Biologico, il Parlamento europeo aggiorna le regole: nuove norme per importazioni, piccoli produttori e allevamenti

La commissione Agricoltura del Parlamento europeo compie un nuovo passo verso la revisione della normativa sul biologico. Con 37 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni, la commissione Agri ha approvato la propria posizione negoziale sulle nuove regole che disciplineranno il settore nei prossimi anni. L’obiettivo è aggiornare il quadro normativo europeo introducendo criteri più rigorosi per le importazioni da Paesi terzi, semplificazioni per i piccoli operatori e nuove disposizioni riguardanti la produzione zootecnica. Il testo, di cui è relatrice l’eurodeputata del Partito Democratico Camilla Laureti, apre ora la fase di confronto con il Consiglio dell’Unione europea.
Uno degli interventi principali riguarda l’utilizzo del logo biologico dell’Unione europea sui prodotti importati. Secondo la proposta approvata dalla commissione Agri, il marchio potrà essere utilizzato soltanto per i prodotti provenienti da Paesi terzi che applicano norme considerate equivalenti a quelle europee e rispettano ulteriori requisiti specifici in materia di produzione e controlli. Il logo resterà utilizzabile anche per i prodotti trasformati nell’Unione europea che impiegano ingredienti biologici importati da Paesi terzi riconosciuti come equivalenti, purché tali ingredienti non rappresentino più del 5% delle componenti agricole del prodotto finale.
La proposta introduce anche alcune misure di semplificazione per le aziende di dimensioni ridotte che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori. L’esenzione riguarderà gli operatori con un fatturato annuo fino a 25.000 euro e un volume di vendite non superiore a 10.000 chilogrammi all’anno, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le realtà più piccole senza compromettere le garanzie offerte ai consumatori.
Contestualmente all’approvazione della posizione negoziale, la commissione Agricoltura ha dato il via libera all’apertura dei negoziati con il Consiglio dell’Unione europea. L’obiettivo delle istituzioni europee è raggiungere un accordo entro la fine del 2026, così da consentire l’entrata in vigore delle nuove disposizioni prima della scadenza dell’attuale normativa, fissata al 31 dicembre 2026. La revisione punta ad aggiornare le regole del settore biologico tenendo conto dell’evoluzione del mercato, della crescita delle importazioni e della necessità di mantenere elevati standard di qualità e trasparenza lungo l’intera filiera.




