Arriva l’Erasmus per i giovani agricoltori

Gli studenti di agraria potranno collaborare ed essere ospitati in imprese agricole europee già avviate. Un\'opportunità imperdibile.

I viaggi Erasmus coinvolgono migliaia di studenti universitari in tutto il mondo, che si spostano dal loro paese per passare qualche mese in un’università straniera, proseguendo gli studi e migliorando la conoscenza delle lingue. Un’esperienza sempre più richiesta nel mondo del lavoro, che da oggi è possibile anche per gli studenti di scienze agrarie: è stato infatti lanciato un progetto pilota per lo scambio di giovani agricoltori tra i 27 paesi membri dell’Unione Europea.

Visti i benefici apportati dai programmi Erasmus già esistenti, i giovani studenti di agricoltura non devono lasciarsi scappare un’opportunità del genere. La cosiddetta "generazione Erasmus", alla quale appartengono i nati dagli anni ’80 in poi, riunisce circa tre milioni di persone che hanno potuto trovare lavoro molto più facilmente nel campo al quale hanno dedicato i propri studi. 

La Commissione Europea ha richiesto nuovi fondi per finanziare i progetti Erasmus nel periodo 2014-2020, e questo incremento si ripercuoterà positivamente sugli studenti di agraria, finora esclusi dai programmi. Dal 2013, invece, il programma di apprendimento permanente "Erasmus per tutti" – così ribattezzato per rimarcare l’allargamento dei campi di studio – prevederà uno specifico bando di gara «finalizzato a valutare e testare la possibilità, i requisiti e il quadro giuridico europeo, per l’attuazione di programmi di scambio per i giovani agricoltori», come si legge dal programma approvato in Commissione.

Le risorse destinate al programma Erasmus per l’agricoltura si aggirano intorno al milione e mezzo di euro, e il termine per le presentazioni delle offerte cade il 5 ottobre. Il programma Erasmus per giovani imprenditori agricoli vuole aiutare gli aspiranti imprenditori europei ad acquisire le competenze necessarie per avviare o gestire con successo una piccola impresa primaria in Europa. Durante questo periodo, i giovani agricoltori apprenderanno e scambieranno conoscenze con imprenditori già affermati, dai quali verranno ospitati e per i quali collaboreranno per un periodo da uno a sei mesi.

Per non parlare dei numerosi contatti che si potranno stringere all’estero, come sottolinea un comunicato della Confederazione italiana agricoltori: «Le aziende del comparto vitivinicolo italiano sono in testa alle liste di preferenza degli stranieri, ma vanno molto forte anche gli agriturismi e le aziende multifunzionali. I giovani agricoltori stranieri sono attratti dalla curiosità di scoprire le alchimie che portano al successo del ‘made in Italy rurale’. Gli italiani, invece, scelgono prevalentemente di essere ospitati in aziende del Nord Europa, ma l’Est sta diventando un orizzonte appetitoso, in particolare per attivare sinergie per nuovi business nel settore zootecnico e del ‘turismo verde’».

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