Irrigazione intelligente: il pomodoro da industria guida la sfida per un’agricoltura più sostenibile

Razionalizzare l’uso degli input agricoli è una delle sfide centrali per rendere il settore orticolo sempre più sostenibile. Significa ottimizzare le risorse idriche e nutritive, ridurre gli sprechi e individuare le tecniche più efficaci di irrigazione e fertirrigazione, così da garantire il miglior sviluppo delle colture. Un obiettivo oggi reso possibile anche dalle nuove opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’Intelligenza Artificiale. Con questa visione, F.In.A.F. – la principale AOP ortofrutticola transnazionale europea – e il CER (Canale Emiliano Romagnolo) hanno avviato il progetto “Efficientamento dell’irrigazione a goccia in colture orticole”, scegliendo come caso studio un simbolo dell’agricoltura emiliano-romagnola: il pomodoro da industria. Si tratta di una coltura particolarmente esigente dal punto di vista idrico e nutrizionale, al centro di una filiera strategica per l’economia nazionale.
“La sperimentazione, partita nel 2024 all’Acqua Campus di Budrio (Bologna), proseguirà fino alla fine del 2026 – spiega Riccardo Ercoli di F.In.A.F. –. I primi dati hanno permesso di confrontare i sistemi tradizionali di irrigazione a goccia con soluzioni più innovative, come gli impianti a intermittenza e a bassa portata, integrati con strategie di fertirrigazione e sistemi di supporto decisionale (DSS) quali Irriframe e Fert-Irrinet”.
I risultati preliminari sono incoraggianti: nei campi prova è stata registrata una netta riduzione delle perdite idriche per infiltrazione profonda, accompagnata da una minore lisciviazione di nitrati verso le falde. In altre parole, l’azoto della fertilizzazione è rimasto a disposizione delle piante, senza disperdersi nel sottosuolo. Inoltre, si è osservata una distribuzione più uniforme dell’acqua e una diminuzione degli scarti in fase di raccolta.
Un dato importante è che le diverse modalità di irrigazione non hanno influito sulla quantità di prodotto ottenuta. “Le tecnologie innovative hanno garantito una gestione più efficiente di acqua e nutrienti, mantenendo una qualità del raccolto perfettamente in linea con le esigenze dell’industria – sottolinea Domenico Solimando del CER –. L’irrigazione a goccia intermittente, grazie al supporto di sistemi di monitoraggio avanzati, rappresenta una soluzione concreta per le colture orticole. Distribuendo l’acqua a intervalli regolari anziché in modo continuo, questa tecnica ottimizza l’assorbimento radicale e riduce gli sprechi. La ricerca ci consente di trasformare la sperimentazione in pratiche realmente applicabili nelle aziende agricole”.
La sperimentazione continuerà anche nella prossima campagna del pomodoro da industria. L’obiettivo resta duplice: garantire redditività alle aziende e al tempo stesso ridurre al minimo l’impatto ambientale. “I dati raccolti finora – concludono Ercoli e Solimando – dimostrano che è possibile usare l’acqua in modo più razionale senza compromettere la produttività. I prossimi passi saranno fondamentali per consolidare i risultati e favorire un’adozione su larga scala delle tecniche testate, mettendo a disposizione degli agricoltori strumenti concreti per affrontare le sfide del cambiamento climatico”.




