Nuove tecniche genomiche, l’Europa apre alla ricerca: via libera al nuovo regolamento

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L’Unione Europea compie un passo decisivo verso l’innovazione genetica in agricoltura. Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo quadro normativo dedicato alle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), strumenti che consentono di sviluppare varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici, alle malattie e agli stress ambientali.

Dopo quasi tre anni di negoziati, l’Aula di Strasburgo ha confermato l’accordo raggiunto con gli Stati membri, introducendo una disciplina specifica per le Ngt, finora soggette alle stesse regole previste per gli organismi geneticamente modificati (Ogm).

Il nuovo regolamento distingue le piante ottenute tramite Ngt in due categorie. Le piante di categoria 1, considerate equivalenti a quelle ottenute con metodi convenzionali, saranno esentate dalla maggior parte degli obblighi previsti per gli Ogm. Non sarà richiesta un’etichettatura specifica per i prodotti derivati, mentre l’obbligo resterà per le sementi. Le piante di categoria 2, caratterizzate da modifiche genetiche più complesse, continueranno invece a essere soggette alle norme applicate agli Ogm, comprese le procedure di autorizzazione e tracciabilità.

Le nuove disposizioni riguarderanno sia le produzioni europee sia le importazioni provenienti da Paesi terzi. Secondo i sostenitori della riforma, le nuove tecniche genomiche potranno contribuire a rendere l’agricoltura europea più sostenibile e competitiva. Le varietà sviluppate attraverso queste tecnologie potrebbero richiedere minori quantità di fertilizzanti e fitofarmaci, oltre a garantire una maggiore resilienza agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha definito l’approvazione del regolamento una “svolta storica per l’agricoltura europea”, sottolineando il ruolo dell’Italia nelle attività di ricerca e sperimentazione sulle nuove tecniche di miglioramento genetico. L’approvazione del testo non ha però messo fine alle divisioni politiche. Diversi eurodeputati dei gruppi dei Socialisti, dei Verdi e della Sinistra avevano presentato emendamenti per modificare l’accordo, esprimendo preoccupazioni soprattutto sul tema dei brevetti e della concentrazione del mercato sementiero. Tra i principali timori vi è il rischio che il controllo delle nuove varietà genetiche possa concentrarsi nelle mani di pochi grandi operatori internazionali, limitando l’accesso all’innovazione da parte delle aziende agricole più piccole.

Di segno opposto la posizione delle organizzazioni agricole favorevoli alla riforma. Coldiretti e Filiera Italia hanno accolto con favore il voto del Parlamento europeo, definendolo un passaggio fondamentale per accelerare l’adozione di strumenti innovativi capaci di aumentare la competitività del settore agroalimentare.

Le nuove regole entreranno in applicazione due anni dopo la pubblicazione del regolamento nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Per il settore agricolo si apre così una nuova fase, nella quale ricerca genetica, sostenibilità e produttività saranno chiamate a convivere all’interno di un quadro normativo più definito e aggiornato rispetto alle sfide dell’agricoltura contemporanea.

Agrinotizie


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