Notizie su Pac - Agrinotizie

AgrinotizieLuglio 27, 2021
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Per ricevere i pagamenti Pac, a partire dal 2023 gli agricoltori saranno obbligati a utilizzare semi certificati. È quanto emerge dal dibattito in corso in questi giorni a Bruxelles per scrivere le regole della nuova Politica agricola comune 2023-2027: l’Unione europea darebbe ormai per assodato che solo il seme certificato offre tutti i requisiti necessari per fare prodotti sani e di qualità, pertanto intenderebbe renderne l’utilizzo obbligatorio per poter ricevere i pagamenti accoppiati.

Analogamente, anche nelle nuove norme sulla condizionalità si dovrebbe inserire, tra le buone e indispensabili pratiche agricole, l’uso obbligatorio di seme certificato.

AgrinotizieGiugno 30, 2021
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Le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo complessivo sulla riforma della Politica agricola comune. Soddisfatto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski: «Mi riempie di grande soddisfazione poter affermare che ce l’abbiamo fatta. Su alcuni punti avremmo potuto desiderare un risultato diverso, ma nel complesso penso che possiamo essere contenti dell’accordo che abbiamo raggiunto».

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, «l’accordo di oggi avvia un vero e proprio cambiamento verso una Pac più verde ed equa: dedicheremo più terreni agricoli alla biodiversità, ricompenseremo gli agricoltori che fanno il possibile per il clima e la natura e più fondi affluiranno alle piccole aziende agricole. Non è perfetto, ma è comunque un grande passo nella giusta direzione». Analogamente, così il ministro italiano alle politiche agricole Stefano Patuanelli: «Sostengo decisamente il compromesso raggiunto. Pur consapevole che ognuno di noi ha i suoi motivi per essere scontento, i motivi per essere soddisfatti sono superiori, ed ecco perché sostengo decisamente il pacchetto di compromesso. Resta il rammarico di non essere riusciti a fare di più sulla semplificazione: l’esigenza di un compromesso che tenesse conto di tante posizioni diverse ha reso complicato il quadro di insieme, ma i motivi per essere soddisfatti sono superiori».

Le novità della Pac 2023-2027

Tra le principali novità della Pac 2023-2027 ci sono gli eco-schemi, una nuova forma di pagamento ad ettaro aggiuntivo a quello di base, relativo alle azioni volontarie messe in campo dall’agricoltore in funzione del clima e dell’ambiente. Il pagamento riguarderà tutta la superficie aziendale, e quindi non solo gli ettari ammissibili, coperta dall’eco-schema. Per ottenere il bonus occorrerà attuare azioni che riguardino almeno due delle seguenti aree di azione: clima, ambiente, benessere degli animali, resistenza antimicrobica.

Per quanto riguarda il mantenimento dei prati permanenti, questo sarà fissato sulla base di una percentuale di prati in relazione alla superficie agricola nazionale, regionale, gruppo di aziende o azienda singola, sulla base dell’anno 2018. Sarà consentita una riduzione della superficie al massimo del 5% rispetto all’anno di riferimento 2018. Confermato il divieto di bruciare le stoppie.

Sulla rotazione delle colture, l’accordo prevede che la diversificazione venga abolita. Dunque gli Stati dovrebbero giustificare la rotazione ogni anno, due o tre anni a seconda delle colture, tenendo conto dei diversi sistemi agricoli e delle condizioni agro-climatiche. Sono previste esenzioni per gli agricoltori biologici, le aziende con più del 75% dei seminativi con colture da foraggio e quelle di piccole dimensioni.

In merito alle superfici a EFA, due saranno le opzioni: il 4% della superficie a seminativo dell’azienda agricola oppure il 3% per gli agricoltori che aderiscono agli eco-schemi. Infine, ci saranno nuovi ingressi tra i pagamenti accoppiati: l’elenco, ancora in via di definizione, esclude le colture non alimentari e include peperone, patata, miscugli di leguminose/erbacee e le olive da tavola.

 

 

AgrinotizieMarzo 5, 2021
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Agea ha pubblicato le istruzioni operative n. 11 del 18 febbraio 2021, che contengono le disposizioni per presentare la domanda Pac 2021 (la cui scadenza, lo ricordiamo, è fissata per il 17 maggio 2021). La circolare ha confermato gli aiuti accoppiati per le produzioni vegetali e per quelle zootecniche.

Aiuti accoppiati Pac 2021: produzioni vegetali

  • Soia (nord Italia): 70 euro/ha
  • Proteaginose (centro Italia): 50 euro/ha
  • Frumento duro (centro e sud Italia): 100 euro/ha
  • Leguminose da granella ed erbai annuali di sole leguminose (sud Italia): 25 euro/ha
  • Riso: 150 euro/ha
  • Barbabietola da zucchero: 800 euro/ha
  • Pomodoro da industria: 175 euro/ha
  • Olivo (Liguria, Puglia, Calabria): 90 euro/ha
  • Olivo su pendenze superiore al 75% (Puglia e Calabria): 105 euro/ha
  • Olivo che aderisce al sistema qualità: 110 euro/ha

Aiuti accoppiati Pac 2021: produzioni animali

Latte:

  • Vacche di allevamenti di qualità: 70 euro/capo
  • Vacche di allevamenti di qualità in montagna: 160 euro/capo
  • Bufale da latte: 40 euro/capo

Bovini da carne:

