nel lontano dicembre del 2011. Da ricordare come il prezzo del grano francese sia il punto di riferimento per tutta l’Europa: molti analisti ritengono che una sua discesa sotto il supporto psicologico dei 180 euro/tonnellata sia vista come una possibile destabilizzazione per i prezzi interni di cereali e soia.

Intanto, in tutte le principali borse merci del mondo, i prezzi di cereali e soia si stanno avvicinando a supporti veramente delicati. Ora, se da un lato il calo attuale dei prezzi è perfettamente in linea con l’andamento dei mercati fisici, dall’altro lato in molti si chiedono quando e come la mano speculativa dei fondi d’investimento entrerà in azione. Sulla tempistica di un tale intervento, in effetti, si giocano tutte le previsioni dei prossimi mesi.

Intanto l’agenzia France AgriMer conferma l’inizio della mietitura del grano al 2%, mentre lo scorso anno in questo periodo non era neppure iniziata. Sempre in Francia, il raccolto di orzo invernale avanza del 44% solo in quest’ultima settimana, con un totale raccolto del 78%. Un anno fa era stato tagliato solo il 4% del raccolto. Bene anche la condizione del mais francese, con il 7% del raccolto in fase di satinatura (lo scorso anno a metà luglio era ancora fermo). Il mais francese è valutato per l’83% buono/ottimo, rimanendo invariato rispetto alla scorsa settimana e molto meglio rispetto allo scorso anno, quando era fermo al 56%. Sempre France AgriMer considera il 70% del raccolto di grano invernale in una condizione di buono/molto buono. La produzione in tutta Europa sale adesso a 147,9 milioni di tonnellate con un incremento del 3,2% rispetto allo scorso anno.

Buoni segnali anche dalla vicina Ucraina, con una produzione vista in ulteriore incremento di 1,0 milioni di tonnellate, grazie al tempo favorevole. Il raccolto in Ucraina è ora stimato al 21 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 22,3 milioni di tonnellate di un anno fa, ma rimanendo comunque in linea con le previsioni iniziali.

Infine, in Germania i dati ufficiali parlano di una stima del raccolto di grano di 25 milioni di tonnellate, in aumento dell’1,8% rispetto allo scorso anno. Buone anche le previsioni per la colza tedesca, con un aumento del 3,5% rispetto al 2013 e di orzo invernale visto in crescita del 4,2%. Le stime per la produzione di mais parlano di cifre intorno ai 5,15 milioni di tonnellate.

Interessante appare sempre più l’andamento dei raccolti dei cereali in Romania, dove il grano maturato in modo precoce presenta un livello di proteine simili ai livelli dello scorso anno e rimanendo concorrenziale a livello internazionale.

Continua il rilevamento dei prezzi all’origine. Sui due report settimanali (clicca qui per scaricarli) abbiamo analizzato il prezzo medio dei nostri principali prodotti: grano tenero e duro, il suo future Agrex, il granoturco Ibrido Nazionale e i semi oleosi nazionali. In particolare ci stiamo concentrando sugli effetti delle variazioni dei prezzi internazionali dei semi oleosi e dei suoi derivati come l’olio e la farina di soia sui nostri prodotti interni. In questo modo possiamo trovare una diretta correlazione e previsione con il trend internazionale.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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