Coldiretti: 2012, tanti danni dal maltempo

Dall\'aumento dell\'Iva, che costa un miliardo per il cibo, arriverà un ulteriore effetto depressivo: le stime di Coldiretti

Il maltempo della prima metà del mese di febbraio è costato almeno 1,5 miliardi di euro all’intero sistema produttivo tra i danni causati e il fermo delle attività nel settore agricolo, industriale e dei servizi, anche pubblici. È quanto stima la Coldiretti nel commentare le dichiarazioni del presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, sul fatto che «il Pil nel primo trimestre del 2012 non è andato bene a causa della caduta dei consumi».

In soli dieci giorni è stato bruciato lo 0,1 per cento del Prodotto interno lordo realizzato dal Paese in un anno, e l’agroalimentare è stato il settore più colpito, con danni stimati complessivamente a mezzo miliardo di euro lungo tutta la filiera (agricoltura, industria alimentare, distribuzione, trasporti, ecc.). Ma un conto pesante è stato pagato anche dai numerosi distretti dell’attività manifatturiera presenti nelle aree colpite dal maltempo, dalle calzature ai mobili fino agli elettrodomestici delle Marche, dalla ceramica dell’Emilia fino al commercio, all’autotrasporto e alla pesca.

L’effetto del maltempo, che in molte zone ha impedito alle persone di uscire di casa, unito a quello della crisi, si è fatto sentire anche sui consumi degli italiani che nel 2011 sono diminuiti in quantità. Secondo un’analisi della Coldiretti, le tavole degli italiani si sono impoverite in quantità dalla carne bovina (-0,1%) a quella di maiale e ai salumi (-0,8%), dall’ortofrutta (-1%) alla pasta (-0,2%) fino al latte fresco (-2,2%). Una situazione che potrebbe aggravarsi nel corso del 2012 per effetto dell’aumento delle aliquote Iva previsto per ottobre che costerà agli italiani oltre un miliardo solo per le spese alimentari con il passaggio dall’aliquota del 21 al 23 per cento che colpirebbe alcuni prodotti di largo consumo come l’acqua minerale, la birra e il vino ma anche specialità come i tartufi mentre a quello dal 10 al 12 per cento sono interessati dalla carne al pesce, dallo yogurt alle uova ma anche il riso, il miele e lo zucchero.

Fonte: comunicato stampa Coldiretti

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