  • Vacche duplice attitudine iscritte: 120 euro/capo
  • Vacche duplice attitudine iscritte e inserite in piani selettivi o di gestione razze: 145 euro/capo
  • Vacche nutrici non iscritte: 65 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi allevati per 6 mesi: 40 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi allevati per 12 mesi: 60 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi con sistemi etichetta: 60 euro/capo
  • Capi macellati 12-24 mesi certificati Reg.1151: 60 euro/capo

Ovini:

  • Agnelli da rimonta: 25 euro/capo
  • Capi ovini e caprini macellati: 6 euro/capo
AgrinotizieGennaio 31, 2020
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La nuova Pac entrerà in vigore nel 2022 e terminerà nel 2027. I prossimi due anni sono dunque di transizione per il settore agricolo, che però deve prepararsi sin da subito per capire come varierà il valore dei titoli Pac 2022-2027. Al momento, le possibilità in campo sono due:

  1. Mantenimento dei titoli con un tetto di 1000 euro e convergenza.
  2. Abolizione dei titoli con pagamento uniforme per tutti di 320 euro.

L’Italia, come tutti gli altri paesi europei, dovrà decidere tra queste due strade, da cui dipendono situazioni molto diverse per gli agricoltori. Per fare un esempio, riprendiamo l’efficace simulazione condotta da Stefano Ciliberti sull’Informatore Agrario:

  • Azienda A con titoli alti pari a 900 euro/ha (es. olivicoltura del sud, zootecnica da carne al nord, tabacco al centro).
  • Azienda B con titoli medi pari a 300 euro/ha (es. cerealicoltori).
  • Azienda C con titoli bassi pari a 140 euro/ha (es. frutticoltura e viticoltura).

Azienda A (titoli alti)

L’Azienda A ha incassato 1380 euro/ha di aiuti nel 2019 tra pagamento di base e greening. A partire dal 2020, nel caso del mantenimento dei titoli, comincia a subire una decurtazione progressiva sino ad arrivare nel 2027 al tetto dei 1000 euro previsti. Ma nel caso l’Italia applicasse lo scenario 2), cioè il pagamento uniforme per tutti, questa azienda a partire dal 2022 subirebbe una riduzione del 75% del valore degli aiuti, ricevendo infatti sino al 2027 solo 320 euro/ha.

Azienda B (titoli medi)

L’Azienda B nel 2019 ha incassato 460 euro/ha tra pagamento di base e greening. Anche in questo caso, a partire dal 2020 l’azienda subirà un progressivo calo del valore dei titoli, sino ad arrivare nel 2027 a 320 euro/ha. Ma nel caso in cui l’Italia dovesse scegliere il pagamento unico già a partire dal 2022, si troverebbe a passare subito da 460 euro/ha a 320 euro/ha sino al 2027.

Azienda C (titoli bassi)

Si tratta dell’unico caso in cui per entrambi gli scenari l’azienda guadagna qualcosa. Infatti, nel caso del mantenimento dei titoli, dal 2022 al 2027 vedrebbe aumentare progressivamente il valore dei titoli sino a 320 euro/ha, mentre nel secondo caso già a partire dal 2022 vedrebbe raddoppiare il valore dei titoli a 320 euro/ha che ci manterrebbero sino al 2027. Inoltre con la nuova Pac gli aiuti per i giovani agricoltori e gli aiuti accoppiati diventano opzionali, cioè a discrezione dello Stato membro, sarà abolito il greening ma verrà sostituito da un “regime per clima e ambiente” obbligatorio.

Prepararsi subito ai nuovi titoli Pac 2022-2027

Alla luce di questi tre diversi scenari, appare chiaro che le aziende agricole devono prepararsi a un consistente taglio degli aiuti Pac. Uniche eccezioni saranno coloro che seguiranno le tecniche agricole eco-sostenibili e quelle di precisione, che si confermano dunque le strade da seguire per sopravvivere al futuro.

AgrinotizieMaggio 27, 2019
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Il ministero delle politiche agricole, con il decreto n. 5321 firmato nei giorni scorsi dal ministro Centinaio, ha prorogato la scadenza per la presentazione della domanda unica Pac 2019 e delle domande dei pagamenti a superficie dei PSR.

La scadenza originaria era prevista per lo scorso 15 maggio. Ora invece c’è tempo fino al 17 giugno 2019 (senza alcuna penalità) oppure fino al 12 luglio 2019 (ma con le decurtazioni previste dal regolamento comunitario). Le domande Pac trasmesse dopo la data del 12 luglio 2019 sono invece irricevibili.

La proroga sopraindicata riguarda solo la presentazione della domanda unica Pac, perché la detenzione delle superfici ammissibili per l’aiuto da parte dell’agricoltore rimane fissata alla data del 15 maggio 2019.

Le comunicazioni ai sensi dell’art. 8 del Reg. (UE) n. 809/2014 sulla cessione di aziende devono essere presentate entro e non oltre il 10 giugno 2020.

Infine, gli atti di trasferimenti dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino alla data ultima di presentazione della domanda unica 2019, anche tardiva a norma dell’art. 13 del Reg. (UE) n. 640/2014, tenendo presente che, in ogni caso, la presentazione della domanda di trasferimento deve essere effettuata entro il termine improrogabile del 12 luglio 2019. Quindi gli atti di trasferimento dei titoli possono essere sottoscritti e registrati fino al 12 luglio 2019.


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