Accordo Ue-Marocco, agricoltura sconfitta

La Via si rammarica del patto bilaterale che favorisce un paese che non rispetta le stesse nostre regole per la sicurezza alimentare.

«Il voto di oggi è una sconfitta per l’agricoltura italiana, le cui responsabilità sono ben precise». Così Giovanni La Via, europarlamentare del Pdl-Ppe, commenta a caldo il voto in Aula del Parlamento europeo che ha approvato, con una maggioranza di voti 369 contro 225 e 31 astenuti, l’accordo tra Ue e Marocco per la liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli e ittici.

«Durante la votazione – continua La Via – sono state diverse le defezioni tra le fila della deputazione italiana. Non si può difendere l’agricoltura di un Paese e di una regione a parole, e poi non essere presenti al momento dei fatti. È giusto che i cittadini e gli operatori del settore, prima di accusare in toto gli europarlamentari per non aver difeso i loro interessi, sappiano chi siano i deputati che fino alla fine hanno lavorato per scongiurare tale accordo».

«L’accordo siglato oggi penalizza fortemente l’agricoltura italiana. Infatti, il testo prevede l’apertura delle frontiere del Paese ad un’economia, quella marocchina, che non è chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l’avversario. Ho lavorato fino all’ultimo momento per far capire la portata dell’impatto negativo che quest’accordo avrà sul comparto agrumicolo siciliano. Proprio nell’attuale fase di dibattito sulla futura Pac, bisogna informare i gli agricoltori dei rischi conseguenti al voto di oggi: rischi legati alla sicurezza alimentare, come mostrano ad esempio alcuni dati di allerta della Commissione europea su clementine e pesce in scatola importati dal Marocco, e rischi di mercato per gli imprenditori agricoli di tutte le regioni mediterranee europee. Votando questo accordo, è evidente che si è preferito privilegiare gli interessi dei settori extra agricoli».

L’eurodeputato siciliano, consapevole delle difficoltà che sta attraversando il settore agricolo, nonostante il risultato di oggi conclude che il suo impegno per la difesa dell’agricoltura e dell’economia italiana non cesseranno, lavorando affinché i controlli sui prodotti importati dal Marocco siano rigidi e per restituire il più possibile garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori europei.

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