Notizie su PSR - Agrinotizie

AgrinotizieAgosto 29, 2022
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L’Unione europea ha annunciato i contenuti dei Piani di sviluppo rurale per il periodo 2023-2027, che per l’Italia prevedono uno stanziamento di 6 miliardi di euro. I nuovi Psr sono stati oggetto di una notevole semplificazione: al posto delle precedenti 21 misure, sono infatti previste solo 8 tipologie di interventi, in modo da rendere i piani meno dispersivi (anche perché alcune misure andavano spesso deserte). Inoltre, l’Ue ha dato più libertà agli Stati membri di decidere con quali misure raggiungere gli obiettivi prefissati, cercando di interpretare le necessità degli agricoltori che sono molto differenti tra uno Stato e l’altro.

Qui di seguito illustriamo gli interventi previsti dai nuovi Psr 2023-2027.

  1. Impegni ambientali e climatici. Assorbono ben il 35% di tutto il monte aiuti e il piano italiano prevede ben 31 sottomisure, tra cui lavorazioni ridotte dei terreni, apporto di sostanza organica, cover crops, uso sostenibile dell’acqua, riduzione impiego fitofarmaci, uso sostenibile dei nutrienti, agricoltura di precisione, benessere animale.
  2. Vincoli naturali. Tutela dell’attività agricola nelle aree fragili e svantaggiate.
  3. Svantaggi territoriali specifici. Sostegno agli agricoltori che operano nelle aree vincolate (come quelle di Natura 2000) e di protezione naturale.
  4. Investimenti. Sono previsti 15 interventi per investimenti materiali e immateriali, per le infrastrutture e per innovare l’azienda agricola.
  5. Insediamento giovani agricoltori. Sostegno fino a 100 mila euro sotto forma di importi forfettari, che può essere combinato con strumenti finanziari.
  6. Strumenti per la gestione del rischio. Sostegni specifici e mirati a fronte dei rischi di produzione e di mercato, anche per mitigare la volatilità dei prezzi o l’instabilità dei redditi agricoli.
  7. Cooperazione. Sostegni ai gruppi operativi Pei Agri, alle organizzazioni di produttori e ai regimi di qualità; sostegni alle azioni pilota per il collaudo dell’innovazione, promozione dei prodotti di qualità.
  8. Sistemi di conoscenza e innovazione. Risorse per una qualificata consulenza all’azienda agricola, potenziando gli strumenti di conoscenza e di formazione. Sono comprese anche azioni dimostrative.

Ora resta solo da attendere che le Regioni orientino i finanziamenti e li attuino per iniziare a stanziare i soldi agli agricoltori.

AgrinotizieGiugno 4, 2019
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L’Italia rischia di perdere per sempre 1,5 miliardi di euro destinati all’agricoltura, se non li spenderà entro il prossimo dicembre. A lanciare l’allarme è l’ultimo rapporto della Rete Rurale Nazionale, che ancora una volta denuncia le lentezze della nostra macchina burocratica in merito ai fondi PSR.

Dall’inizio della programmazione di spesa dei Piani di sviluppo rurale regionali 2014-2020, le Regioni italiane hanno speso tra fondi comunitari e cofinanziamento nazionale solo il 30% dei fondi disponibili. A fare meglio sono Trentino Alto Adige, Veneto, Sardegna, Calabria e Molise, mentre le peggiori (cioè quelle che hanno speso meno di un quarto dei fondi disponibili) sono Sicilia, Campania, Lazio, Basilicata, Liguria, Abruzzo, Puglia e Marche. Le altre restano nella media del 30% – che è comunque troppo poco, poiché c’è ancora una montagna di euro da spendere che potrebbe fare comodo a tanti agricoltori.

Il report di Rete Rurale evidenzia anche le misure PSR più gettonate e quelle che invece non hanno avuto domande di finanziamento. Tra queste ultime ci sono proprio quelle che avevano il compito di dare un nuovo impulso al nostro sistema agricolo, ovvero le misure destinate all’aggregazione, alla formazione e all’innovazione.


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