I prezzi alimentari calano per il quinto mese consecutivo

Prosegue la fase di raffreddamento dei mercati agricoli internazionali. A gennaio i prezzi mondiali delle materie prime alimentari diminuiscono per il quinto mese consecutivo, segnando un calo dello 0,4% rispetto a dicembre e dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare la flessione sono soprattutto le quotazioni più basse di prodotti lattiero-caseari, zucchero e carne. A renderlo noto è la FAO, che monitora mensilmente l’andamento dei listini internazionali delle principali commodity agroalimentari.
In controtendenza rispetto all’indice generale, l’indice dei cereali registra un lieve incremento dello 0,2% su base mensile. Il dato è il risultato di dinamiche differenziate: da un lato si osservano cali marginali dei prezzi mondiali di grano e mais; dall’altro, crescono dell’1,8% i listini di tutte le tipologie di riso rispetto a dicembre, sostenuti da una domanda più vivace, in particolare per le varietà aromatiche. L’andamento suggerisce un mercato complessivamente stabile, ma con tensioni legate a specifici segmenti merceologici e alle preferenze dei Paesi importatori.
A gennaio aumentano del 2,1% i prezzi degli oli vegetali, mentre si registra un calo dello 0,4% per la carne, dovuto in particolare alla flessione delle quotazioni della carne suina. Più marcata la diminuzione per i prodotti lattiero-caseari, che segnano un -5%, a causa del ribasso dei prezzi di formaggio e burro. In calo anche lo zucchero (-1%), contribuendo ulteriormente alla contrazione complessiva dell’indice alimentare. Il quadro complessivo evidenzia dunque un riequilibrio dei mercati, con un raffreddamento dei prezzi in alcuni comparti chiave che negli ultimi anni avevano mostrato forti volatilità.
Sul fronte delle prospettive produttive, i segnali sono positivi. Il rapporto tra scorte e consumo di cereali a livello globale è destinato a raggiungere il livello più alto dal 2001, attestandosi al 31,8%. Un indicatore che misura il grado di copertura dei consumi mondiali e che, se in crescita, suggerisce una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. Le ultime previsioni per la produzione 2025 indicano un volume complessivo di 3.023 milioni di tonnellate, con raccolti record attesi per grano, cereali secondari e riso. Parallelamente, il consumo mondiale è stimato in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente, mentre le scorte globali crescerebbero del 7,8%.
Previsioni favorevoli anche per il commercio internazionale di cereali. Nella campagna 2025/26 gli scambi mondiali sono attesi in crescita del 3,6% rispetto ai dodici mesi precedenti, sostenuti da una domanda stabile e da un’offerta abbondante. Nel complesso, il quadro delineato dalla FAO mostra mercati agricoli più equilibrati rispetto alle tensioni registrate negli anni recenti. Tuttavia, l’evoluzione dei prezzi resterà legata a variabili cruciali come l’andamento climatico, le politiche commerciali e le dinamiche geopolitiche, fattori che continuano a influenzare in modo significativo il settore agroalimentare globale.




