Notizie su Pac - Agrinotizie

AgrinotizieOttobre 3, 2022
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La nuova Pac parte dal 1° gennaio 2023, ma il primo anno sarà di transizione e le regole vere e proprie entreranno in vigore solo a partire dal 2024. Tra queste c’è il divieto di monosuccessione: dal 1° gennaio 2024 non sarà più possibile, sulla stessa parcella, applicare la monosuccessione, come per esempio mais su mais o grano duro su grano duro, perché appartengono allo stesso genere. Lo stesso vale per la veccia, il favino e la fava, che sono tutti e tre del genere Vicia. Sarà invece possibile, per esempio, la rotazione grano-orzo, perché appartengono a generi diversi e quindi consentono di obbedire al cambio di coltura.

Il divieto di monosuccessione prevede però delle esenzioni per le seguenti categorie:

  • le aziende agricole i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio o da prati permanenti;
  • le aziende agricole che coltivano colture sommerse come il riso;
  • le aziende agricole con una superficie a seminativi fino a 10 ettari;
  • le aziende agricole certificate biologiche;
  • le aziende agricole ricadenti in aree montane.

La verifica dell’avvenuto rispetto dell’obbligo di rotazione verrà effettuata nel 2025 sulla campagna 2024.

AgrinotizieGennaio 25, 2022
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L’Italia dimezzerà il plafond di spesa destinato al pagamento di base Pac, passando dall’attuale 85,08% al 48%. È la novità principale che emerge dal Piano strategico per la Pac 2023-2027 inviato ufficialmente dall’Italia a Bruxelles, che determina le nuove regole per i sostegni all’agricoltura. La scelta del nostro governo sarà devastante sul valore dei titoli ricalcolati nel 2023 in base ai pagamenti diretti 2022: ogni agricoltore perderà infatti di colpo il 50%. I titoli rimarranno comunque differenziati, anche se tagliati, sulla base del loro valore storico e ci sarà una convergenza che anno dopo anno (5%, 6%, 7%, 8%) sino al 2026 consentirà ai titoli di valore più basso di avvicinarsi all’85% del valore medio nazionale 2026. Inoltre nessun titolo potrà valere più di 2000 euro, già a partire dal 2023.

Le risorse decurtate dai pagamenti di base sono state spostate al secondo pilastro della Pac, dividendole tra 90 milioni di euro annui per sostenere l’agricoltura biologica, 36 milioni di euro annui per i giovani agricoltori e 6 milioni di euro annui per gli interventi nel settore pataticolo.

Un’altra novità riguarda la trattenuta del 3% dei pagamenti diretti da trasferire al fondo mutualistico nazionale per la gestione del rischio di avversità come siccità, gelo, inondazioni. Inoltre è stato previsto un sostegno destinato ai piccoli agricoltori con il metodo “primi ettari”: sono cioè ammissibili i primi 14 ettari delle aziende fino alla soglia di 50 ettari, con un premio di 81,7 euro/ettaro.

Per quanto gli cinque eco-schemi, infine, le risorse principali sono andate al capitolo “Benessere animale e riduzione antibiotici”, che da solo assorbe il 41% di tutte le risorse, cioè 891 milioni di euro. Riportiamo qui di seguito la ripartizione dei premi dei cinque eco-schemi scelti dall’Italia.

Eco-schema 1 – Benessere animale e riduzione antibiotici

  • Livello 1: Soglie all’uso degli antibiotici. Premi:
    • bovini da latte: 66 euro/UBA;
    • bovini da carne e duplice attribuzione: 54 euro/UBA;
    • bufalini: 66 euro/UBA;
    • vitelli carne bianca: 24 euro/UBA;
    • suini: 24 euro/UBA;
    • ovini e caprini: 60 euro/UBA.
  • Livello 2: Adesione sistema certificazione SQNBA. Premi:
    • bovini da latte, da carne e duplice attribuzione: 240 euro/UBA;
    • suini: 300 euro/UBA.

Eco-schema 2 – Inerbimento colture arboree, spontaneo o artificiale

Impegni:

  • Limitare l’uso degli agrofarmaci.
  • Non lavorazione del suolo nell’interfila, fatta salva la pratica del sovescio.
  • Gestione della copertura vegetale con trinciatura-sfibratura senza asportazione dal suolo.

Premio: 120 euro/ha.

Eco-schema 3 – Salvaguardia olivi di interesse paesaggistico

Impegni:

  • Potatura annuale della chioma.
  • Divieto di bruciatura in loco dei residui della potatura.

Premio: 220 euro/ha.

Eco-schema 4 – Sistemi foraggeri estensivi

Impegni:

  • Assicurare la presenza di colture leguminose e foraggere e da rinnovo senza la possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari nel sorso dell’anno.
  • Per le colture da rinnovo, interramento dei residui vegetali.

Premio: 110 euro/ha.

Eco-schema 5 – Misure per gli impollinatori

Impegni:

  • Nell’interfila dei seminativi o delle coltivazioni arboree, mantenimento di una copertura con piante di interesse mellifero con semina senza lavorazione del suolo.
  • Non asportare o sfalciare o sfibrare sino al completamento della fioritura.
  • Nessun uso di diserbanti o fitofarmaci.

Premi: 500 euro/ha per seminativi e 250 euro/ha per colture arboree.

