Ortofrutta, export e innovazione trainano il settore: il Sud protagonista tra nuove colture e sfide strutturali

Export in crescita, consumi sostenuti e innovazione tecnologica: è questa la combinazione che ha reso l’ortofrutta uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare. Un comparto che trova nel Mezzogiorno uno dei suoi principali motori produttivi e che oggi guarda anche a nuove opportunità, come la coltivazione di frutta tropicale, destinata a diventare una frontiera sempre più rilevante per le aziende agricole. In questo scenario, la Campania si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con una forte specializzazione nei prodotti trasformati, in particolare nelle conserve, che rappresentano la quota più consistente del valore delle esportazioni e collocano la regione al quinto posto a livello nazionale.
Accanto alla trasformazione industriale, il territorio campano esprime produzioni di qualità riconosciute a livello europeo, come la Melannurca Campana IGP, i Limone Costa d’Amalfi IGP e la Rucola della Piana del Sele IGP, che in pochi anni ha consolidato la propria presenza sui mercati nazionali ed esteri. Le nuove tendenze della filiera, dall’innovazione in campo alle evoluzioni dei consumi, sono state al centro dell’ultima edizione di Macfrut, confermando il ruolo strategico dell’ortofrutta nell’economia agricola italiana.
I numeri del settore evidenziano una crescita significativa: secondo le analisi di Nomisma, l’ortofrutta conta circa 150mila imprese su una superficie di 887mila ettari, con un valore alla produzione pari a 17 miliardi di euro, equivalente al 26% dell’intero agroalimentare nazionale. L’export di frutta fresca e trasformata sfiora i 13 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi sei anni del 38% per gli ortaggi e del 37,1% per la frutta, concentrata prevalentemente sui mercati dell’Unione europea.
A sostenere la produzione nazionale sono anche i consumi interni, sempre più orientati verso un’alimentazione sana e ricca di prodotti vegetali. Secondo un report di ISMEA, nel 2025 la spesa delle famiglie italiane per l’ortofrutta ha raggiunto 43 miliardi di euro, pari al 23% della spesa alimentare complessiva. Particolarmente dinamico risulta il segmento biologico, che ha registrato un incremento del 7% in quantità e del 7,9% in valore, confermando il ruolo del Sud Italia come area di riferimento per questo tipo di produzioni.
La competitività del comparto ortofrutticolo si gioca sempre più sul fronte tecnologico. Oggi circa un’impresa su cinque ha già avviato processi di digitalizzazione aziendale attraverso soluzioni di agricoltura 5.0, con l’obiettivo di ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia. I dati emergono dal primo censimento europeo del Polo innovazione Agricoltura Digitale promosso da Coldiretti Next. L’innovazione passa anche dalle nuove tecniche genomiche, capaci di accelerare i processi naturali di adattamento delle piante senza introdurre materiale genetico esterno, offrendo nuove prospettive per la resilienza delle colture.
Nonostante le performance positive, il settore deve affrontare sfide rilevanti. Tra le principali criticità emergono l’incertezza legata ai conflitti internazionali, le difficoltà nel reperimento di manodopera – con una carenza stimata in 120mila lavoratori – e lo squilibrio tra il valore economico del comparto e il livello degli aiuti ricevuti.




