Agrinotizie, Autore presso Agrinotizie - Pagina 2 di 313

AgrinotizieMarzo 28, 2022
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L’Unione europea ha dato il via libera sino a dicembre 2022 per la messa a coltura, con l’uso di agrofarmaci e fertilizzanti, sia delle aree Efa (ovvero quelle riservate al greening) sia delle superfici a riposo. La drastica decisione è stata presa come misura straordinaria per far fronte alla carenza di cereali e oleaginose dovuto al conflitto tra Russia e Ucraina, che ha generato una grave crisi delle materie prime.

Come si legge nel decreto di esecuzione emanato lo scorso 23 marzo, «per l’anno di domanda 2022, gli Stati membri possono decidere che i terreni lasciati a riposo siano considerati una coltura distinta anche se tali terreni sono stati utilizzati per il pascolo o la raccolta a fini di produzione o sono stati coltivati». Inoltre, «per l’anno di domanda 2022 gli Stati membri possono decidere che i terreni lasciati a riposo siano considerati aree di interesse ecologico […] anche se tali terreni sono stati utilizzati per il pascolo o la raccolta a fini di produzione o sono stati coltivati».

AgrinotizieMarzo 21, 2022
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Il consiglio dei ministri ha approvato alcune misure straordinarie per sostenere l’agricoltura italiana in risposta alla carenza di materie prime legata al conflitto Russia-Ucraina.

La prima misura riguarda l’acquisto di carburante, che nelle ultime settimane ha subito un’impennata dei prezzi. Per questo, alle imprese agricole e della pesca verrà riconosciuto un credito di imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante agricolo utilizzato nel primo trimestre 2022.

Un altro provvedimento riguarda invece la rinegoziazione dei mutui agrari e garanzia Ismea. In sostanza, le esposizioni in essere concesse dalla banche potranno essere rinegoziate e ristrutturate per un periodo di rimborso di 25 anni. Queste operazioni potranno essere assistite dalla garanzia gratuita fornita da Ismea.

Da parte dell’Unione europea, invece, per la prima volta nella storia si è deciso di utilizzare le riserve “di crisi” della Pac mettendo a disposizione degli Stati membri 500 milioni di euro da destinare alle aziende agricole per far fronte all’aumento dei costi dell’energia e dei mezzi tecnici, a partire dai fertilizzanti. All’Italia spetteranno 50 milioni di euro, che il governo deciderà come ripartire nei prossimi giorni.

AgrinotizieMarzo 7, 2022
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La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana, con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Lo afferma la Coldiretti in riferimento all’allarme lanciato dagli scienziati del clima (IPCC) dell’Onu che indicano quattro categorie di rischi chiave dalle ondate di calore ai pericoli per la produzione agricola, dalla scarsità di risorse idriche alla maggiore frequenza e intensità di inondazioni. Un allarme confermato da un inverno pazzo, sottolinea la Coldiretti, con una temperatura superiore di 0,55 gradi rispetto alla media lungo la penisola ma con picchi più alti di tre gradi nel nord-ovest e precipitazioni scarse che hanno prosciugato fiumi e laghi.

Al nord il fiume Po in secca è sceso a -3,07 metri, un livello più basso che a Ferragosto e che è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al nord. Anomalie, secondo il monitoraggio della Coldiretti, si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 10% di quello di Como al 29% del Maggiore. Nella pianura padana le coltivazioni seminate in autunno come orzo, frumento e loietto iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali, perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con gli irrigazioni di soccorso dove sarà possibile. Dall’altra parte, aggiunge la Coldiretti, nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche.

All’allarme siccità si aggiunge poi quello del gelo arrivato nei giorni scorsi, con il forte e repentino abbassamento della colonnina di mercurio accompagnato da gelate mattutine e neve al centro sud, dopo il caldo anomalo, che mette a rischio verdure e ortaggi coltivati all’aperto ma anche i prossimi raccolti di frutta. L’arrivo del grande freddo, sottolinea Coldiretti, colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli, che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero, ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare, continua l’associazione, è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta energetica.

AgrinotizieFebbraio 27, 2022
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Oltre all’aumento dei prezzi del grano e del mais, la guerra in Ucraina fa esplodere il caro-concimi, con aumenti fino al 170% che peseranno ulteriormente sulla filiera agroalimentare italiana. L’incremento è dovuto a due fattori: da un lato l’impennata del prezzo del gas, essendo il metano materia prima essenziale per produrre i fertilizzanti; dall’altro la decisione di Putin di vietare l’esportazione di nitrato di ammonio, un prodotto fondamentale per la concimazione del grano, di cui rappresenta da solo circa un quarto dei costi complessivi di coltivazione.

Sui mercati oggi il nitrato d’ammonio è quasi introvabile e il suo costo è passato da 250 a 670 euro alla tonnellata. Come sottolinea una nota di Coldiretti, «il nitrato di ammonio sta peraltro venendo a mancare proprio nella fase decisiva per la crescita delle spighe, diminuendo inevitabilmente la produttività con il taglio dei raccolti: una scelta che danneggia gravemente le aziende agricole già in difficoltà a causa dei rincari di tutti i fertilizzanti legati all’impennata del costo del gas scatenata dal conflitto».

