Terremoto, in Emilia arrivano i primi aiuti

La Regione ha stanziato la prima tranche di contributi, consistente in 18 milioni di euro per 246 imprese agricole, e sono in arrivo altri 80 milioni

La Regione Emilia-Romagna ha concesso 18 milioni e 300 mila euro (a fronte di una spesa ammissibile di 24 milioni e 317 mila euro) a 246 aziende agricole e agroalimentari per l’acquisto o il ripristino di macchine, attrezzature e impianti danneggiati dal terremoto che ha dilaniato le campagne della regione nel maggio 2012.

Le aziende interessate dalla concessione dei fondi sono quelle che hanno presentato regolare domanda entro lo scorso 10 gennaio, cioè a chiusura del primo avviso dell’apposito bando del Piano regionale di sviluppo rurale.

Gli aiuti sono in gran parte distribuiti nella provincia di Modena, quella più colpita dal terremoto: saranno 200 le aziende del modenese che si spartiranno contributi per 14 milioni e 483 mila euro. Seguono il ferrarese, con 29 imprese agricole per 2 milioni e 60 mila euro, e le province di Bologna (12 imprese per 633 mila euro) e Reggio Emilia (5 impres 1 milione e 103 mila euro.

Per quanto riguarda le tipologie di intervento, in testa si colloca l’acquisto di ricoveri temporanei e attrezzature agricole, ma tra le voci significative figurano anche l’acquisto delle scalere e delle attrezzature per caseificio.

Spiega Tiberio Rabboni, assessore regionale all’agricoltura: «Abbiamo accolto le istanze delle prime 246 aziende che hanno presentato domanda per macchine e attrezzature entro il 10 gennaio 2013. Molte di loro avevano la necessità di iscrivere l’eventuale concessione regionale nei bilanci consuntivi 2012 entro la fine di marzo. Siamo riusciti a rispettare le loro esigenze, grazie soprattutto all’impegno dei dirigenti e dei funzionari provinciali e regionali che desidero ringraziare. Ora rimane il secondo bando, che vedrà sicuramente una partecipazione assai più numerosa di imprese e proposte. Anche diverse domande presentate entro il 10 gennaio, che alla verifica di ammissibilità richiedevano perfezionamenti e integrazioni, verranno ripresentate per il secondo bando. Le 246 imprese che hanno avuto la concessione potranno immediatamente richiedere, previa fidejussione, l’erogazione di un anticipo del 50% sull’importo accordato; mentre il saldo finale avverrà a interventi collaudati».

Il secondo avviso del bando a cui si riferisce Rabboni si chiude il 5 aprile, e mette a disposizione risorse per oltre 80 milioni di euro. Le aziende interessate possono presentare domanda di contributo alle Province competenti per territorio, secondo le modalità fissate da Agrea, utilizzando il Sistema operativo pratiche (Sop) e la specifica modulistica disponibile sul sito agrea.regione.emilia-romagna.it.

La misura 126, intitolata "Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione", prevede la concessione di contributi in conto capitale, nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile, per finanziare il ripristino di macchinari, attrezzature e impianti danneggiati dal sisma o il riacquisto di beni nuovi equivalenti a quelli distrutti o comunque non riparabili; il ripristino di miglioramenti fondiari (come pozzi, impianti irrigui, impianti di drenaggio, eccetera); e l’acquisto di ricoveri provvisori (i cosiddetti "hangar") per ricoverare mezzi, scorte e bestiame nell’attesa del ripristino degli immobili danneggiati. Sono stati esclusi dai contributi gli interventi di tipo edilizio, le attrezzature di stalla fisse e gli impianti specifici da installarsi nei ricoveri zootecnici, che rientrano nell’ordinanza regionale per le attività produttive. Tale scelta è stata dettata principalmente dalla necessità di snellire le procedure e consentire che l’istruttoria delle domande e la successiva concessione dei contributi potessero avere luogo in tempi brevi.

(fonte: Regione Emilia-Romagna)

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