Il futuro dell’agricoltura italiana passa dall’intelligenza artificiale
L’Italia guida la classifica europea per valore aggiunto nel settore agricolo, con un giro d’affari di 42,4 miliardi di euro nel 2024. Tuttavia, per mantenere questo primato, competere su scala globale e rispondere alle sfide come la crescita della popolazione e il cambiamento climatico, è fondamentale potenziare gli investimenti in tecnologia e innovazione, realizzando pienamente il concetto di Agricoltura 4.0. Si tratta di un comparto in forte espansione, il cui valore è passato da 100 milioni di euro nel 2017 agli attuali 2,3 miliardi. Nonostante ciò, c’è ancora margine di crescita e miglioramento.
I dati sono emersi dal convegno “Human-centered Agritech. Ricerca e sviluppo per le persone e l’ambiente”, organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler a Roma. L’evento, ospitato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha visto la partecipazione di imprese, associazioni di settore ed esperti, in un confronto diretto con le istituzioni.
«Oggi le minacce per il settore agricolo non provengono solo dai corvi, ma da sfide ben più articolate come la siccità, lo spreco di risorse, la volatilità dei mercati, la crisi climatica, i cambiamenti demografici e le difficoltà nel reperire manodopera», ha affermato Ferruccio Resta, presidente della FBK. Fortunatamente, gli strumenti per affrontare queste problematiche esistono già: «Intelligenza artificiale, droni, sensori avanzati, veicoli a guida autonoma e software di analisi dati» consentono di monitorare i terreni, prevedere i cambiamenti e ottimizzare le risorse disponibili. «La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale – sottolinea Resta – non sono semplici strumenti di efficienza, ma leve strategiche per aumentare la produttività e attrarre nuovi talenti». La sfida principale è riuscire a integrare queste tecnologie nei processi produttivi e nelle strategie di settore, perché «le innovazioni ci sono, ora è necessario metterle in pratica direttamente nei campi».
C’è ancora molto da fare in questa direzione, considerando che nel 2024 solo l’8% delle imprese agricole italiane è stato classificato come digitalmente avanzato e appena il 9,5% della superficie coltivata ha adottato soluzioni di Agricoltura 4.0. Di queste, una su tre utilizza già strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale e analisi predittiva, segnale di una progressiva diffusione della tecnologia anche in questo ambito. Un altro dato significativo riguarda la crescita delle startup specializzate: le aziende che offrono soluzioni basate su AI e machine learning sono aumentate del 24%, mentre quelle che sviluppano strumenti digitali per l’agricoltura sono cresciute del 7%. Inoltre, si stanno aprendo nuove prospettive di innovazione, come l’agri-fintech e il carbon farming, un approccio agricolo innovativo per catturare la CO₂ presente nell’atmosfera.




