Notizie su Stefano Patuanelli - Agrinotizie

AgrinotizieMaggio 11, 2022
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«Questa crisi delle materie prime e di alcune speculazioni alle quali stiamo assistendo pesa sull’agricoltura più del covid». Lo ha sottolineato dal ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli in apertura dell’audizione informale sul Piano strategico nazionale (Psn) alla luce delle osservazioni tecniche della Commissione europea. «Osservazioni che nonostante siano arrivate a fine marzo – ha lamentato Patuanelli – non tengono assolutamente conto, in una paginetta di rilievi ad ampio spettro e spesso ripetitive, della contingenza, dal rialzo dei costi energetici e delle materie prime al conflitto in corso in Ucraina».

«Ciò non significa che il Psn non possa essere toccato – ha precisato il ministro – ma va sottolineato che è espressione di un difficilissimo equilibrio raggiunto tra esigenze contrapposte al tavolo di partenariato».

«Missione del comparto è produrre cibo e avere un’agricoltura a minore impatto ambientale», ha concluso Patuanelli. «Tutti gli strumenti messi in campo dal Psn contribuiscono alla transizione ecologica, che riteniamo un’opportunità e una leva di competitività. Nostra idea è arrivare a una proposta definitiva il 31 luglio, per poi avere tutti i tempi di confronto per un testo che va approvato entro il 31 dicembre».

AgrinotizieAprile 10, 2022
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«Un impatto sulle emissioni di gas serra l’agricoltura ce l’ha, ma possiamo cambiare paradigma e far sì che il suo ruolo diventi attivo». Lo ha detto il ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli rivolgendosi ai ministri europei durante l’ultima riunione del Consiglio Ue. In riferimento alla guerra in Ucraina, ha detto Patuanelli, «pensare di modificare strutturalmente l’approccio al contributo che l’agricoltura può dare in termini di riduzione dell’impatto ambientale sarebbe sbagliato; abbiamo un’emergenza ma non dobbiamo dimenticare il futuro».

I ministri si sono confrontati sul ruolo di agricoltura e foreste nell’obiettivo Ue di neutralità climatica, come proposta dal nuovo regolamento sul tema, noto con l’acronimo Lulucf. Patuanelli ha sottolineato il sostegno dell’Italia a parti essenziali della riforma, come «la necessità di armonizzare il meccanismo di contabilizzazione e certificazione» delle emissioni, «tenere in considerazione gli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi avversi in rapporto agli sforzi» di riduzione delle emissioni «che ogni Stato membro dovrà affrontare» e la proposta di integrare i settori di agricoltura e foreste, oggi separati, in un unico sistema di contabilizzazione delle emissioni, che porterebbe i due settori alla neutralità climatica già nel 2035.

AgrinotizieMaggio 17, 2021
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Ci sarà un bonus per i braccianti agricoli nel decreto Sostegni bis. La conferma arriva dal ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli: «Le misure sono definite e il testo è pronto, ci sarà un sostegno ai braccianti: non era pensabile che rimanessero fuori da un sostegno che ha dato garanzie a molti stagionali, ma che aveva lasciato fuori i braccianti agricoli che, come altri, hanno pagato la crisi che ha colpito tutte le produzioni, quindi ci sarà un bonus anche per loro».

La platea degli operai agricoli in Italia è ampia. I regolari sono complessivamente 1,059 milioni, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Inps. Di questi, 719mila sono uomini e il resto donne, quasi il 43% ha meno di 40 anni e oltre 300 mila sono stranieri. La maggior parte lavorano in Puglia, seguono nell’ordine Sicilia ed Emilia-Romagna.

Il riconoscimento del bonus ai braccianti agricoli, osserva il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, «è un ulteriore segnale di attenzione da parte del governo verso una categoria di lavoratori che ha sicuramente risentito, sul piano occupazionale e reddituale, degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria, nonostante le misure messe in campo lo scorso anno dal legislatore come la cassa integrazione in deroga e l’analogo bonus previsto dal d.l. 18/2020, che ha riguardato circa 660 mila lavoratori stagionali. Non bisogna dimenticare però gli operai agricoli a tempo indeterminato, circa 100 mila, che pure hanno risentito degli effetti negativi della crisi legata al Covid-19, anche sul piano reddituale, soprattutto se operanti in comparti fortemente limitati dalla normativa anticovid, come per esempio quelli dell’agriturismo e del florovivaismo, e che meritano anch’essi analoghe attenzioni».


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