Pac 2023-2027, c’è l’accordo sulla riforma: tutte le novità

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Le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo complessivo sulla riforma della Politica agricola comune. Soddisfatto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski: «Mi riempie di grande soddisfazione poter affermare che ce l’abbiamo fatta. Su alcuni punti avremmo potuto desiderare un risultato diverso, ma nel complesso penso che possiamo essere contenti dell’accordo che abbiamo raggiunto».

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, «l’accordo di oggi avvia un vero e proprio cambiamento verso una Pac più verde ed equa: dedicheremo più terreni agricoli alla biodiversità, ricompenseremo gli agricoltori che fanno il possibile per il clima e la natura e più fondi affluiranno alle piccole aziende agricole. Non è perfetto, ma è comunque un grande passo nella giusta direzione». Analogamente, così il ministro italiano alle politiche agricole Stefano Patuanelli: «Sostengo decisamente il compromesso raggiunto. Pur consapevole che ognuno di noi ha i suoi motivi per essere scontento, i motivi per essere soddisfatti sono superiori, ed ecco perché sostengo decisamente il pacchetto di compromesso. Resta il rammarico di non essere riusciti a fare di più sulla semplificazione: l’esigenza di un compromesso che tenesse conto di tante posizioni diverse ha reso complicato il quadro di insieme, ma i motivi per essere soddisfatti sono superiori».

Le novità della Pac 2023-2027

Tra le principali novità della Pac 2023-2027 ci sono gli eco-schemi, una nuova forma di pagamento ad ettaro aggiuntivo a quello di base, relativo alle azioni volontarie messe in campo dall’agricoltore in funzione del clima e dell’ambiente. Il pagamento riguarderà tutta la superficie aziendale, e quindi non solo gli ettari ammissibili, coperta dall’eco-schema. Per ottenere il bonus occorrerà attuare azioni che riguardino almeno due delle seguenti aree di azione: clima, ambiente, benessere degli animali, resistenza antimicrobica.

Per quanto riguarda il mantenimento dei prati permanenti, questo sarà fissato sulla base di una percentuale di prati in relazione alla superficie agricola nazionale, regionale, gruppo di aziende o azienda singola, sulla base dell’anno 2018. Sarà consentita una riduzione della superficie al massimo del 5% rispetto all’anno di riferimento 2018. Confermato il divieto di bruciare le stoppie.

Sulla rotazione delle colture, l’accordo prevede che la diversificazione venga abolita. Dunque gli Stati dovrebbero giustificare la rotazione ogni anno, due o tre anni a seconda delle colture, tenendo conto dei diversi sistemi agricoli e delle condizioni agro-climatiche. Sono previste esenzioni per gli agricoltori biologici, le aziende con più del 75% dei seminativi con colture da foraggio e quelle di piccole dimensioni.

In merito alle superfici a EFA, due saranno le opzioni: il 4% della superficie a seminativo dell’azienda agricola oppure il 3% per gli agricoltori che aderiscono agli eco-schemi. Infine, ci saranno nuovi ingressi tra i pagamenti accoppiati: l’elenco, ancora in via di definizione, esclude le colture non alimentari e include peperone, patata, miscugli di leguminose/erbacee e le olive da tavola.

 

 

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