Cereali: grano in aumento, orzo in calo

Lo affermano gli ultimi bollettini delle agenzie. Sul mercato internazionale, l\'Europa dà sempre più concorrenza agli Usa.

di Sergio Pitzalis

Coltivatori e commercianti agricoli ci chiedono sempre più spesso come combattere la volatilità dei mercati. Per questo da gennaio sarà disponibile sui nostri report una speciale rubrica, intitolata “Coperture e Speculazioni”, con consigli operativi per tutti gli addetti alla filiera agricola. Una novità assoluta, in quanto saranno analizzati non solo il mercato a termine del wheat Usa ma anche il contratto del milling wheat francese, ormai punto di riferimento per le nostre contrattazioni.

Prezzi cereali: mercato internazionale

Essendo questo l’ultimo articolo dell’anno, concludiamo dando uno sguardo alla tendenza dei nuovi raccolti. Il future Usa sul grano tenero, il mais e la soia sono il nostro punto di partenza. È indispensabile analizzare e confrontare le varie fasi cicliche stagionali di ogni prodotto per avere un’omogena linea previsionale. In quest’occasione ci limitiamo ad analizzare il wheat (grano tenero Usa). Come sappiamo, la battaglia principale si giocherà ancora una volta tra gli Stati Uniti, che sono i primi esportatori al mondo di cereali e soia, e gli altri paesi produttori.

Abbiamo già avuto modo di commentare come la situazione internazionale stia subendo dei cambiamenti importanti: il calo delle esportazioni Usa è ben compensato dalle offerte provenienti dai paesi europei, russi e ucraini. Questi nuovi concorrenti per gli Usa si vanno a sommare agli storici avversari quali Brasile, Argentina, Canada, e Australia. La concorrenza adesso è veramente forte per gli Usa: i loro sforzi dovranno essere rivolti verso prodotti di qualità e a costo contenuto. È anche vero che il raccolto europeo quest’anno è stato particolarmente buono, grazie a un clima che ha favorito i paesi della fascia mediterranea e continentale. Molto bene è andata al grano francese, il quale ha avuto la forza di staccarsi dalla tendenza principale imposta dal wheat americano. In molti, infatti, si chiedono quanto potrà durare un prezzo così alto per il milling wheat francese. In ogni modo, secondo le nostre analisi il wheat Usa potrà dire ancora la sua nel corso dell’anno. Dopo una difficile partenza, da marzo in poi potrà abbandonare i prezzi attuali e riportarsi sopra i 7 dollari per bushel senza troppe difficoltà.

Mettendo in ordine i principali prodotti agricoli americani ed europei, si nota come i margini di crescita maggiori saranno con la soia, seguita dal grano e per ultimo il mais, tra questi il più penalizzato per buona parte dell’anno.

Prezzi cereali: mercato europeo

La prima voce importante a sostegno di una ripresa del grano Usa arriva dall’agenzia di analisi francese Stratégie Grain, che vede un calo del raccolto di cereali in Europa. Pur rimanendo una produzione di grano elevata, Stratégie Grain prevede forti cali di orzo e segale. Le previsioni per il grano tenero, sempre secondo l’agenzia francese, indicano il raccolto di grano a 138.0 milioni di tonnellate, in crescita del 2,4% rispetto allo scorso anno. Pur avendo un lieve aumento sulla produzione complessiva di grano, le esportazioni sono viste in diminuzione, anche a causa di una resa per ettaro leggermente inferiore rispetto allo scorso anno.

Per quanto concerne il grano duro, la produzione è vista stabile, anche se in calo la resa per ettaro. La produzione EU è prevista a 145.7 milioni di tonnellate, in crescita di appena il 2,0% rispetto allo scorso anno. L’interesse da parte dei coltivatori europei verso il milling wheat francese, ormai punto di riferimento per i prezzi EU, è sempre più forte. I prezzi alti e stabili rispetto al grano tenero Usa stanno attirando sempre più l’attenzione e invogliando molte aziende agricole a coltivare grano per il prossimo anno.

Prezzi cereali: mercato italiano

Sul fronte interno, è stabile il prezzo del nostro grano tenero tipo n° 1 – speciali di forza (p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1%, prot. 13%) scambiato alla Borsa Merci di Bologna: in quest’ultima settimana il prezzo per tonnellata è oscillato tra 244 e 248 euro la tonnellata.

Ancora in aumento il grano duro sulle principali borse italiane:

  • Borsa merci di Bologna. L’oscillazione settimanale è stata tra 276 e 281 euro/tonnellata per la qualità Nord – Fino – rinfusa partenza p.s. 79/80 kg/hl, c.e. 1+1%, bianc. 30/35%, volp.10%, prot. 12,5% (Produzione nazionale 2013).
  • Borsa merci di Foggia. L’oscillazione settimanale è stata tra 260 a 265 euro/tonnellata per la qualità Fino (peso Kg 80 per hl; umidità 12%, spezzati max 6%; farinosi 1%, bianconati fino al 25%; nulli 0,50%,).
  • Borsa Milano (contratto consegna marzo 2014). L’ultimo prezzo trattato è stato di 267 euro per contratto. Trattasi del nuovo strumento a termine sul grano duro, emesso dalla borsa di Milano ma con volumi ancora non sufficienti per decretarne una propria autonomia.

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Sergio Pitzalis è titolare della Gsa (Gann Systems Analysis), che da oltre 10 anni opera sui mercati finanziari e sulle principali borse merci internazionali per offrire un supporto alle aziende agricole. Ogni lunedì cura su Agrinotizie una rubrica in cui analizza il mercato internazionale e italiano dei cereali. Pitzalis offre inoltre delle analisi approfondite sulle tendenze internazionali del mercato dei cereali. Clicca qui per maggiori informazioni o scrivici per contattare Sergio Pitzalis.

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