Nocciole di Cuneo, annata in perdita

Oltre che in ritardo, la quantità della produzione è più bassa a causa delle intense piogge estive. Ma la qualità rimane al top.

La raccolta delle nocciole in provincia di Cuneo è in pieno svolgimento, ma è già possibile effettuare alcune riflessioni sull’annata che ha preso avvio nei primi giorni di settembre, con circa 15 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno.

La Confagricoltura di Cuneo, tramite i tecnici corilicoli, sta infatti monitorando la situazione sul territorio e a questo punto del campagna mette in luce alcune criticità, legate perlopiù all’andamento instabile del clima estivo, e aspetti positivi riguardanti una qualità che si conferma ancora una volta molto buona.

Spiega Antonio Marino, responsabile corilicolo dell’associazione agricola: «I temporali di fine agosto hanno creato seri danni soprattutto nell’areale di Cossano Belbo, zona Scorrone, dove in poche ore si sono abbattuti con violenza circa 100 millimetri di acqua che hanno trascinato i frutti caduti a terra nei fossati, rovinato il letto di raccolta e costretto gli agricoltori a ripristinare in brevissimo tempo le strade di accesso ai fondi. In questi giorni si sta ultimando la prima raccolta, e gli imprenditori del settore sono unanimi nel dire che la produzione si attesta mediamente su un 25% in meno rispetto al 2012, anche se è prematuro stilare un bilancio definitivo poiché mancano ancora i dati delle seconde raccolte».

Detto questo non mancano ovviamente le eccezioni di zone in cui la produzione è tendenzialmente stabile, se non in aumento. Questo è dovuto essenzialmente all’esposizione dei terreni coltivati a nocciole; mediamente i corileti di fondovalle sono quelli che hanno risentito maggiormente delle bizze legate al clima dell’annata restituendo esigue quantità di prodotto. L’elevata umidità dei frutti, proprio nel periodo della raccolta, inoltre costringe i corilicoltori a oculate operazioni di essiccamento per garantire un’adeguata conservabilità del prodotto e non incorrere in pericolosi deterioramenti a causa di fermentazioni anomale. Non pochi problemi li sta creando, poi, la fauna selvatica: sono sempre più frequenti i danni provocati dagli ungulati che, oltre sottrarre prodotto caduto a terra, rompono i rami per sfamare i cuccioli.

Note positive della raccolta 2013 giungono dalla qualità del prodotto. Gli agricoltori si dicono soddisfatti perché il calibro delle nocciole è ottimo, proprio grazie alle precipitazioni che hanno caratterizzato tutto il ciclo della coltura e le prime rese alla sgusciatura confermano le buone prospettive. «C’è da augurarsi – conclude Antonio Marino – che a fine raccolta tutto l’impegno profuso venga compensato dalle quotazioni del prodotto, che attualmente non sono ancora ben definite».

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