PAC 2026, conto alla rovescia per i bonus agricoltura

Pagamenti Pac, possibile rinvio a ottobre - Immagine

Mancano pochi giorni alla scadenza per presentare la domanda e accedere ai bonus agricoltura 2026 legati alla Politica Agricola Comune. Un appuntamento cruciale per le aziende agricole italiane che vogliono ottenere i contributi europei e beneficiare del sistema di aiuti previsto dalla programmazione 2023-2027.

La PAC rappresenta il principale strumento dell’Unione europea per garantire un reddito stabile agli agricoltori e sostenere la transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Il nuovo ciclo punta infatti su obiettivi ambientali sempre più stringenti: riduzione dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici, tutela della biodiversità, risparmio idrico e minore utilizzo di antibiotici negli allevamenti.

Domande entro il 15 maggio: penalità per i ritardi

La domanda per accedere ai contributi PAC 2026 deve essere presentata entro il 15 maggio 2026. Non è prevista, al momento, alcuna proroga. È tuttavia possibile presentare l’istanza nei 25 giorni successivi, fino al 9 giugno 2026, ma con una riduzione dell’1% per ogni giorno di ritardo.

Le domande vanno inoltrate agli enti competenti, attraverso:

  • uffici regionali, dove attivi;
  • sedi territoriali di AGEA;
  • Centri di Assistenza Agricola (CAA).

Le stesse scadenze valgono anche per i trasferimenti dei titoli PAC, che possono avvenire tramite vendita, affitto o comodato, con regole differenti a seconda dei casi e possibili decurtazioni nei valori dei diritti.

Il sistema dei titoli e degli eco-schemi

Alla base del sistema di sostegno europeo c’è il pagamento dei titoli PAC, introdotti per la prima volta nel 2005 e collegati alla superficie agricola coltivata nel triennio 2001-2003. Si tratta di diritti legati agli ettari, differenziati in “titoli alti” e “titoli bassi”, che costituiscono la base dei pagamenti diretti del primo pilastro della PAC.

A questi si aggiungono gli eco-schemi, strumenti che premiano le pratiche agricole più sostenibili e consentono alle aziende di sommare diversi livelli di aiuto in base alle coltivazioni e alle tecniche adottate.

Gli aiuti principali

Il sistema dei bonus agricoli 2026 prevede una serie di contributi specifici legati alle diverse produzioni. Tra i più rilevanti:

  • fino a 500 euro/ettaro per colture mellifere a tutela della biodiversità;
  • fino a 900 euro/ettaro per superfici non produttive e terreni a riposo;
  • circa 794 euro/ettaro per gli uliveti;
  • fino a 500 euro/ettaro per la coltivazione del girasole;
  • oltre 1.000 euro/ettaro per la barbabietola da zucchero;
  • 300 euro per capo negli allevamenti suinicoli;
  • 113 euro per capo per ovini e caprini.

Si tratta solo di alcune delle misure previste, che possono essere cumulate in base alla tipologia aziendale e alle pratiche adottate.

Agrinotizie


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