Biodiversità, ecosistemi sotto pressione: il nuovo monitoraggio lancia l’allarme contro l’agricoltura intensiva

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Il nuovo monitoraggio sulla biodiversità pubblicato da Eurac Research restituisce un quadro chiaro e preoccupante sullo stato di salute degli ecosistemi altoatesini. I dati, elaborati con metodo scientifico e presentati in modo rigoroso, confermano un trend noto da anni alla comunità scientifica: la biodiversità in Alto Adige è in declino e la perdita di specie animali e vegetali continua a un ritmo sostenuto. Lo studio, coordinato da Andreas Hilpold, riprende in larga parte le conclusioni del Rapporto mondiale sulla biodiversità del 2019. A incidere maggiormente sono due fattori chiave: agricoltura intensiva e cambiamento climatico, che stanno modificando profondamente gli habitat naturali e riducendo le superfici ad alto valore ecologico. Un quadro che smentisce l’immagine dell’Alto Adige come territorio naturalmente preservato e che trova conferma in numerose ricerche precedenti.

Negli ultimi anni, Provincia e Comuni hanno comunque avviato interventi mirati per favorire impollinatori come api selvatiche e farfalle, oltre a diverse specie di uccelli, puntando anche sull’ecologia urbana. Il monitoraggio mette però in luce contraddizioni ancora irrisolte: dall’abbattimento illegale di siepi in Alta Val Venosta allo spargimento di letame in prati di montagna ricchi di biodiversità, episodi riscontrati anche all’interno di aree appartenenti alla rete Natura 2000.

Un primo segnale di consapevolezza è arrivato dal presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, Daniel Gasser, che in un’intervista alla RAI ha riconosciuto la necessità di introdurre forme di compensazione per gli effetti dell’agricoltura intensiva. Per la Federazione Ambientalisti Alto Adige, tuttavia, le misure finora annunciate non sono sufficienti.

«Servono interventi strutturali», sottolinea la presidente Elisabeth Ladinser, a partire dalla destinazione di almeno il 5% delle superfici agricole a compensazione ecologica e dalla definizione di una strategia condivisa tra istituzioni, mondo agricolo e società civile. Senza un cambio di passo deciso, avvertono gli ambientalisti, la perdita di biodiversità in Alto Adige rischia di diventare irreversibile.

Agrinotizie


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