Kverneland annuncia nuove strategie per il futuro

Un marchio sempre più forte e in sinergia con Kubota per costruire il futuro dell\'agricoltura: è emerso con chiarezza ieri alla fiera Eima.

Il futuro dell’agricoltura passa da Kverneland Group: la consapevolezza si fa sempre più chiara, ed è stata confermata ieri alla fiera Eima 2016 di Bologna, dove il gruppo norvegese – dal 2012 acquisito dalla giapponese Kubota – ha organizzato una conferenza stampa per annunciare alcune importanti novità.

In un avveniristico stand a due piani con 32 macchine agricole esposte al padiglione 14 (di cui sei novità mondiali e tredici italiane), la dirigenza di Kverneland Group ha delineato le sue prossime strategie, dal lancio di attrezzature agricole a marchio Kubota al cambiamento nella struttura produttiva del gruppo.

La sinergia con i giapponesi, già avviata con successo in altri paesi d’Europa, inizierà dal 2017 anche in Italia con l’immissione sul mercato di spandiconcime e macchine per la fienagione a marchio Kubota, per proseguire dal 2018 con il completamento della gamma. Le attrezzature arancioni, che saranno distribuite dai concessionari Kubota, andranno a interfacciarsi con la dimensione dei trattori giapponesi, senza oltrepassare la loro potenza. Insomma, una strategia per aumentare la forza del marchio Kubota, ma senza sottrarla da Kverneland.

Per quanto riguarda il cambiamento nella struttura produttiva, invece, in Italia Kverneland si concentrerà sullo stabilimento di Ravenna, definito "sito produttivo chiave". In Romagna rimarrà quindi la ricerca e lo sviluppo di erpici rotanti, trincia e frese, mentre la fabbrica di Modena è stata appaltata al partner Comege che dal 1° ottobre ha iniziato la produzione di trincia e frese per conto di Kverneland, mantenendo tutti i precedenti lavoratori. La produzione degli erpici, invece, è stata spostata a Soest in Germania.

«Questi cambiamenti all’interno di Kverneland Group partono dall’intento, per noi molto chiaro, di voler offrire agli agricoltori delle soluzioni sempre più personalizzate in base alle loro singole esigenze», ha detto Arild Gjerde, vicepresidente esecutivo vendite e marketing di Kverneland Group. «Il lavoro sui campi è infatti molto variegato a seconda delle condizioni dei terreni e non possiamo uniformarlo. Perché questo accada, però, gli agricoltori italiani devono prendere familiarità con le nuove tecnologie e per questo abbiamo focalizzato i nostri sforzi sulle macchine "entry level" dedicate al mercato italiano, come gli spandiconcime e il Kultistrip per la lavorazione a strisce».

Ma per "formare" l’agricoltore, sostiene il general manager di Kverneland Group Italia Eleonora Benassi, «occorre lavorare sull’anello di congiunzione che è il concessionario, a cui stiamo trasmettendo sempre più esperienze». Come per esempio i "Progetti agronomici globali" citati da Sandro Battini, direttore commerciale di Kverneland Group Italia: «Li abbiamo sviluppato – ha detto – per dimostrare con i numeri la reale efficacia dei nuovi sistemi di lavorazione conservativa e continueremo a farlo almeno per altri due-tre anni. Siamo sicuri che sia questa la strada per conquistare anche gli agricoltori più scettici».

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