AgrinotizieLuglio 27, 2021
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Per ricevere i pagamenti Pac, a partire dal 2023 gli agricoltori saranno obbligati a utilizzare semi certificati. È quanto emerge dal dibattito in corso in questi giorni a Bruxelles per scrivere le regole della nuova Politica agricola comune 2023-2027: l’Unione europea darebbe ormai per assodato che solo il seme certificato offre tutti i requisiti necessari per fare prodotti sani e di qualità, pertanto intenderebbe renderne l’utilizzo obbligatorio per poter ricevere i pagamenti accoppiati.

Analogamente, anche nelle nuove norme sulla condizionalità si dovrebbe inserire, tra le buone e indispensabili pratiche agricole, l’uso obbligatorio di seme certificato.

AgrinotizieGiugno 30, 2021
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Le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo complessivo sulla riforma della Politica agricola comune. Soddisfatto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski: «Mi riempie di grande soddisfazione poter affermare che ce l’abbiamo fatta. Su alcuni punti avremmo potuto desiderare un risultato diverso, ma nel complesso penso che possiamo essere contenti dell’accordo che abbiamo raggiunto».

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, «l’accordo di oggi avvia un vero e proprio cambiamento verso una Pac più verde ed equa: dedicheremo più terreni agricoli alla biodiversità, ricompenseremo gli agricoltori che fanno il possibile per il clima e la natura e più fondi affluiranno alle piccole aziende agricole. Non è perfetto, ma è comunque un grande passo nella giusta direzione». Analogamente, così il ministro italiano alle politiche agricole Stefano Patuanelli: «Sostengo decisamente il compromesso raggiunto. Pur consapevole che ognuno di noi ha i suoi motivi per essere scontento, i motivi per essere soddisfatti sono superiori, ed ecco perché sostengo decisamente il pacchetto di compromesso. Resta il rammarico di non essere riusciti a fare di più sulla semplificazione: l’esigenza di un compromesso che tenesse conto di tante posizioni diverse ha reso complicato il quadro di insieme, ma i motivi per essere soddisfatti sono superiori».

Le novità della Pac 2023-2027

Tra le principali novità della Pac 2023-2027 ci sono gli eco-schemi, una nuova forma di pagamento ad ettaro aggiuntivo a quello di base, relativo alle azioni volontarie messe in campo dall’agricoltore in funzione del clima e dell’ambiente. Il pagamento riguarderà tutta la superficie aziendale, e quindi non solo gli ettari ammissibili, coperta dall’eco-schema. Per ottenere il bonus occorrerà attuare azioni che riguardino almeno due delle seguenti aree di azione: clima, ambiente, benessere degli animali, resistenza antimicrobica.

Per quanto riguarda il mantenimento dei prati permanenti, questo sarà fissato sulla base di una percentuale di prati in relazione alla superficie agricola nazionale, regionale, gruppo di aziende o azienda singola, sulla base dell’anno 2018. Sarà consentita una riduzione della superficie al massimo del 5% rispetto all’anno di riferimento 2018. Confermato il divieto di bruciare le stoppie.

Sulla rotazione delle colture, l’accordo prevede che la diversificazione venga abolita. Dunque gli Stati dovrebbero giustificare la rotazione ogni anno, due o tre anni a seconda delle colture, tenendo conto dei diversi sistemi agricoli e delle condizioni agro-climatiche. Sono previste esenzioni per gli agricoltori biologici, le aziende con più del 75% dei seminativi con colture da foraggio e quelle di piccole dimensioni.

In merito alle superfici a EFA, due saranno le opzioni: il 4% della superficie a seminativo dell’azienda agricola oppure il 3% per gli agricoltori che aderiscono agli eco-schemi. Infine, ci saranno nuovi ingressi tra i pagamenti accoppiati: l’elenco, ancora in via di definizione, esclude le colture non alimentari e include peperone, patata, miscugli di leguminose/erbacee e le olive da tavola.

 

 

AgrinotizieMarzo 5, 2021
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Agea ha pubblicato le istruzioni operative n. 11 del 18 febbraio 2021, che contengono le disposizioni per presentare la domanda Pac 2021 (la cui scadenza, lo ricordiamo, è fissata per il 17 maggio 2021). La circolare ha confermato gli aiuti accoppiati per le produzioni vegetali e per quelle zootecniche.

Aiuti accoppiati Pac 2021: produzioni vegetali

  • Soia (nord Italia): 70 euro/ha
  • Proteaginose (centro Italia): 50 euro/ha
  • Frumento duro (centro e sud Italia): 100 euro/ha
  • Leguminose da granella ed erbai annuali di sole leguminose (sud Italia): 25 euro/ha
  • Riso: 150 euro/ha
  • Barbabietola da zucchero: 800 euro/ha
  • Pomodoro da industria: 175 euro/ha
  • Olivo (Liguria, Puglia, Calabria): 90 euro/ha
  • Olivo su pendenze superiore al 75% (Puglia e Calabria): 105 euro/ha
  • Olivo che aderisce al sistema qualità: 110 euro/ha

Aiuti accoppiati Pac 2021: produzioni animali

Latte:

  • Vacche di allevamenti di qualità: 70 euro/capo
  • Vacche di allevamenti di qualità in montagna: 160 euro/capo
  • Bufale da latte: 40 euro/capo

Bovini da carne:

  • Vacche duplice attitudine iscritte: 120 euro/capo
  • Vacche duplice attitudine iscritte e inserite in piani selettivi o di gestione razze: 145 euro/capo
  • Vacche nutrici non iscritte: 65 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi allevati per 6 mesi: 40 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi allevati per 12 mesi: 60 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi con sistemi etichetta: 60 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi certificati Reg.1151: 60 euro/capo

Ovini:

  • Agnelli da rimonta: 25 euro/capo
  • Capi ovini e caprini macellati: 6 euro/capo

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