La conseguenza, affermano i dati dei Consorzi agrari d’Italia, è che l’urea è balzata a 750-800 euro a tonnellata contro i 350 euro a tonnellata dello scorso anno, il perfosfato minerale è passato da 170 agli attuali 330 euro alla tonnellata, mentre i concimi a contenuto di potassio sono schizzati da 450 a 850 euro. «Il risultato è che il 30% delle imprese agricole è costretta a ridurre i raccolti», chiosa la Coldiretti. L’Italia già oggi importa il 64% del grano per il pane e il 44% di quello necessario per la pasta: una ulteriore riduzione della produzione nazionale non farebbe che aggiungere altro stress al comparto e portare a un aumento dei prezzi.

AgrinotizieGennaio 25, 2022
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L’Italia dimezzerà il plafond di spesa destinato al pagamento di base Pac, passando dall’attuale 85,08% al 48%. È la novità principale che emerge dal Piano strategico per la Pac 2023-2027 inviato ufficialmente dall’Italia a Bruxelles, che determina le nuove regole per i sostegni all’agricoltura. La scelta del nostro governo sarà devastante sul valore dei titoli ricalcolati nel 2023 in base ai pagamenti diretti 2022: ogni agricoltore perderà infatti di colpo il 50%. I titoli rimarranno comunque differenziati, anche se tagliati, sulla base del loro valore storico e ci sarà una convergenza che anno dopo anno (5%, 6%, 7%, 8%) sino al 2026 consentirà ai titoli di valore più basso di avvicinarsi all’85% del valore medio nazionale 2026. Inoltre nessun titolo potrà valere più di 2000 euro, già a partire dal 2023.

Le risorse decurtate dai pagamenti di base sono state spostate al secondo pilastro della Pac, dividendole tra 90 milioni di euro annui per sostenere l’agricoltura biologica, 36 milioni di euro annui per i giovani agricoltori e 6 milioni di euro annui per gli interventi nel settore pataticolo.

Un’altra novità riguarda la trattenuta del 3% dei pagamenti diretti da trasferire al fondo mutualistico nazionale per la gestione del rischio di avversità come siccità, gelo, inondazioni. Inoltre è stato previsto un sostegno destinato ai piccoli agricoltori con il metodo “primi ettari”: sono cioè ammissibili i primi 14 ettari delle aziende fino alla soglia di 50 ettari, con un premio di 81,7 euro/ettaro.

Per quanto gli cinque eco-schemi, infine, le risorse principali sono andate al capitolo “Benessere animale e riduzione antibiotici”, che da solo assorbe il 41% di tutte le risorse, cioè 891 milioni di euro. Riportiamo qui di seguito la ripartizione dei premi dei cinque eco-schemi scelti dall’Italia.

Eco-schema 1 – Benessere animale e riduzione antibiotici

  • Livello 1: Soglie all’uso degli antibiotici. Premi:
    • bovini da latte: 66 euro/UBA;
    • bovini da carne e duplice attribuzione: 54 euro/UBA;
    • bufalini: 66 euro/UBA;
    • vitelli carne bianca: 24 euro/UBA;
    • suini: 24 euro/UBA;
    • ovini e caprini: 60 euro/UBA.
  • Livello 2: Adesione sistema certificazione SQNBA. Premi:
    • bovini da latte, da carne e duplice attribuzione: 240 euro/UBA;
    • suini: 300 euro/UBA.

Eco-schema 2 – Inerbimento colture arboree, spontaneo o artificiale

Impegni:

  • Limitare l’uso degli agrofarmaci.
  • Non lavorazione del suolo nell’interfila, fatta salva la pratica del sovescio.
  • Gestione della copertura vegetale con trinciatura-sfibratura senza asportazione dal suolo.

Premio: 120 euro/ha.

Eco-schema 3 – Salvaguardia olivi di interesse paesaggistico

Impegni:

  • Potatura annuale della chioma.
  • Divieto di bruciatura in loco dei residui della potatura.

Premio: 220 euro/ha.

Eco-schema 4 – Sistemi foraggeri estensivi

Impegni:

  • Assicurare la presenza di colture leguminose e foraggere e da rinnovo senza la possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari nel sorso dell’anno.
  • Per le colture da rinnovo, interramento dei residui vegetali.

Premio: 110 euro/ha.

Eco-schema 5 – Misure per gli impollinatori

Impegni:

  • Nell’interfila dei seminativi o delle coltivazioni arboree, mantenimento di una copertura con piante di interesse mellifero con semina senza lavorazione del suolo.
  • Non asportare o sfalciare o sfibrare sino al completamento della fioritura.
  • Nessun uso di diserbanti o fitofarmaci.

Premi: 500 euro/ha per seminativi e 250 euro/ha per colture arboree.


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