PIL in lieve calo nel secondo trimestre 2025, agricoltura in sofferenza

L’Istat ha pubblicato i conti economici trimestrali relativi al secondo trimestre 2025, confermando una lieve flessione congiunturale del Prodotto interno lordo e un modesto incremento tendenziale. Secondo i dati, il PIL – espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretto per gli effetti di calendario – è diminuito dello 0,1% rispetto al primo trimestre del 2025, mentre segna un +0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. La variazione acquisita per l’anno in corso si attesta allo 0,5%.
Le componenti della domanda interna mostrano un quadro misto: consumi finali nazionali stabili, investimenti fissi lordi in crescita (+1,6%), importazioni in lieve aumento (+0,4%) ed esportazioni in calo (-1,9%). Il contributo positivo è arrivato soprattutto dagli investimenti fissi lordi (+0,4 punti percentuali) e dalle scorte (+0,3 punti), mentre la domanda estera netta ha inciso negativamente per 0,7 punti percentuali. Dal lato dell’offerta, tutti i principali comparti produttivi registrano variazioni negative: agricoltura -0,6%, industria -0,2% e servizi -0,1%.
Il settore agricoltura, silvicoltura e pesca evidenzia dinamiche contrastanti.
- Ore lavorate: +0,1% sul trimestre precedente e +0,9% su base annua.
- Posizioni lavorative: +0,1% rispetto al primo trimestre 2025 e +0,9% rispetto al secondo trimestre 2024.
- Unità di lavoro per branca: in calo, -0,8% congiunturale e -0,9% tendenziale.
- Redditi da lavoro dipendente procapite: stabili rispetto al trimestre precedente, ma in crescita del +4,3% rispetto all’anno scorso.
In sintesi, l’agricoltura mostra segnali di tenuta sul fronte occupazionale e dei redditi, ma la contrazione del valore aggiunto conferma le difficoltà strutturali del comparto. Per un settore già esposto alle incertezze climatiche e di mercato, il calo del PIL agrario rimane un segnale da non sottovalutare.




