Pacchetto Omnibus, meno vincoli sui pesticidi in agricoltura

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È passato quasi inosservato nel fitto elenco di annunci della Commissione europea, ma il nono pacchetto “Omnibus” di semplificazione normativa rischia di lasciare un segno profondo sulle politiche europee in materia di pesticidi e tutela della salute pubblica. Le nuove misure aprono la strada a una deregolamentazione nell’uso di sostanze nocive in agricoltura. La Commissione europea ha presentato il pacchetto come un insieme di interventi volti a “razionalizzare e semplificare la legislazione dell’UE in materia di sicurezza alimentare e dei mangimi”, con un forte accento sulla riduzione dei costi. Bruxelles stima risparmi per oltre un miliardo di euro in costi di conformità, pari a 428 milioni di euro all’anno per le imprese e 661 milioni per le amministrazioni nazionali. Secondo il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, le proposte eliminano sovrapposizioni, incertezze giuridiche e procedure ritenute di scarso valore aggiunto.

Tra le misure chiave figura l’accelerazione delle procedure di accesso al mercato dei biopesticidi, che – nelle intenzioni della Commissione – dovrebbero ampliare le possibilità a disposizione degli agricoltori. “Avranno strumenti più numerosi e migliori per proteggere efficacemente colture e prodotti”, ha dichiarato il commissario alla Salute Olivér Várhelyi. I nodi più controversi emergono però sul fronte dei pesticidi convenzionali. Il pacchetto Omnibus prevede l’estensione a tempo indeterminato delle autorizzazioni per diversi prodotti fitosanitari e additivi per mangimi, oltre all’allungamento dei periodi di tolleranza per le sostanze vietate, fino a un massimo di tre anni.

Attualmente, quando l’EFSA e successivamente la Commissione europea autorizzano un nuovo pesticida, il via libera iniziale dura 10 anni, mentre il rinnovo – dopo una nuova valutazione dei rischi – arriva fino a 15 anni. Con il nuovo pacchetto, le proroghe diventano molto più ampie. Un funzionario dell’esecutivo UE ha ammesso che non è ancora possibile stimare quante sostanze beneficeranno delle estensioni, pur precisando che non tutte avranno un rinnovo illimitato. Secondo l’analisi di Pesticide Action Network Europe, nella fase iniziale la Commissione avrebbe ipotizzato autorizzazioni a tempo indeterminato per circa il 90% delle sostanze attive approvate, incluse molecole controverse come il glifosato, ritenuto cancerogeno, e l’acetamiprid, classificato come neurotossico. Ipotesi poi ridimensionata dopo le critiche della comunità scientifica e della società civile. Nella versione finale, Bruxelles prevede una rivalutazione mirata per le sostanze che presentano incertezze o lacune nei dati e per quelle classificate come “candidate alla sostituzione”.

Agrinotizie


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