Una sola grande siccità

Agricoltura in crisi, produzioni dimezzate e misure straordinarie che non bastano più

In questa estate 2012, i mass media si stanno divertendo ad attribuire alle ondate di caldo nomi legati alla storia e alla mitologia: Scipione, Minosse, Caronte, Caligola e, da ultimo, Lucifero – senza dubbio il più maligno. Una pratica che potrà far distrarre chi soffre per il caldo, ma che disorienta sull’allarmante fenomeno: l’estate 2012 è interessata da una sola, grande siccità. Un fenomeno climatico senza precedenti che sta sconvolgendo il sistema agricolo non solo italiano, mettendo a repentaglio tutte le colture estive.

Le perdite, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, ammontano al 30% della produzione agricola annuale. Tra la siccità e i costi di produzione sempre più alti, l’agricoltura italiana sta vivendo una crisi senza precedenti, con un saldo negativo che supererà il miliardo di euro al termine dell’annata agraria. Anche nelle aziende agricole dotate di impianti d’irrigazione si rilevano danni alle rese, poiché le temperature, superati certi livelli, bloccano lo sviluppo delle piante. Le colture più danneggiate sono quelle di mais, bietola e pomodoro da industria.

Rispetto al 2011, le precipitazioni estive sono state il 50% in meno, aggravando il già preoccupante calo di piogge dello scorso inverno. La siccità che stiamo vivendo ha infatti portata globale ed è emersa già da qualche anno, ma nell’estate 2012 ha raggiunto il suo picco. Sperando che dal prossimo anno la situazione cominci a stabilizzarsi.

In alcune zone non piove da 80 giorni consecutivi, le temperature superano spesso i 35 gradi centigradi e l’umidità nel primo metro di suolo si colloca su valori eccezionalmente bassi, mai raggiunti dal 1951, provocando un intenso stress idrico nelle piante. Il Consorzio Canale Romagnolo ha stimato in questo periodo un aumento di richiesta d’acqua del 71% rispetto agli ultimi cinque anni. In questi giorni ci si sta fortunatamente avviando a una riduzione del fabbisogno idrico, dato che le colture in atto ne hanno meno bisogno, ma i danni sono irrimediabili: giusto per citare un dato, finora la sola campagna mantovana intorno al Po ha prelevato 100 milioni di metri cubi d’acqua. Si tratta di un numero eccezionale, circa il 20% più alto della normale soglia. Ma l’apporto idrico straordinario in molti casi non è servito a far sopravvivere le coltivazioni: oltre alla carenza idrica, insomma, si rischia di trovarsi a combattere la mancanza di cibo.

La prossima settimana la cabina di regia istituita a Parma nella sede dell’Agenzia interregionale per il Po (Aipo) valuterà la disponibilità minima vitale di acqua, come riportato ieri dalla Gazzetta di Mantova. Nel frattempo si sono avviate le procedure per dichiarare lo stato di calamità naturale, come ha annunciato il ministro dell’agricoltura Mario Catania: «Nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata la situazione di alcuni territori particolarmente colpiti quest’anno dal fenomeno della siccità. Per questo stiamo lavorando in stretta collaborazione con le Regioni più interessate dal fenomeno climatico – Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia – e con le organizzazioni di produttori presenti sul territorio, per accelerare le procedure volte alla dichiarazione dello stato di calamità naturale».

Attraverso il Fondo di solidarietà nazionale le imprese agricole colpite dalla siccità potranno beneficiare delle seguenti misure:

  • contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile
  • prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale
  • proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento calamitoso
  • esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’evento.

Aggiunge Catania: 
«Sempre per fronteggiare la crisi di liquidità conseguente alla perdita di produzione dovuta alla siccità, abbiamo avviato le procedure per ottenere dalla Commissione europea l’autorizzazione all’erogazione degli anticipi Pac 2012 a partire dal prossimo 16 ottobre, accorciando di circa 50 giorni i tempi di erogazione previsti dalle scadenze comunitarie». Tuttavia, il ministro ha affermato che una situazione così protratta nel tempo richiede lo studio di una strategia a lungo termine: le misure eccezionali elaborate di anno in anno non riescono più a far fronte alla situazione.

La Regione Emilia-Romagna, tra le più colpite, affiancherà a questi interventi gli impegni già assunti per fornire carburante a prezzo agevolato e per intensificare la realizzazione degli invasi irrigui. Inoltre sarà presto emanato un nuovo bando per erogare dieci milioni di euro per la realizzazione di laghetti interaziendali per l’irrigazione dei campi nei periodi di siccità. 
La consulta agricola regionale sarà convocata nuovamente a settembre per concordare il pacchetto di misure per contrastare la siccità e garantire il rafforzamento delle strutture di stoccaggio e fornitura di acqua.
 Nel frattempo, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha chiesto un incontro con i colleghi delle altre regioni e col ministro Catania. Ha aggiunto l’assessore: «Abbiamo già avviato le procedure per la dichiarazione dell’eccezionalità dell’evento, una strada da preferire, a nostro parere, al riconoscimento della stato di calamità, che in base alla nuove disposizioni comporterebbe automaticamente l’aumento delle accise nel territorio regionale».

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