Sicurezza alimentare e mangimi, l’Ue punta alla semplificazione normativa: in arrivo modifiche a dieci regolamenti

mangimi

La Commissione Europea ha avviato un processo di revisione normativa che coinvolge dieci regolamenti chiave in materia di sicurezza degli alimenti e dei mangimi, con l’obiettivo di aggiornare il quadro legislativo e ridurre i costi burocratici per imprese e autorità pubbliche. La proposta rientra in un più ampio pacchetto di semplificazione destinato a rendere più efficiente l’applicazione delle norme senza ridurre i livelli di tutela per la salute pubblica e animale.

In Italia il dossier è all’esame della Commissione Agricoltura del Senato, dove il relatore Giorgio Bergesio ha proposto un ciclo di audizioni con i principali rappresentanti del settore agricolo e mangimistico, tra cui Coldiretti, Confagricoltura, CIA – Agricoltori Italiani, Copagri e Assalzoo, oltre ai rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura. Il pacchetto di modifiche mira principalmente a semplificare e chiarire la normativa esistente, eliminando oneri amministrativi ritenuti superflui e rendendo più snelle alcune procedure autorizzative. L’intervento riguarda ambiti molto diversi tra loro, ma tutti strategici per la filiera agroalimentare: dalla sicurezza sanitaria alla gestione dei fitosanitari, fino ai controlli ufficiali alle frontiere.

Tra le novità più rilevanti figura l’aggiornamento delle misure di controllo per le encefalopatie spongiformi trasmissibili, con l’obiettivo di rendere più rapida l’adozione di interventi in base alle evidenze scientifiche. Sul fronte degli organismi geneticamente modificati, viene chiarito lo status giuridico degli alimenti e dei mangimi prodotti con microrganismi geneticamente modificati quando non vi sia presenza del materiale geneticamente modificato nel prodotto finale.

Particolare attenzione è riservata al settore dei mangimi e dei prodotti fitosanitari. Le modifiche previste per gli additivi destinati all’alimentazione animale puntano a semplificare il rinnovo e la modifica delle autorizzazioni, oltre a rendere più chiari i requisiti di etichettatura, favorendo l’introduzione di nuovi prodotti innovativi sul mercato europeo.

Per quanto riguarda i fitosanitari, la proposta rafforza il meccanismo di riconoscimento reciproco tra Stati membri per i prodotti contenenti sostanze a basso rischio o per il controllo biologico, introducendo il principio del tacito consenso se non viene presa una decisione entro 120 giorni. Inoltre, la durata delle autorizzazioni per alcune sostanze attive potrà diventare illimitata, salvo casi specifici legati a rischi per la salute o per l’ambiente.

Sul tema dei residui di antiparassitari, la Commissione propone un approccio più rigoroso per le sostanze considerate particolarmente pericolose, con la possibilità di fissare livelli massimi al limite di quantificazione, ossia allo zero tecnico, sulla base di valutazioni di impatto. Le modifiche riguardano anche l’organizzazione dei controlli ufficiali e la gestione delle partite di prodotti vegetali alle frontiere, consentendo di frazionare le spedizioni prima del completamento dei controlli sull’intera partita, così da ridurre i tempi di sdoganamento e i costi logistici.

Infine, sul versante del benessere animale, viene proposta la soppressione dell’obbligo di presentare relazioni annuali specifiche sulle operazioni di spopolamento, ritenute di scarso valore rispetto agli oneri amministrativi che comportano.

Agrinotizie


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