Non si ferma la crisi dell’agricoltura italiana

Recessione e maltempo stanno mettendo a dura prova il settore

Il trend negativo per l’agricoltura si conferma anche nel terzo trimestre del 2013. Leggendo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’Istat, emergono ancora chiaramente gli effetti negativi della crisi sulle aziende agricole, uniti alle sfavorevoli condizioni climatiche. Riportiamo a questo proposito le dichiarazioni di due associazioni di categoria.

Rocco Tiso, presidente Confeuro: «Nonostante gli ultimi anni in cui il settore primario si è attestato come l’unico ad avere un segno positivo, e mostrare spie di rilancio, oggi dobbiamo osservare il risultato opposto. È vero che il calo della produzione è dovuto anche agli effetti del clima, che durante tutto l’arco di quest’anno ha fatto avvertire le sue gravi ripercussioni sul comparto agricolo, ma appare evidente quanto le conseguenze a breve e lungo termine della crisi economica si mostrino nella loro potenza su tutta la filiera agroalimentare. Appare oggi quanto mai improrogabile un intervento serio da parte delle istituzioni in favore di un settore che sta pian piano scomparendo sotto i colpi di tasse, burocrazia e cattiva amministrazione; è necessario sostenere gli operatori agricoli predisponendo aiuti concreti, più facilità di accesso al credito e uno snellimento delle procedure, altrimenti il segno negativo continuerà a restare tale anche negli anni a venire».

Giuseppe Politi, presidente Cia: «Gli eventi climatici estremi che stanno caratterizzando questo 2013 hanno colpito pesantemente le campagne italiane provocando un calo medio della produzione lorda vendibile agricola superiore al 10%. L’agricoltura continua a pagare le ‘bizze’ del clima e nel terzo trimestre dell’anno registra un calo congiunturale del valore aggiunto. Prima il freddo prolungato e la primavera quasi inesistente hanno compromesso il calendario agricolo in mesi decisivi per il settore. Poi sono arrivati i danni causati dalle frequenti tempeste estive con nubifragi e allagamenti nei campi. Ma a pesare sul settore agricolo non è soltanto il maltempo. L’agricoltura sconta anche gli effetti della crisi e i problemi atavici del settore, dai costi produttivi alti all’andamento instabile dei prezzi all’origine, con 13.000 aziende costrette a chiudere i battenti come evidenzia l’Inea. Eppure il settore primario continua a garantire occupazione e prodotti di qualità e in una fase di crisi nera dei consumi interni riesce ancora a trainare l’export ‘made in Italy’ incrementando le vendite oltreconfine di cibo e bevande del 6% nei primi otto mesi del 2013. Bisogna continuare ad avere fiducia nell’agricoltura e a investire nel settore che rappresenta un volano fondamentale per la ripresa dell’economia e del Paese».

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